A Perfidia la corsa alle alleanze verso le Politiche, Alemanno incalza Meloni sul sovranismo e Baldino rilancia le primarie
In studio anche Lucaselli, Falcomatà, Scopelliti, Cattaneo ed Emiliano. Sul tavolo l’asse con Cateno De Luca, il congresso della Lega, la partita per Forza Italia e le violenze in piazza a Milano
Le alleanze in costruzione in vista delle prossime elezioni politiche hanno occupato gran parte della prima puntata della nuova stagione di Perfidia, il talk di Antonella Grippo su LaC Tv, andata in onda con il titolo “Che confusione sarà perché ti sgamo”.
In studio esponenti del centrodestra, del centrosinistra e di Futuro Nazionale, il partito del generale Roberto Vannacci, rappresentato da Gianni Alemanno. L’ex sindaco di Roma ha presentato Futuro Nazionale come il concorrente a destra di Fratelli d’Italia. Queste le sue parole: «Vannacci è l’uomo nuovo della politica italiana e questa concorrenza serve a stanare Giorgia Meloni da una rendita di posizione un po’ troppo comoda». Per Alemanno la premier, definendosi conservatrice e non più sovranista, avrebbe spostato il partito verso il centro, come accadde alla destra con Gianfranco Fini. Netto il giudizio sull’intesa con Cateno De Luca: «È un’operazione diversiva di basso profilo, hanno recuperato un partito dell’1% tutto concentrato in una zona geografica».
A rispondere sul campo progressista è stata Vittoria Baldino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, che ha confermato le primarie per la scelta del leader. Così la deputata: «Si faranno le primarie, sarà una festa di partecipazione democratica, e chi perde con molta lealtà sosterrà chi sarà il vincitore». Baldino ha chiesto di parlare di programmi più che di nomi, a partire dalle proteste di autotrasportatori e agricoltori. Su Matteo Renzi ha ricordato che a volerlo nella coalizione è il Pd, rivolgendosi idealmente a Elly Schlein: «Se Renzi deve stare in coalizione, che garantisca lei». Anche nel centrodestra le tensioni non mancano, come ha mostrato il contributo registrato di Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, alla vigilia del congresso che vede Massimo Garavaglia sfidare il segretario uscente Matteo Salvini.
Romeo ha descritto lo sfidante come espressione dell’anima amministrativa del partito e ha aggiunto: «C’è una questione meridionale, sì, ma c’è anche e soprattutto una questione settentrionale». Baldino vi ha letto un’insofferenza verso il Ponte sullo Stretto. Alemanno, dal canto suo, si aspetta la riconferma di Salvini. La replica di Fratelli d’Italia è arrivata dalla deputata Ylenia Lucaselli, che rivolgendosi ad Alemanno ha affermato: «La destra in Italia è Fratelli d’Italia, e lo certifica la politica che questo governo ha messo in campo». Lucaselli ha citato i tagli fiscali per i ceti più fragili e l’aumento delle pensioni minime, ha ribadito il sostegno all’Ucraina e ha spiegato che il nuovo patto di stabilità europeo andava firmato per non tornare alle regole precedenti.
Chiusa anche la porta a un’alleanza con Futuro Nazionale: «Nel loro programma non ho trovato nulla che possa essere oggetto di una condivisione di idee su politica economica, welfare e famiglia». Alemanno le ha ricordato il quoziente familiare, promesso dal centrodestra e mai realizzato. Con l’arrivo in studio di Giuseppe Scopelliti e Giuseppe Falcomatà la discussione si è spostata sulla Calabria. L’ex presidente della Regione ha ridimensionato il 7,6% raccolto da Vannacci alle suppletive di Reggio Calabria, attribuendolo in parte alla candidatura di Fabio Roscioli, che ha giudicato estranea al territorio. Poi l’affondo su Futuro Nazionale: «Non si possono far nascere partiti dall’oggi al domani senza classi dirigenti, ci vuole una storia, un percorso». Del confronto aperto da Roberto Occhiuto dentro Forza Italia ha parlato con favore, purché il partito resti nel centrodestra.
Falcomatà, consigliere regionale del Pd, ha puntato il dito sulla giunta Occhiuto: «La sanità è il grande nervo scoperto di questo governo regionale». Ha citato le case e gli ospedali di comunità finanziati con il Pnrr e ancora chiusi. In collegamento, l’analista politico Ugo Floro ha chiesto al centrosinistra calabrese di decidere se fare opposizione a Occhiuto o condividere con lui posti di governo, con riferimento a Sorical e Arrical. Della sfida per la guida di Forza Italia ha parlato il deputato azzurro Alessandro Cattaneo, collegato da Pavia: «Nessuno mette in discussione Tajani, ma Occhiuto ha fatto bene il governatore, è stato riconfermato con un plebiscito e questo può essere un valore aggiunto». La contesa, ha precisato, si aprirà dopo le politiche, come deciso dal congresso nazionale, e il vertice del partito resta contendibile.
Nel segmento della confessione laica Alemanno è tornato sul periodo in carcere, legato a un’uscita dal Lazio durante l’affidamento in prova per impegni di lavoro e politici, e ha indicato in Carlo Calenda il politico che considera meno brillante. Dalla Puglia è intervenuto l’ex governatore Michele Emiliano, che ha criticato le campagne elettorali giocate ancora su comunisti e anticomunisti e ha lanciato un appello a maggioranza e opposizione: «È inimmaginabile che un Paese importante come l’Italia non abbia alcuni pilastri comuni».
In chiusura le immagini degli scontri di sabato scorso a Milano. Falcomatà ha parlato di fallimento del governo sulla sicurezza: «La risposta a questa piazza è stata l’ottavo decreto sicurezza in quattro anni e mezzo». Baldino ha messo a confronto quella piazza con le proteste pacifiche degli autotrasportatori calabresi e con la crisi degli agricoltori, per i quali produrre l’olio costa oltre 5 euro a fronte di un ricavo medio di 3,80. Scopelliti ha difeso il dialogo avviato dal governo con le categorie dei trasporti e ha chiesto una condanna netta delle violenze. Al tema delle piazze Perfidia dedicherà la puntata speciale di venerdì prossimo alle 21.30.