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30/03/2026 ore 16.55
Politica

Acque agitate nel M5s Calabria, i gruppi territoriali replicano agli iscritti: «Criticità esistono, ma no a narrazioni distorte»

Continua il dibattito all’interno del Movimento dopo che alcuni iscritti si sono rivolti direttamente a Giuseppe Conte. I coordinatori locali: «Porte sempre aperte, la partecipazione non si può rivendicare solo a parole»

di Redazione Politica

Il dibattito sulla partecipazione e sul funzionamento dei gruppi territoriali «è legittimo e, per molti aspetti, anche utile», ma va ricondotto «dentro un confronto serio e basato sui fatti». È da qui che prende avvio la presa di posizione dei rappresentanti dei gruppi territoriali calabresi del Movimento 5 Stelle, che arriva dopo la lettera di alcuni iscritti calabresi a Giuseppe Conte per la mancata attuazione della Costituente Nova e denunciando assemblee bloccate dal 2023. 

Partecipazione zoppa e Gruppi territoriali deboli, un gruppo di iscritti al M5s scrive a Conte: «Fermi da anni»

«Partiamo da un punto di chiarezza: alcune criticità esistono e non vanno negate». I firmatari ammettono che «i tempi di attuazione delle decisioni della Costituente “Nova” non sono stati sempre rapidi» e che «in alcuni contesti, la partecipazione degli iscritti può e deve essere rafforzata». Ma a questa analisi affiancano una presa di distanza da «una rappresentazione semplicistica e denigratoria del lavoro svolto in questi anni».

Al centro della replica c’è il ruolo dei gruppi territoriali, descritti come realtà vive: «Non sono strutture “vuote”: sono fatti di attivisti che, spesso con grandi sacrifici personali, portano avanti iniziative, incontri pubblici, campagne e momenti di confronto nei territori». Un impegno che, si legge, ha trovato conferma anche «in occasione della recente campagna referendaria», quando i gruppi calabresi hanno contribuito «alla mobilitazione nei territori, partecipando a incontri pubblici, momenti informativi e iniziative di confronto» che hanno accompagnato «l’affermazione del NO».

Un lavoro definito «quotidiano, concreto e verificabile», portato avanti «in concertazione con i coordinatori, che non si sono risparmiati e non hanno fatto mancare il loro supporto». In questo quadro, la politica viene descritta come un processo non lineare: «Non è un meccanismo automatico», ma «capacità di adattarsi, reagire e costruire anche in contesti complessi», spesso segnati da competizioni elettorali che hanno richiesto «l’impegno di tutti».

Il documento torna quindi sul tema dei ritardi, riconoscendo che «alcuni ritardi ci siano stati», ma sottolineando come «il Movimento in Calabria, proprio negli ultimi anni, ha fatto passi in avanti significativi in termini di presenza, organizzazione e capacità di risposta sui territori». E rilancia un punto considerato centrale: «La partecipazione non si può rivendicare solo a parole».

«In più occasioni, nei gruppi territoriali, si è registrato un fenomeno chiaro: forte presenza nelle fasi elettive o nei momenti di confronto più “visibili”, seguita da assenza nel lavoro quotidiano». Una dinamica che porta a ribadire come «la partecipazione, però, è continuità, contributo, responsabilità condivisa». Da qui l’affermazione che «nessuno è mai stato escluso dai gruppi territoriali: chi ha voluto partecipare ha trovato spazi, strumenti e occasioni per farlo. Chi non ha voluto si è autoescluso».

Le critiche, dunque, «rischiano di essere incomplete se non accompagnate da un’assunzione di responsabilità individuale e collettiva». E sul tema interviene anche la questione dell’anonimato: «É una scelta legittima, ma che inevitabilmente indebolisce la forza del confronto». Il richiamo è ai principi originari del Movimento, «nato sulla trasparenza e sul coinvolgimento diretto», dove «le critiche sono sempre benvenute, soprattutto quando sono aperte, riconoscibili e orientate alla costruzione».

Ciò che viene respinto è «una narrazione che tende a delegittimare in blocco il lavoro di coordinatori, attivisti e gruppi territoriali», una lettura che «rischia di restituire un’immagine distorta e non corrispondente alla realtà». La conclusione affida la prospettiva alla partecipazione: «il Movimento cresce se cresce la partecipazione reale: quella fatta di presenza, confronto, proposte e impegno quotidiano».

Infine, l’apertura: «le porte dei gruppi territoriali sono e restano aperte».
La replica è firmata da: