Addio a Domenico Rizza, l’ex assessore regionale muore a 84 anni all’ospedale di Catanzaro
Il decesso al Pugliese-Ciaccio dove era ricoverato. È stato uno dei volti più noti della destra calabrese
Si è spento all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, dove era ricoverato, Domenico Rizza, conosciuto da tutti come “Mico”. Aveva 84 anni ed è stato uno dei volti più noti della destra calabrese, militando prima nel Msi e successivamente in Alleanza Nazionale. Nato a Santa Severina, è sempre rimasto profondamente legato al borgo crotonese.
Nel corso della sua lunga carriera politica ha ricoperto incarichi di grande rilievo all’interno della Regione Calabria. Tra i ruoli più significativi, quello di assessore regionale all’Agricoltura, settore nel quale si è distinto per il suo impegno amministrativo, e successivamente quello di Vicepresidente del Consiglio regionale.
Messaggi di cordoglio
Cordoglio è stato espresso dal sottosegretario all'Interno Wanda Ferro, coordinatrice regionale di Fratelli d'Italia. «La scomparsa di Domenico Rizza - ha detto - rappresenta una perdita che colpisce profondamente la comunità politica della destra calabrese e quanti hanno condiviso con lui un lungo percorso umano e istituzionale. Storico esponente della destra calabrese, protagonista dell'esperienza del Movimento Sociale Italiano e successivamente di Alleanza Nazionale, negli ultimi anni aveva seguito con attenzione e vicinanza il percorso politico di Fratelli d'Italia, continuando a offrire contributi di esperienza, passione, conoscenza e amore per la propria terra. Con Mico Rizza - ha aggiunto Ferro - se ne va una figura che ha attraversato con passione e coerenza una lunga stagione della vita politica calabrese, rivestendo anche incarichi di grande rilievo, quali quelli di assessore regionale all'Agricoltura e vicepresidente del Consiglio regionale. A nome mio personale e di tutta la comunità di Fratelli d'Italia Calabria esprimo il più sincero cordoglio e la più sentita vicinanza alla famiglia Rizza, ai suoi cari e a quanti oggi ne piangono la scomparsa».