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16/07/2026 ore 17.40
Politica

Alemanno contraddice Vannacci e difende il militante di Fn che ha aggredito l'iracheno: «Ha fatto bene a fermarlo»

L'ex ministro a Vibo Valentia si distingue dalla linea prudente del generale e sostiene l'azione dell’imprenditore di Futuro Nazionale Giuseppe Barboni coinvolto nell'aggressione di San Benedetto: «Il cittadino aveva diritto di reagire»

di S. M.

«Era in mezzo alla strada ad insultare le persone, bloccava il traffico, stava creando disordine da moltissimo tempo e quindi è comprensibile che un cittadino, iscritto a Futuro nazionale o meno, a un certo punto si scocci e reagisca e lo metta in condizione di non nuocere. Quella persona stava tenendo sotto scacco un intero quadrante della città con i suoi comportamenti assolutamente inaccettabili e se non è intervenuta la polizia quel cittadino ha deciso a un certo punto di liberarsi del problema».

È questo il giudizio che Gianni Alemanno ha espresso, a Vibo Valentia Marina a margine di una conferenza stampa, sull’aggressione ai danni di un cittadino iracheno in stato di alterazione, messa in atto con tecniche di Arti marziali miste dall’imprenditore e militante di FN Giuseppe Barboni a San Benedetto del Tronto. L’ex ministro e sindaco di Roma, fresco di libertà da circa 20 giorni dopo un periodo di detenzione, segna dunque un distinguo rispetto alla posizione espressa sul caso dal leader di FN Roberto Vannacci che aveva invece preso le distanze dall’episodio, dichiarando di essere contrario a ogni forma di violenza che non sia giustificata da legittima difesa.

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Per Alemanno, al contrario, non si è di fronte ad un eccesso di violenza. «Non ritengo lo sia perché è stato l'immigrato a creare questa situazione. La persona ha dovuto reagire a una situazione totalmente intollerabile. Se lei trovasse una persona che le sbarra la strada, che le impedisce di camminare, che le impedisce di muoversi, cosa farebbe? Subirebbe la cosa e starebbe fermo in attesa di chissà cosa? Ha fatto bene a intervenire».

Alemanno riconosce che «le forze dell'ordine vengono prima, però ovviamente il cittadino ha diritto a difendersi e guai a violare il principio di legittima difesa».

Anche se in questo caso non si era di fronte ad un'aggressione? L’aggressione, secondo Alemanno, era «alla libertà di movimento delle persone, non solo di chi è intervenuto, ma di un intero quadrante della città e non mi pare che si sia fatto un gran male questo immigrato».