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02/09/2026 ore 06.30
Politica

Alessandro Di Battista, si può non condividerlo. Ma la coerenza va riconosciuta

Si possono criticare idee, toni ed eccessi dell’ex parlamentare M5S. Ma davanti a chi continua a pagare di persona le proprie convinzioni, persino nel momento più difficile, la coerenza merita di essere riconosciuta

di L.F.

Una volta, in politica, come anche nel resto della vita, la coerenza era qualcosa di fondamentale, di irrinunciabile. Poi, col tempo, ha perso valore, ha finito per contare sempre di meno. In politica, forse, ancora di più.
Alessandro Di Battista, ex parlamentare e grillino della prima ora, può non piacere. Si possono criticare, anche duramente, i suoi eccessi politici, i toni spesso sopra le righe, quel suo essere perennemente protagonista contro, la tendenza a trasformare la politica anche in una battaglia personale. Una postura che, alla fine, lo ha portato a isolarsi e a uscire dal Movimento 5 Stelle, alla cui crescita elettorale aveva contribuito in modo rilevante.
Ma c’è una cosa che gli va riconosciuta: la coerenza. Una coerenza autentica, che all’inizio poteva apparire esibita, come per molti appariva quella dello stesso Movimento, ma che per lui è stata, ed è rimasta, un valore e un tratto distintivo.
Da deputato ha restituito una parte significativa delle proprie indennità. In quegli anni, alcuni esponenti del Movimento finirono al centro di polemiche per bonifici effettuati e poi revocati.
Di Battista, invece, non è mai stato coinvolto in quelle vicende. Alla fine del mandato, ha devoluto anche l’assegno di fine mandato: circa 43mila euro, destinati a iniziative di solidarietà e sostegno. Un gesto che, di questi tempi, resta rarissimo.
Ma forse la cosa più importante l’ha fatta in queste ore: ricoverato in gravi condizioni a Cuba, ha fatto sapere di non voler utilizzare l’aereo sanitario messo a disposizione dal governo italiano per il rientro in patria, qualora le condizioni cliniche gli consentiranno di affrontare il viaggio.
Si valutano altre soluzioni: un rientro coperto dall’assicurazione oppure, se necessario, un trasporto sanitario sostenuto anche da chi si è offerto di aiutarlo.
Non è una questione di simpatia verso l’ex parlamentare né verso il suo impegno politico. E non c’entra neppure l’appartenenza.
Il fatto è che, in questo nostro Paese, durante le campagne elettorali, e spesso anche dopo, si predica sobrietà, salvo dimenticarla immediatamente quando si conquista una poltrona o un ruolo nelle istituzioni.
Di Battista ha continuato a comportarsi secondo le regole che si era dato quando era sotto i riflettori. E, a riflettori spenti, quando avrebbe potuto ritrattare tutto, ha continuato a portare avanti la sua battaglia di coerenza.
Lo abbiamo detto più volte: Di Battista non è uno che si è fatto amare facilmente. Ha sempre preferito i toni accesi, gli eccessi, una battaglia politica a volte persino fuori luogo. Però ci credeva davvero. E questo conta.
Così, quando tocchi con mano che un esponente di primo piano rinuncia a ciò che potrebbe legittimamente avere; quando vedi che paga di persona le proprie convinzioni; quando lo fa persino nel momento più difficile della sua vita, mentre è malato e lontano migliaia di chilometri da casa, allora bisogna avere l’onestà di riconoscerlo.
La coerenza non obbliga a condividere una persona. Ma merita rispetto.
E forse, in politica, è una delle poche forme di credibilità che non si costruiscono a parole.