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02/10/2026 ore 07.08
Politica

«Amministrare significa avere coraggio»: i sindaci di Lago, Cetraro e San Giorgio Albanese a Buongiorno in Calabria

Dalla costa tirrenica fino all'alto Jonio arbëreshë: i primi cittadini Fiorenzo Scanga, Giuseppe Aieta e Gianni Gabriele sono stati protagonisti dell'ultima puntata del format di LaC Tv in onda il sabato alle 8.30

di Adelia Iacino

Un primo cittadino che ha trasformato, con la sua squadra, un disavanzo di un milione e mezzo in un avanzo di due milioni e ha una proposta concreta per ripopolare i borghi; un altro, al suo terzo mandato, che ha accolto nel porto di Cetraro venti imbarcazioni della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza, scegliendo di non nascondersi dietro la politica. E poi, il sindaco di un comune che ha dato i natali al padre fondatore della letteratura arbëreshë moderna e fatto nascere il Momo, un cordiale a base di percoco unico al mondo. Fiorenzo Scanga (Lago), Giuseppe Aieta (Cetraro) e Gianni Gabriele (San Giorgio Albanese) sono stati ospiti dell'ultima puntata del format di LaC Tv «Buongiorno in Calabria»: tre storie diverse, la stessa Calabria che continua a sorprendere.

Lago, la gestione virtuosa e la proposta per ripopolare i borghi

Fiorenzo Scanga è sindaco di Lago da dieci anni: è stato eletto nel 2016, con la lista «Cambiamo Lago». Quando è arrivato ha trovato un comune con un disavanzo di un milione e mezzo di euro: nel 2024 lo ha risanato completamente, e oggi Lago vanta un avanzo di amministrazione di circa due milioni. Parallelamente ha ottenuto tra i 23 e i 24 milioni di euro di finanziamenti da Regione e dal Ministero, con cui ha realizzato scuole, asili, strutture sportive, chiese e riqualificato intere aree del paese. Un risultato di cui va fiero: «Abbiamo cambiato il volto del paese, ma abbiamo cambiato anche la mentalità».

Un dato anagrafico controtendenza racconta molto di Lago: da circa 2.300 abitanti il comune è salito a 2.400, grazie anche all'arrivo di famiglie straniere di origine argentina e brasiliana che hanno scelto il paese come residenza. Un trend che Scanga vuole trasformare in proposta politica: intercettare i nuovi cittadini italiani per Ius Sanguinis e indirizzarli verso i comuni sotto i 5.000 abitanti, dove restare per almeno 12-24 mesi con case disponibili e attività commerciali attive.

La stagione estiva di Lago ha superato le aspettative: numerosi gli eventi musicali con grandi nomi come DJ Fargetta, Franco Simone e Don Backy, oltre al Wine Art Fest e alla Fiera del Peperoncino, con 15mila presenze solo nella serata del 17 agosto. E il comune è rimasto uno dei pochi senza problemi idrici. «L'acqua è un servizio essenziale come il decoro e la pulizia», afferma il sindaco. Una curiosità: l’allenatore ed ex calciatore Carlo Ancelotti è cittadino onorario di Lago e ha visitato il comune più volte, anche in privato. «Una persona squisita», dice Scanga.

Cetraro: la Global Sumud Flotilla, il porto turistico e l'idea mazziniana

Giuseppe Aieta è sindaco di Cetraro, città del Tirreno Cosentino con uno dei più grandi porti turistici e pescherecci della regione: oltre 500 posti barca a tariffe calmierate gestite direttamente dal consiglio comunale, con un progetto già finanziato per arrivare a 800. Un'infrastruttura che vale anche come simbolo di una filosofia di governo: «Rappresenta un po’ quell’idea che in Calabria si può fare: spezzare l’incantesimo dell’impossibile, la seduzione della rinuncia», afferma il primo cittadino.

Aieta ha alle spalle un lungo trascorso in politica: è stato consigliere provinciale e poi regionale con incarichi rilevanti, tra cui la presidenza della Commissione Bilancio e programmazione economica. Nel 2025 è tornato a governare Cetraro, dopo un primo mandato iniziato nel 2005 e poi confermato fino al 2015. «È cambiato tutto», commenta Aieta confrontando le due esperienze alla guida della città. Per il sindaco la pubblica amministrazione è sempre più articolata, farraginosa, quasi notarile; ciò fa sì che i tempi si dilatino notevolmente, a discapito delle necessità, spesso urgenti, della cittadinanza. «Le cose per bene si possono fare anche in tempi rapidi, non è detto abbiano bisogno di tempo per maturare — spiega Aieta —. Chi governa deve sapere prima cosa vuole fare dopo, deve essere attrezzato. Perché le comunità soffrono, e noi alle comunità dobbiamo dare sollievo».

Il gesto più coraggioso del suo primo anno di mandato: ad aprile il comune ha accolto venti imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, missione internazionale diretta a Gaza per portare aiuti umanitari. «Cetraro è Città della Pace — dice Aieta —. Quella idea coincideva con lo statuto del comune». E poi aggiunge, senza filtri: «Io ho delle convinzioni personali e cioè che a Gaza si stia consumando un genocidio. I ragazzi della Flotilla volevano rompere l'assedio e questo mi interessava come messaggio politico». Trecento ragazzi che hanno vissuto la città, costruito relazioni, lasciato un segno. E la comunità di Cetraro ha risposto con grande partecipazione. Aieta non ha dubbi sulla responsabilità del suo ruolo: «Amministrare significa avere coraggio, il coraggio delle proprie idee». Sul fronte civico, il sindaco sta conducendo una battaglia che definisce «senza confini» sull'igiene e sul decoro urbano: «Dobbiamo recuperare un’idea mazziniana della società — afferma —. Prima ancora che rivendicare i diritti dobbiamo temperare i nostri doveri».

San Giorgio Albanese: il percoco, il Momo e Giulio Variboba

Gianni Gabriele è sindaco di San Giorgio Albanese dal 2014: è al suo terzo mandato consecutivo, dodici anni totali. Non si definisce un politico: «Ho visto il mio paese che era un po' in decadenza, ho voluto fare qualcosa per migliorare». In questi dodici anni la sua amministrazione ha rinnovato la viabilità rurale, ha realizzato strutture sportive ed è riuscita a ottenere una casa di comunità di tipo Hub (e non Spoke) ultimata di recente e oggi in via di funzionamento.

San Giorgio Albanese è un comune arbëreshë di circa 1.300 abitanti, con una tradizione straordinaria. Molti dei suoi cittadini parteciparono con Garibaldi all'Unità d'Italia, e la lingua arbëreshë, il rito greco-bizantino e una gastronomia unica distinguono il paese dai centri vicini. Gabriele è presidente delle minoranze linguistiche per l’Anci e sta lavorando con l'Università della Calabria a un progetto per introdurre l'insegnamento dell'arbëreshë nelle scuole. «Mi auguro di poterlo annunciare entro ottobre». La sfida è reale: la lingua si sta perdendo perché nelle famiglie si parla sempre meno, e senza un programma didattico il rischio è concreto. Il paese custodisce anche la pinacoteca consiliare con i grandi quadri di Petrit Ceno — pittore albanese arrivato con il secondo esodo degli anni Novanta — che raccontano la storia degli arbëreshë dalla partenza dall'Albania nel 1400 fino ai giorni nostri.

Una curiosità sconosciuta a molti: San Giorgio Albanese ha dato i natali a Giulio Variboba, poeta religioso del Settecento considerato il padre fondatore della letteratura arbëreshë moderna. Il comune ha celebrato i 300 anni dalla sua nascita l'anno scorso: «Molti cantano le sue opere senza sapere chi le ha scritte», spiega il sindaco. Ma la particolarità più dolce — letteralmente — è il percoco: varietà settembrina unica, che dura appena venti giorni e possiede profumi e sapori inconfondibili. Attorno a questa eccellenza è nata una festa, giunta quest'anno alla terza edizione, e grazie alla collaborazione con il produttore Ivano Trombino è nato il Momo, un cordiale a base di percoco di San Giorgio: un prodotto «unico al mondo», afferma orgogliosamente il sindaco.