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14/06/2026 ore 09.42
Politica

Antonio Castiglione, assessore alla Gentilezza a Cirò Marina: «Il vero patrimonio di una città sono le persone»

Figura molto apprezzata per il suo impegno sociale e culturale, oggi ricopre una delega che è la grande novità della nuova amministrazione: «Per noi è un metodo di governo, vogliamo fare del Comune una casa aperta ai cittadini»

di Riccardo Montanaro

Tra le novità più originali della nuova amministrazione comunale di Cirò Marina c’è l’istituzione dell’assessorato alla Gentilezza, affidato al giovane Antonio Castiglione, figura molto conosciuta e apprezzata in città per il suo impegno sociale e culturale. Una delega innovativa che punta a trasformare il rispetto, l’ascolto e la vicinanza ai cittadini in strumenti concreti dell’azione amministrativa. In questa intervista Castiglione spiega il significato della sua nuova responsabilità e gli obiettivi che intende perseguire nei prossimi anni.

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Assessore, la sua è una delle deleghe più originali e innovative della nuova Giunta. Che cosa significa concretamente essere assessore alla Gentilezza e come si traduce questo concetto nell’azione amministrativa quotidiana?
«La gentilezza non è uno slogan, né un semplice richiamo ai buoni comportamenti. È un metodo amministrativo. Significa mettere al centro la persona e i suoi bisogni, semplificare il rapporto con le istituzioni e costruire una pubblica amministrazione più vicina, accessibile e umana. La sindaca Mariagrazia Panebianco ha avuto una visione moderna e coraggiosa nel voler attribuire dignità amministrativa a questo tema. L’idea di istituire una delega del genere è stata interamente sua, una scelta che rispecchia profondamente la sua persona, perché solo un sindaco con la sua eleganza, la sua sensibilità e i suoi modi gentili poteva pensare di trasformare questo valore in un pilastro dell’azione di governo, al quale noi tutti dobbiamo ispirarci. Chi la conosce sa bene quanto questi valori siano centrali nel suo percorso umano e politico e quanto continueranno a far parte del nostro agire quotidiano. Grazie a questa visione, la gentilezza dovrà diventare un valore trasversale che accompagnerà ogni scelta politica e amministrativa, perché una comunità cresce quando le persone si sentono ascoltate, rispettate e coinvolte».

La sindaca ha spiegato che la gentilezza deve diventare uno strumento per avvicinare cittadini e istituzioni. Da dove intende partire per rendere questo obiettivo una realtà percepibile da tutti?
«Partiremo dall’ascolto. Un’amministrazione non può essere distante dai cittadini. Dobbiamo creare occasioni di confronto costante con associazioni, giovani, famiglie, operatori economici e realtà sociali, ed è quello che faremo fin da subito. La gentilezza si misura nei piccoli gesti quotidiani, nella capacità di rispondere a una richiesta e di costruire relazioni basate sul rispetto reciproco. Vogliamo che i cittadini percepiscano il Comune come una casa aperta e non come un luogo distante».

Lei è molto conosciuto per il suo impegno e le sue attività. Quanto questa esperienza personale ha inciso sulla scelta di accettare una delega così particolare?
«Ha inciso molto. Negli anni ho avuto l’opportunità di lavorare a contatto con persone, famiglie, studenti, associazioni e realtà del Terzo Settore. Ho imparato che dietro ogni pratica amministrativa c’è sempre una persona con una storia, un bisogno o una speranza. Per questo ho accolto con entusiasmo questa delega. La considero un atto di grande fiducia da parte della sindaca Mariagrazia Panebianco, coerente con la sua visione del territorio e con il mio percorso umano e professionale. Credo che questa delega sia una delle espressioni più autentiche dell’identità amministrativa della sindaca Mariagrazia Panebianco. Sono convinto che la politica debba essere prima di tutto servizio e vicinanza alle persone e alle loro storie».

In un periodo storico caratterizzato spesso da tensioni sociali, aggressività verbale e sfiducia verso la politica, quale messaggio vuole lanciare soprattutto ai giovani di Cirò Marina?
«Ai giovani voglio dire di non rinunciare mai a essere protagonisti della propria comunità. La politica non deve essere vista come uno spazio di scontro permanente, ma come uno strumento per migliorare la realtà che ci circonda. Abbiamo bisogno di giovani che studino, si formino, propongano idee e partecipino alla vita pubblica. Saranno gli amministratori di domani e noi abbiamo il dovere di formarli e di dare il buon esempio, senza tradire la loro fiducia e le loro aspettative di una vita nella nostra città. Dobbiamo offrire loro motivazioni concrete per restare e investire qui. Saremo al loro fianco fin da piccoli».

Oltre alla Gentilezza, le sono state affidate deleghe strategiche come Turismo, Cultura, Spettacolo, Agricoltura e Marketing territoriale. Come immagina di collegare questi settori alla valorizzazione dell’identità e dell’accoglienza della città?
«Credo che tutte queste deleghe raccontino una stessa visione: valorizzare l’identità di Cirò Marina e trasformarla in un’opportunità di sviluppo. Turismo, cultura, agricoltura, grandi eventi, spettacolo, beni archeologici e marketing territoriale non sono mondi separati. Sono strumenti attraverso i quali possiamo raccontare la nostra storia, le nostre tradizioni, il nostro patrimonio archeologico, il nostro mare, il nostro vino e le nostre eccellenze. Una città accogliente non è soltanto una città bella da visitare, ma una comunità che sa raccontarsi e far sentire ogni persona benvenuta. Questo sarà uno degli obiettivi principali del nostro lavoro».

Se tra cinque anni i cittadini dovessero ricordare una sola iniziativa realizzata dall’assessorato alla Gentilezza, quale vorrebbe che fosse e perché?
«Vorrei che ricordassero un cambiamento culturale. Vorrei che potessero dire che, in quegli anni, Cirò Marina è diventata una città più accogliente, più inclusiva e più attenta alle persone: una città dinamica, ma che non lascia indietro nessuno. Se riusciremo a costruire una comunità nella quale cittadini, istituzioni, associazioni e imprese si sentano parte di un progetto comune, allora avremo raggiunto il risultato più importante. La sindaca Mariagrazia Panebianco ha lanciato una sfida culturale prima ancora che amministrativa: dimostrare che una comunità può crescere attraverso la cultura del rispetto, dell’ascolto e della partecipazione. Perché le opere sono fondamentali, ma il vero patrimonio di una città restano sempre le persone».