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22/05/2026 ore 16.42
Politica

Autonomia differenziata, Calderoli chiama Occhiuto: «La riforma si farà e la Calabria è interessata»

Il ministro leghista rilancia il percorso: «È una cosa obbligatoria perché è contenuta nel programma di governo». Tra l’elenco delle regioni «interessate», oltre alla nostra, anche Abruzzo e Marche

di Redazione Politica
Stefano Carofei

«Una cosa è certa, e la sappiamo tutti, che se non c'è l'Autonomia non c'è nient’altro. Se qualcuno invece pensa di mettere davanti altre cose... La riforma dell’Autonomia deve essere fatta perché è contenuta nel programma di governo ed è una cosa obbligatoria». Così il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, nel corso di un evento al Festival dell’economia di Trento, a domanda sui tempi della riforma delle autonomie locali (e di possibili intrecci, anche politici, con una nuova legge elettorale).

«Va avanti sia l’Autonomia sia la legge elettorale», ribadisce l'esponente della Lega. «Sto attendendo gli atti di indirizzo del Parlamento che devono arrivare entro il 13 luglio, abbiamo davanti un anno per fare una legge che richiede due passaggi parlamentari» e, assicura, «ce la facciamo». E questo «non solo nelle quattro Regioni richiedenti, come Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria, perché si stanno interessando anche Abruzzo, Marche e Calabria sulla sanità».

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In ogni caso, ribadisce Calderoli a margine, «credo che le cose, che si mettono nei programmi di governo, non siano tanto per enunciarle, ma cose da realizzare». Le resistenze, fa capire il ministro citando la recente riforma sull’autonomia del Trentino Alto-Adige, non mancano: «Qualunque cosa chiedi che venga attribuita a livello territoriale, c'è qualcuno che a Roma perde un potere. E non sto parlando dei ministri, con cui il dialogo è sempre stato costruttivo. Ci sono dirigenti, funzionari, burocrati, ‘grand commis’ che gestiscono il vero potere. Appena gli sfiori qualcosa, che loro possono gestire, si inalberano e questa volta hanno dovuto chinare la testa».