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21/01/2026 ore 16.23
Politica

Avs: «Alla Calabria non basta il piano di rientro, serve lo Stato di emergenza della Sanità»

Pignataro e Campana annunciano una serie di iniziative all’esterno degli ospedali della regione e la distribuzione di 30-40mila volantini. «Concluderemo con una notte bianca della sanità e con il lancio di una proposta di legge alla Camera»

di Antonio Clausi

L’Alleanza Verdi e Sinistra ha deciso di utilizzare il salone della Cgil di Cosenza per avviare una nuova fase di mobilitazione sulla sanità in Calabria. Si è parlato tanto di servizio sanitario pubblico, descritto come «al collasso» e ridotto a «un insieme di macerie» dopo anni di politiche inefficaci. I due segretari regionali, Fernando Pignataro e Giuseppe Campana, sono entrati a gamba tesa su Roberto Occhiuto bocciando in toto la sua azione.

Con i Pronto Soccorso trasformati «in zone di guerra», il personale ridotto al minimo, la medicina territoriale quasi assente e le Case della salute che, troppo spesso, «esistono solo sulla carta», AVS ha annunciato una serie di presidi all’esterno degli ospedali calabresi dove effettueranno picchetti e distribuiranno circa 30-40mila volantini. A conclusione si organizzerà una “notte bianca della Sanità”.

«Partiamo dai numeri - ha detto Campana -. Il presidente si vanta del nosocomio di Cariati. Ci sono dei lavori che non sono mai finiti, così come non si sa quando finiranno quelli per l’Ospedale della Sibaritide. Non si può, inoltre, sorvolare sul gravissimo episodio di Longobucco: non c’è più il ponte, non ci sono le ambulanze e non c'è un medico di base».

L'intento è quindi quello di creare una mobilitazione popolare ampia - comprendente comitati, associazioni, sindacati e cittadini - in grado di spingere la Regione a una trasformazione radicale delle politiche sanitarie. «Organizzeremo anche una conferenza stampa alla Camera con Fratoianni e Bonelli. In quella sede - spiega Pignataro - presenteremo una proposta di legge per lo stralcio del piano di rientro, perché con questo piano di rientro non si va da nessuna parte. Né mi pare che ci siano politiche per il superamento: l’unica speranza è decretare lo Stato di emergenza sanitaria».

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