Beppe Grillo pensa a un nuovo partito: sondaggi tra gli ex M5S e il nodo del simbolo nella sfida a Conte
Il fondatore dei Cinque Stelle avrebbe sondato alcune figure storiche del Movimento. Sullo sfondo la causa per nome e simbolo e l’ipotesi di una nuova forza basata su web e intelligenza artificiale. Di Battista e Raggi restano fuori
Beppe Grillo ci pensa davvero. Non c'è, almeno per ora, un annuncio ufficiale né una nuova formazione politica già costituita, ma attorno al fondatore del Movimento 5 Stelle si moltiplicano i segnali di un possibile ritorno in campo. Il progetto, secondo quanto ricostruito dal Fatto Quotidiano, sarebbe quello di costruire un nuovo soggetto politico con una forte impronta generazionale e tecnologica, puntando sui giovani, sulla partecipazione attraverso il web e sull'intelligenza artificiale.
Il quadro si intreccia con la battaglia giudiziaria ingaggiata da Grillo per rivendicare nome e simbolo del Movimento 5 Stelle oggi guidato da Giuseppe Conte. L'azione è stata avviata davanti al Tribunale di Roma e la prossima udienza è stata rinviata a gennaio.
È proprio il simbolo dei Cinque Stelle uno dei nodi intorno ai quali ruota il possibile ritorno politico del fondatore. L'ipotesi, riferita da diverse testate sulla base di fonti vicine a Grillo, sarebbe quella di utilizzare il nome e il logo originari qualora la causa dovesse concludersi a suo favore. Ma al momento si tratta di uno scenario, non di un esito giudiziario acquisito.
Il progetto sondato tra le vecchie figure del Movimento
A muoversi dietro le quinte sarebbe soprattutto Nina Monti, storica assistente di Grillo, che avrebbe sondato alcune figure legate alla prima stagione del Movimento 5 Stelle.
L'idea è quella di una forza politica costruita attorno ai giovani e alle tecnologie più avanzate. Una sorta di evoluzione digitale del modello partecipativo che aveva caratterizzato gli esordi del Movimento: una piattaforma web come infrastruttura politica, affiancata dall'utilizzo dell'intelligenza artificiale e persino di avatar, cioè rappresentazioni digitali dei partecipanti all'interno di ambienti virtuali.
Nel progetto potrebbero trovare spazio anche gli attivisti di Figli delle Stelle, associazione nata nel 2024 e vicina alle posizioni del fondatore. Tra i temi rivendicati dal gruppo c'è anche la difesa di alcuni principi della prima fase del Movimento, a partire dal limite dei due mandati elettivi.
L'eventuale nuova formazione, dunque, avrebbe l'ambizione di recuperare alcuni tratti identitari del M5S delle origini, ma con un'impostazione fortemente orientata alle nuove tecnologie.
Marco Bella: «Non posso confermare né smentire»
Marco Bella, ex parlamentare del Movimento e da tempo vicino a Grillo, interpellato sulla possibilità di essere coinvolto nel progetto, ha risposto: «Se farà un nuovo partito e se io lo sto aiutando? Non posso né confermare né smentire».
Bella ha però escluso una collocazione tradizionale del possibile soggetto: «Di sicuro non sarebbe una forza politica di sinistra, come ha ipotizzato qualcuno, ma neanche di destra: semplicemente sarebbe oltre».
In un successivo intervento sui social, Bella ha aggiunto: «Se anche Grillo volesse fare un partito, che male ci sarebbe?». Parole che non rappresentano una conferma dell'operazione, ma che lasciano aperta la porta all'ipotesi.
Secondo le ricostruzioni pubblicate in questi giorni, proprio Bella sarebbe tra gli ex parlamentari rimasti più vicini al fondatore. Il suo nome era già emerso parlando di una possibile lista alternativa a quella di Conte.
Il possibile ruolo di Andrea Stroppa
Nel retroscena compare anche Andrea Stroppa, considerato vicino a Elon Musk in Italia. Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, ci sarebbero stati contatti e conversazioni sull'eventualità di un contributo economico al progetto.
Si tratta però di un’indiscrezione e non di un finanziamento annunciato o documentato. Anche per questo, al momento, non è possibile parlare di una struttura finanziaria già definita per il nuovo partito.
Di Battista resta fuori
Un punto che sembra invece più netto riguarda Alessandro Di Battista. Il suo nome è stato accostato più volte alle vicende del Movimento e alle posizioni dell'ex garante, ma secondo la ricostruzione del Fatto non sarebbe stato coinvolto nel progetto.
La distanza tra i due sarebbe rimasta anche sul piano politico. Di Battista, intervenendo nei giorni scorsi alla festa del Fatto Quotidiano, aveva liquidato il possibile ritorno di Grillo con una frase: «Grillo vada dove vuole e dica quel che vuole».
Il suo percorso, dunque, viene considerato distinto da quello dell'ex garante anche dalle persone vicine a Grillo.
Virginia Raggi non sarebbe interessata
Tra gli altri nomi che circolano c'è quello di Virginia Raggi, ma anche in questo caso le indiscrezioni indicano una distanza dal progetto. L'ex sindaca di Roma, secondo persone che la conoscono, sarebbe rimasta legata al Movimento 5 Stelle guidato da Conte e non avrebbe intenzione di trasferirsi in una nuova formazione grillina.
Lo scenario delineato dalle indiscrezioni sarebbe quindi quello di un progetto che punta soprattutto a recuperare militanti e figure della prima stagione del Movimento, senza necessariamente riportare al suo interno tutti i nomi più conosciuti del passato.
La partita del simbolo e le firme per le elezioni
Il contenzioso sul nome e sul simbolo resta però il passaggio decisivo. Grillo sostiene di avere titolo a rivendicare «Movimento 5 Stelle» e il relativo logo; il Movimento guidato da Conte contesta questa impostazione. La causa è ancora pendente davanti al Tribunale di Roma e la prossima udienza è fissata per gennaio.
Un'eventuale vittoria di Grillo potrebbe aprire anche un problema politico-organizzativo per il Movimento di Conte, a partire dalla necessità di presentarsi alle elezioni con un diverso simbolo e dalle regole sulla raccolta delle firme. Su questo punto, però, le conseguenze dipenderebbero anche dalla normativa elettorale effettivamente in vigore al momento delle prossime Politiche.
Il deputato M5S Alfonso Colucci sostiene che il gruppo parlamentare potrebbe beneficiare delle eventuali esenzioni dalla raccolta delle firme previste dalla nuova legge elettorale. È una posizione politica che dovrà essere valutata alla luce delle norme concretamente approvate.
L'appuntamento con Fedez
Intanto, tutti gli occhi sono puntati sul 21 settembre, quando Grillo sarà ospite di Pulp, il podcast condotto da Fedez e Mr. Marra. La puntata è stata registrata in anticipo e, proprio per questo, non può essere considerata un appuntamento nel quale Grillo annuncerà necessariamente un nuovo partito. Il profilo ufficiale del podcast ha inoltre smentito le indiscrezioni secondo cui l'ex garante avrebbe già comunicato durante la registrazione l'intenzione di fondare una nuova forza politica.
Il contesto, però, è particolarmente significativo: l'intervista arriverà subito dopo Nova, la due giorni organizzata dal Movimento 5 Stelle di Conte, prevista a Milano dal 18 al 20 settembre.
Grillo, dunque, non ha ancora ufficializzato alcuna nuova formazione. Ma tra la causa sul simbolo, i contatti con alcune vecchie figure del Movimento, l'ipotesi di una piattaforma politica costruita sull'intelligenza artificiale e il ritorno sulla scena pubblica, il fondatore dei Cinque Stelle sembra preparare il terreno per una nuova partita politica.