Bollo auto, Bruno e Scutellà: «Il Governo scopre oggi la proposta di Tridico, derisa come populista da Occhiuto e Meloni»
I capigruppo ricordano la proposta di esenzione per gli Isee fino a 25mila euro: «Allora fu bollata come roba da Cetto La Qualunque, oggi il centrodestra la ripropone». Anche l’europarlamentare sottolinea l’incoerenza del centrodestra: «Ma gli italiani non sono stupidi...»
«Pasquale Tridico aveva ragione: abolire il bollo auto non era una proposta folle o populista, ma una misura concreta per alleggerire il peso fiscale sulle famiglie. Oggi lo riconosce, con i fatti, proprio quel centrodestra che aveva deriso e attaccato la sua proposta».
Lo affermano il capogruppo di Tridico Presidente, Enzo Bruno, e la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà, commentando l’annunciato approdo in Consiglio dei ministri dell’abolizione del bollo per le automobili di piccola e media potenza e per i motocicli.
«Secondo quanto comunicato da Palazzo Chigi, la misura interesserà oltre il 70 per cento delle vetture in circolazione e complessivamente circa 14,5 milioni di veicoli. Se sarà confermata e adeguatamente finanziata, non potremo che accoglierla positivamente. Il centrodestra, però, dovrebbe avere almeno l’onestà politica di riconoscere che Pasquale Tridico aveva visto giusto».
Bollo auto abolito, Occhiuto: «La mia proposta diventa realtà, bene il governo Meloni»«Quando, durante la campagna per le elezioni regionali, Pasquale Tridico propose di sospendere in Calabria il pagamento del bollo per i cittadini con un Isee fino a 25mila euro e per importi fino a 250 euro, il centrodestra reagì con scherno. Roberto Occhiuto bollò quella proposta come populista e la accostò alle promesse di “Cetto La Qualunque”. Tridico venne descritto come un visionario lontano dalla realtà, quasi un irresponsabile. Oggi è lo stesso centrodestra nazionale a rivendicare l’abolizione del bollo come una risposta concreta alle esigenze delle famiglie».
La proposta avanzata da Tridico il 3 ottobre 2025 riguardava l’esenzione per le fasce economicamente più deboli ed era motivata anche dalle gravi carenze della Calabria in materia di strade, trasporti pubblici e collegamenti.
«Persino Giorgia Meloni, dal palco di Atreju, nel dicembre 2025, aveva ironizzato sulla proposta avanzata da Tridico. Oggi è proprio il suo Governo ad annunciare quella misura come una conquista e a presentarla come la cancellazione di una delle tasse più odiate dagli italiani. La coerenza imporrebbe almeno di riconoscere che quell’idea, allora ridicolizzata, era tutt’altro che folle».
«Senza dimenticare che anche Occhiuto ha cambiato radicalmente posizione: in un’intervista rilasciata al Messaggero il 13 giugno 2026, lo stesso presidente della Regione ha indicato proprio la cancellazione del bollo auto come una misura capace di produrre un impatto significativo – rimarcano Bruno e Scutellà –. Una conversione tardiva, ma certamente indicativa della validità della proposta iniziale».
«Non rivendichiamo primogeniture per puro spirito di parte – proseguono i due capigruppo – ma pretendiamo rispetto per le proposte che mirano ad alleggerire il peso fiscale sulle famiglie. In Calabria l’automobile non è un lusso, ma spesso una necessità, soprattutto a causa delle carenze del trasporto pubblico e delle difficoltà dei collegamenti interni. Il presunto “folle visionario” Tridico lo aveva semplicemente compreso prima», concludono Bruno e Scutellà.
Bollo auto, Tridico: «Meloni mi denigrò all’epoca»
Anche Pasquale Tridico interviene per sottolineare l’incoerenza del centrodestra: «In politica vale tutto e il suo contrario. Quando avevo proposto da candidato Presidente della Regione Calabria l’abolizione del bollo per le auto di media cilindrata, Giorgia Meloni mi aveva denigrato definendomi Cetto La Qualunque. Mi chiedo dunque se la Presidente del Consiglio continui a pensarla alla stessa maniera e se con coerenza definisca la sua proposta una mossa da Cetto La Qualunque», così in una nota Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo.
«Fra la nostra proposta e la sua c’è però una differenza abissale. Noi l’avevamo concepita per sostenere il ceto medio con una prospettiva di lungo respiro, lei invece lo fa a fine legislatura, per un solo anno, e come mossa elettorale per cercare di coprire tutti i disastri e i fallimenti di quattro anni di governo. Gli italiani non sono stupidi e le chiederanno conto della pressione fiscale record, dei prezzi di energia e benzina alle stelle, di ospedali colabrodo, scuole fatiscenti, asili nido mancanti e trasporti lumaca e sempre in ritardo», conclude Tridico.