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26/02/2026 ore 14.31
Politica

Calabria a caccia di medici dall’estero, 8 milioni stanziati ma restano più domande che risposte: il Consiglio poteva farlo?

L’assemblea approva una norma che non rientra fra le sue competenze, mentre gli ultimi concorsi pubblici fanno registrare un boom di domande: ci si chiede perché la politica ha scelto di affidarsi a un’agenzia per cercare i camici bianchi e quel fosse l’urgenza del provvedimento

di Massimo Clausi

A seguire l'ultimo consiglio regionale ammettiamo che ci è venuto il mal di testa. Troppi gli interrogativi legati soprattutto alla decisione di affidare ad agenzie esterne il reclutamento di medici da ogni parte del globo terracqueo. Per la “missione” sono stati stanziati ben quattro milioni di euro per due anni, in totale quindi otto, all'agenzia di reclutamento che si occuperà dell'incarico.

La prima stranezza, evidente e che nessuno ha sottolineato, è perché il consiglio regionale si occupa di questa materia? Come è noto non ne ha nessuna competenza, visto che la sanità in Calabria è commissariata da quindici anni e quindi tutti i poteri in materia sono nelle mani del commissario Roberto Occhiuto. Eppure sul punto si è incardinato un dibattito in aula come se nulla fosse. Anche le opposizioni non si sono nemmeno sognate di evidenziare la cosa. A meno che, come promesso dallo stesso Occhiuto e dalla premier Giorgia Meloni in campagna elettorale, siamo usciti dal commissariamento ma si sono dimenticati di dircelo. La verità è che la sanità calabrese, soprattutto perché non funziona, è un alibi per tutta la politica. Quando uno non sa proprio cosa dire, basta prendere un servizio sanitario qualsiasi et voilà il gioco è fatto. Come se la Calabria avesse solo questo di problema.

Statuto regionale e referendum, dietrofront della maggioranza di Occhiuto dopo l’alt del governo nazionale

Il secondo punto riguarda proprio il merito del provvedimento. Perché affidare ad un'agenzia esterna questo reclutamento? Non poteva farlo direttamente l'Ufo rappresentato da Azienda zero? C'era cioè bisogno di una terza agenzia?

Altra cosa. Siamo poi così sicuri che in Italia non ci siano medici disposti a venire a lavorare per il nostro Servizio sanitario nazionale? Gli ultimi dati non sembrano confermarlo. Esempio: l'ospedale civile di Cosenza “Annunziata” ha bandito un concorso pubblico per il reclutamento di 6 dirigenti medici da assumere a tempo pieno e indeterminato presso la Uoc di Terapia Intensiva e Anestesiologia, diretta dal prof. Andrea Bruni. In tutto sono 51 i medici che hanno presentato domanda.

Difficile pensare che l'Annunziata, per le condizioni in cui versa, sia così attrattiva. Insomma forse basterebbe semplicemente fare per bene i concorsi che il personale sanitario si troverebbe. D'altronde un altro punto da capire è quanti specializzandi sono stati assorbiti grazie al Decreto Calabria nelle corsie e quanti specializzati dell'Università Magna Grecia sono rimasti a lavorare in Calabria dopo aver acquisito le giuste competenze a Catanzaro.

Il Consiglio regionale delega ad Azienda Zero il reclutamento di medici extra Ue

Dati ufficiali non ce ne sono, ma secondo i sindacati di categoria le percentuali non raggiungono numeri altissimi. Ricordiamo, en passant, che gli otto milioni in due anni verranno presi dal bilancio regionale e in particolare dal capitolo dedicato alla sanità. Forse si poteva spendere in altro…

I più maliziosi dicono che la manovra è servita soprattutto al presidente Occhiuto per tranquillizzare gli Usa che stanno premendo forte sul governo regionale per indurlo a non continuare nella collaborazione con i medici cubani. Un modo per dimostrare che il rapporto con Cuba non è esclusivo e che, nel tempo, si proverà a farne a meno. Non sappiamo, però, se questa lettura sia corretta.

Esulando, poi, dal tema della sanità c'è un tema molto più importante sollevato in aula dal consigliere regionale del Pd, Giuseppe Falcomatà. Non solo il provvedimento esula dalle competenze del consiglio regionale, ma è arrivato in aula “fuori sacco” senza nessuna discussione preventiva in commissione o nelle capigruppo. Dove sono le caratteristiche di straordinarietà ed urgenza che hanno consentito questo iter così rapido? Qualcuno dice che in fondo il fascismo ha iniziato a farsi largo anche così: distorcendo mano a mano le regole parlamentari. Paragone certamente eccessivo, però…

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