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17/07/2026 ore 13.33
Politica

«Calabria capitale della sciatteria politica?»: il confronto promosso da Simona Loizzo (con frecciate a Caruso)

La deputata della Lega ha chiamato a dibattere sul tema l’ex sindaco di Cosenza Catizone, l’artista Maurizio Orrico, il docente Unical Renato Rolli e il presidente e amministratore delegato di Ales Tagliaferri. «È sciatto chi amministra senza capire i bisogni del popolo»

di Massimo Clausi

La sciatteria è indole individuale, ma anche collettiva. Una malattia che rischia di contaminare la politica, anzi viste le recenti vicende parlamentari (legge elettorali affossate per un voto causa franchi tiratori ma anche assenze ingiustificate) sembra essersi già diffusa.

Per questo la deputata della Lega, Simona Loizzo, ha voluto in una sera di mezz’estate organizzare una riflessione sul tema dell’inerzia, vista da diverse angolature. Anche la location scelta non è stata casuale. La Loizzo ha voluto focalizzare il tema sulle politiche culturali che più di tutte subiscono trascuratezza e così ha portato un nutrito uditorio su al Castello Normanno Svevo, simbolo identitario di Cosenza come ha ricordato l’ex sindaco Eva Catizone. La stessa, però, poi ha aggiunto come oggi il castello sia diventato anche simbolo di sciatteria amministrativa visto che scaduta la convenzione con il privato oggi il monumento è lasciato a se stesso.

Per la Catizone altro monumento della sciatteria amministrativa è il Planetario, voluto da Giacomo Mancini e Franco Piperno, messo in attività grazie alla convenzione con l’Unical e adesso chiuso inesorabilmente. Un modo per sottolineare come amministrare non sia facile, soprattutto in Calabria, e gestire beni culturali senza il supporto del privato diventa impresa titanica.

Lo ha confermato anche il docente Unical Renato Rolli che nella sua dotta disquisizione sul diritto (a partire dall’art. 97 della Costituzione) che non contempla in realtà sciatteria, ha rimarcato come in Calabria i Comuni siano colpiti dal maggior numero di scioglimenti per infiltrazioni mafiose e uno su tre è in dissesto e predissesto. Il giurista dice che sono anni che studia per cercare di capire la cause di questo male endemico calabrese senza riuscire a individuarle. Possibile che tutti gli amministratori calabresi siano affetti da “sciattismo”? La provocazione di Rolli, allora, è quella di istituire un’agenzia sulla sciatteria. L’abbiamo in tante materie dai trasporti, al mercato, al gas e la luce. Servirebbe anche un regolatore che vigili sull’andamento e l'imparzialità della pubblica amministrazione.

Per Fabio Tagliaferri Presidente e Amministratore Delegato · ALES Arte Lavoro e Servizi S.p.A. società in house del Ministero della Cultura, impegnata da oltre vent’anni in attività di supporto alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale italiano il vero problema è la presa di coscienza. Il tema - secondo lui - è la consapevolezza di essere sciatti.

A quel punto però è nuovamente intervenuto Il professor Rolli con una provocazione. Il Colosseo può essere tappezzato dalla scritta Gucci, Prada? Se Gucci o Prada poi contribuiscono al restauro di qualche arcata? È sciatto o non è sciatto che la pop star di fama mondiale Dua Lipa si sia sposata a Palermo e abbia bloccato per qualche ora la città? Domande insidiose sul fronte della conservazione dei beni culturali. Tagliaferri ovviamente ha risposto che la verità sta nel mezzo. Partendo dal presupposto che a caval donato non si guarda in bocca, ha ribadito che ogni volta va cercato il giusto equilibrio dalla necessità che cultura vada sostenuta con il partenariato dei privati, al tempo stesso dobbiamo riconoscere a questi privati il diritto di recuperare qualcosa in termini di immagini, senza, possibilmente sforare nel trash.

Le conclusioni sono state affidate ovviamente a Simona Loizzo, deputata della Lega e organizzatrice dell’incontro. «La sciatteria politica è quella di non riuscire a comprendere i bisogni inespressi del popolo – ha detto la deputata – I bisogni espressi sono la sicurezza, la ferrovia, chi ti ruba il portafoglio, quelli sono i bisogni espressi intercettati da gente come Vannacci che parla alla pancia del Paese. Ma poi c’è una grande quantità di bisogni inespressi che spesso vengono celati anche dai cittadini per pudore. Quando chiesero a Michelangelo perché mettesse così tanto tempo nel realizzare le sue opere rispose che lui metteva grande cura nei particolari. Ecco io penso che la politica debba mettere, ed è quello che cerco di fare ogni giorno nell’ascolto delle persone, grande cura nei particolari».

L’ultima stoccata, poi la Loizzo, ha voluto darla all’amministrazione comunale di Cosenza e al suo sindaco Franz Caruso, parlando di un bisogno che viene disatteso che è l'attenzione al patrimonio culturale di questa città. Invece la Calabria farebbe ben a porre grandissima attenzione alla sua storia e ai suoi beni culturali perché il Castello Normanno Svevo non è solo un monumento, ma anche un documento della storia della città che meriterebbe ben altre attenzioni.