Sezioni
Edizioni locali
28/03/2026 ore 13.31
Politica

Calabria fuori dal commissariamento in sanità? Calderoli promette (ma non c’entra nulla) e i dubbi restano

Singolare che sia stato il ministro degli Affari regionali e non il Mef (o il dicastero) della Salute a dare l’annuncio poco dopo la svolta per la Campania. L’ultimo rapporto Agenas in realtà non lascia ben sperare per i dati sulla migrazione sanitaria e l’assistenza territoriale

di Massimo Clausi

Che c’azzecca? Si chiederebbe il buon Antonio Di Pietro. Che c’entra il ministro degli Affari regionali, Roberto Calderoli, con la sanità? Domanda lecita dopo il lacio dell’Ansa in cui il Ministro annuncia l’uscita della Calabria dal Commissariamento. Non solo, dice anche succederà entro tre settimane. Meraviglioso.

Ma con tutto il rispetto per Calderoli un annuncio simile sarebbe stato meglio fosse venuto dai ministeri competenti ovvero quello delle Finanze o della Salute che vigilano come mastini sulla spesa sanitaria calabrese che hanno ingessato fino a soffocarla.

Certamente saremo annoverati nelle file dei gufi, ma anche la tempistica lascia abbastanza perplessi. Solo qualche ora prima, difatti, era stata diffusa la notizia che la Campania aveva lasciato l’inferno del commissariamento. Nei dati dei ministeri vigilanti (Mef e Salute, appunto) si legge che la Campania ha raggiunto la sufficienza nelle tre aree di assistenza monitorate confermando il risultato dell’anno precedente. Un miglioramento che si aggiunge anche a performance positive sugli screening e ai posti letto nelle Rsa.

Sanità Calabria, fine del commissariamento «in tre settimane»: l’annuncio di Calderoli dopo il Consiglio dei ministri

In Calabria, invece, l’ultimo rapporto di Agenas (relativo al secondo semestre 2025) dice che la migrazione sanitaria è ferma a 326 milioni di euro l’anno, sulle cure palliative domiciliari siamo ultimi in Italia, su 83 fra case e ospedali di comunità finanziate dal Pnrr ne sono state aperte solo tre. Proprio questo è uno dei dati che desta maggiore preoccupazione perché incide sull’assistenza territoriale. La dinamica anagrafica della Regione dice che in Calabria abbiamo 426mila anziani, molti portatori di una o più malattia cronica. E’ evidente che non si rafforza la medicina territoriale con le strutture e il personale necessario, questa utenza di riverserà nel Pronto Soccorso producendo il caos che conosciamo e i ricoveri impropri. Perché allora Calderoli dice che in tre settimane ci sarà il miracolo?

Il Ministro dice«Ho posto il tema al tavolo del Governo e proposto di arrivare alla soppressione del commissariamento nel corso delle prossime 3 settimane. Iniziativa su cui hanno concordato non solo il Presidente del Consiglio Meloni ma anche i colleghi Schillaci e Giorgetti. Dunque, lavoreremo per raggiungere questo obiettivo». Lo dice appunto il Ministro per gli Affari regionali che in materia sanitaria non ci risulta abbia competenze. L’ultima dichiarazione del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, rilasciata a novembre durante una iniziativa dell’Unical, è stata, diciamo così, più prudente «non saprei - aveva detto con un filo di voce ai cronisti - è una questione tecnica».

Schillaci: «La Calabria uscirà dal commissariamento in sanità, ma non so quando»

Ovviamente l’augurio di tutti è che la Calabria dopo quindici anni esca dal commissariamento, anzi di più esca finalmente dal piano di rientro perchè togliere il commissario ma mantenere vincoli rigidissimi al piano operativo sanitario sarebbe poca cosa. La speranza allora è che Calderoli faccia un miracolo come fece con i tanto vituperati forestali calabresi di cui annunciò la completa eliminazione in pochi mesi.

I calabresi però iniziano a non crederci più molto. In fondo era il 30 settembre scorso quando la premier Giorgia Meloni, da un palco a çLamezia Terme, in un tripudio di bandiere e applausi, assicurò che la Calabria sarebbe presto uscita dal commissariamento perché lo meritava. Speriamo che questa sia la volta buona.