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16/10/2026 ore 06.30
Politica

Campo largo 43,1, centrodestra 42,9: è testa a testa. Vannacci frena, Forza Italia lo risupera. Gli ultimi sondaggi

FdI sale al 27,2%, calano Pd e 5 Stelle. Con Sud chiama Nord il centrodestra recupera quasi due punti. Ma dentro entrambe le coalizioni le crepe non mancano, e la data del voto è ancora un'incognita

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Appena due decimali. È tutto ciò che oggi separa le due coalizioni. Secondo l'ultima Supermedia Youtrend, il campo largo è al 43,1%, il centrodestra al 42,9%. Con questi numeri, e con la nuova legge elettorale, entrambi gli schieramenti sarebbero in corsa per il premio di maggioranza.

La rimonta del centrodestra ha un nome preciso: Sud chiama Nord. Il movimento torna nella rilevazione con l'1,1% e, soprattutto, entra nella coalizione di governo, come annunciato nei giorni scorsi. Risultato: il centrodestra guadagna 1,8 punti, mentre il campo largo ne perde 0,3.

Nella maggioranza corre ancora Fratelli d'Italia, che sale di 0,4 punti e arriva al 27,2%. Bene anche la Lega di Matteo Salvini, al 6% (+0,3), e Noi Moderati, all'1,2% (+0,1). Forza Italia resta ferma al 7,4%, ma torna quarto partito del Paese. Merito, o meglio colpa, di Roberto Vannacci. Futuro Nazionale perde mezzo punto in due settimane e scende al 7,2%, scivolando di nuovo alle spalle degli azzurri. La crescita del partito dell'ex generale sembra essersi fermata.

Giornata difficile per l'opposizione. Il Pd cala ancora (-0,3) e si ferma al 20,1%, oltre 7 punti dietro FdI. Arretra anche il Movimento 5 Stelle, al 12,4% (-0,4). Nel campo largo crescono solo Avs, al 6,4% (+0,1), e Italia Viva, al 2,4% (+0,2). Stabile +Europa all'1,7%.

Fuori dai due poli, l'area di centro vale il 4,6%: Azione è ferma al 3,2%, il Partito Liberal Democratico sale all'1,4% (+0,1).

Una partita ancora tutta da giocare

I numeri raccontano un equilibrio quasi perfetto. Ma sotto la superficie i partiti mostrano più di una sofferenza. Nel centrodestra pesa la crisi della Lega, alle prese con una fase di ripensamento della propria guida e della propria identità. E non mancano le tensioni dentro Forza Italia, divisa sul profilo da dare al partito. Nel campo largo il nodo resta la leadership: Pd e Cinque Stelle non hanno ancora un candidato premier condiviso, e la sfida tra Elly Schlein e Giuseppe Conte fa da sfondo a ogni passaggio. A complicare tutto c'è la guerra. È un tema che attraversa e spacca entrambi i fronti, tra chi chiede fermezza e chi spinge per smarcarsi. Le insofferenze interne, da una parte e dall'altra, sono evidenti e rischiano di pesare più dei decimali dei sondaggi.

Resta aperta, infine, la questione del calendario. La scadenza naturale della legislatura è ottobre 2027, ma in molti spingono per anticipare il voto alla primavera, già a maggio. Una scelta che cambierebbe tempi e strategie per tutti. Il verdetto, insomma, è tutt'altro che scritto. Con due poli appaiati e tante crepe interne, a decidere la partita potrebbero essere le prossime mosse più che i numeri di oggi.

I numeri in breve

Campo largo 43,1% (-0,3)
Centrodestra 42,9% (+1,8)
Futuro Nazionale 7,2% (-0,5)
Centro 4,6% (=)