Carenza di medici, depositata la proposta per richiamare i camici in pensione: in aula il 16 gennaio
Dopo i casi di Polistena e Locri e in attesa che l’emendamento al Milleproroghe faccia il suo iter il centrodestra ha messo nero su bianco la proposta che sarà discussa nel prossimo Consiglio regionale
Tornerà a riunirsi lunedì 16 gennaio il Consiglio regionale della Calabria. La decisione è giunta al termine della Conferenza dei capigruppo convocata ieri dal presidente Salvatore Cirillo e sarà monotematica sulla sanità. La seduta d’altra parte nasce da un impegno assunto dallo stesso Cirillo in visita al presidio di protesta del Comitato a difesa dell’ospedale di Polistena dove la cronica carenza di medici anestesisti-rianimatori ha raggiunto livelli di guardia tali da minacciare la chiusura del reparto e la sospensione di tutte le attività chirurgiche. Una situazione precipitata a causa dell'impossibilità legale di prorogare ulteriormente i contratti dei professionisti in servizio. Proprio in quella sede, e in compagnia del deputato e coordinatore regionale di Forza Italia, Francesco Cannizzaro, in qualità di promotore, fu annunciata la presentazione di un emendamento al decreto Milleproroghe, già corredato dal parere favorevole del Governo, che consentirà ai medici in pensione di continuare a svolgere il loro lavoro negli ospedali di Polistena, Locri, ma più in generale dell’intera Calabria. Una misura di carattere nazionale che però richiederà tempi tecnici stimati in circa 60 giorni. Un tempo troppo lungo per i nostri ospedali e per la sanità regionale. Così Cirillo ipotizzò di tenere un Consiglio regionale ad hoc – inizialmente indicando la data del 16 gennaio - durante il quale sarebbe stato avviato un nuovo iter legislativo ma di carattere regionale.
«Mi farò promotore – le parole di Cirillo – di una proposta di legge regionale che consenta di garantire la continuità assistenziale, colmando temporaneamente il vulnus normativo fino alla conversione in legge dell’emendamento nazionale».
Quella proposta è arrivata ed è stata depositata a Palazzo Campanella proprio oggi e già assegnata alla Terza Commissione Sanità per l’esame di merito e alla Seconda per il parere finanziario.
La proposta, a firma di Cirillo e dei capigruppo di maggioranza (Brutto, Giannetta, Mattiani, Caputo e Pitaro) mira ad introdurre misure straordinarie e temporanee volte a salvaguardare la stabilità del Servizio Sanitario Regionale.
L’obiettivo principale rimane quello di contrastare la carenza di personale, soprattutto nelle aree interne e nei reparti critici, per assicurare i livelli essenziali di assistenza e il diritto alla salute dei cittadini.
«La sanità calabrese attraversa una fase di profonda riorganizzazione e, nonostante i rilevanti passi avanti compiuti su questo versante – si legge nella relazione illustrativa - ancora si registra una insistente difficoltà nel reperimento di personale medico qualificato attraverso le ordinarie procedure concorsuali. In attesa, pertanto, del completamento dei piani di assunzione a tempo indeterminato, è indispensabile ricorrere a strumenti flessibili che permettano di reinserire nel sistema competenze già consolidate».
La legge propone quindi il conferimento di incarichi di lavoro autonomo a medici già collocati in quiescenza, sfruttando la loro esperienza consolidata per supportare i reparti in sofferenza. Il testo legislativo prevede quindi l'inserimento di queste figure professionali nelle strutture che svolgono prestazioni mediche di emergenza-urgenza e di supporto territoriale quali il Pronto Soccorso, l'Anestesia, la Medicina Interna, la Chirurgia Generale e la Continuità Assistenziale.
La legge prevede anche le condizioni per cui ciò potrà avverarsi: I medici devono possedere idoneità psicofisica e non aver riportato gravi sanzioni disciplinari negli ultimi cinque anni. Gli incarichi avranno invece una durata massima di 12 mesi, rinnovabili una sola volta.
Nella proposta è inclusa la previsione di un rigoroso sistema di controlli: «le Aziende Sanitarie sono chiamate a trasmettere alla Regione una relazione dettagliata sugli incarichi conferiti, mentre la Giunta Regionale è tenuta a informare annualmente il Consiglio sullo stato di attuazione della legge».
A chi si domanda quanto costerà questa operazione alle casse regionali, i proponenti rispondono che la proposta non comporta nuovi oneri, in quanto la copertura è assicurata dalle risorse già stanziate nei bilanci delle singole Aziende Sanitarie utilizzando i fondi destinati alle spese di personale e alle prestazioni sanitarie.