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06/11/2026 ore 06.15
Politica

Case gratis a chi si trasferisce nei borghi, intanto l’Aterp è alle prese con carenze d’organico e difficoltà finanziarie

Con il bando Ripopola Calabria ci sono 50 abitazioni nei borghi che si possono avere gratis per dieci anni. Nell’ente regionale invece su 245 dipendenti previsti, oggi ne ha solo 110; il rendiconto 2025 evidenzia canoni non riscossi per 80 milioni. La polemica di De Cicco e l’interrogazione della Scutellà

di Massimo Clausi

Sarà stato il lancio della meritevole iniziativa “Ripopola Calabria” che prevede 50 abitazioni ubicate nei borghi calabresi in cui chi vive fuori regione può spostare gratis la residenza, ma il dibattito sulla casa in Calabria si è rivitalizzato.

Con il nuovo bando la Regione si occuperà dai lavori di ristrutturazione, gli assegnatari non dovranno spendere un solo centesimo e avranno l’opportunità di viverci gratuitamente per 10 anni. Naturalmente non sarà facile raggiungere l’obiettivo perché è evidente che la casa, da sola, non basta per convincere una famiglia a stabilirsi in Calabria. Un esempio su tutti. Fra le 50 abitazioni una da 80 metri quadrati è ubicata a San Lorenzo Bellizzi, paese in provincia di Cosenza che conta, secondo l’ultima rilevazione Istat, 501 residenti (al primo gennaio 2026).

Calabria, case gratis per 10 anni a chi si trasferisce nei borghi: Occhiuto presenta il progetto e le abitazioni disponibili

La famiglia che andrà ad abitarci dovrà adattarsi a scuole composte da pluriclassi fino alle medie; per le superiori ci si sposta ad almeno 40 minuti di trasporto urbano; il capoluogo dista un’ora e mezza, l'aeroporto 2 ore e la stazione dei treni un’ora. Stessa cosa dicasi per l’appartamento ad Alessandria del Carretto. Insomma il problema resta complessivamente la qualità della vita che però può crescere nel tempo in maniera direttamente proporzionale alla crescita degli abitanti.

Ma proprio mentre la Regione lanciava questa iniziativa, resta sul tappeto il problema delle case per chi è in situazioni di difficoltà economica ed è residente in Calabria.

Nei giorni scorsi protagonista di una polemica con la commissaria Aterp, Maria Carmela Iannini, è stato il consigliere regionale di Pdm, Francesco De Cicco. Questi già in consiglio regionale aveva denunciato la scarsa efficienza degli uffici. Poi in sede di commissione Viglianza, durante la seduta dedicata all’audizione della commissaria, ne aveva chiesto le dimissioni abbandonando polemicamente l’aula. Il consigliere aveva denunciato un grave stato di degrado nell’edilizia residenziale pubblica, con manutenzioni ordinarie ferme, ascensori rotti che lasciano anziani e persone con disabilità bloccati in casa, circa 2.000 case popolari vuote, oltre 11.000 domande di alloggio inevase e 15.000 abitazioni che necessitano di ristrutturazione.

«È davvero preoccupante quello che emerge dal rendiconto della gestione 2025 dell’Aterp e lo è ancora di più perché dietro quei numeri ci sono storie di sofferenza sociale». E quanto dichiara la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Elisa Scutellà che ha presentato un'apposita interrogazione sul tema.

«Dal bilancio - spiega la capogruppo - emerge che i canoni non riscossi ammontano ad oltre 80 milioni di euro. Ci sono poi 12,1 milioni nel Fondo rischi: risorse che non sono destinate a costruire case ma a fronteggiare vertenze giudiziarie, in particolare sull'IMU, che a nostro avviso una gestione più attenta avrebbe dovuto prevenire. Sullo sfondo resta un patrimonio immobiliare da recuperare ed in profonda sofferenza».

Il quadro è aggravato dalla carenza di personale: «L'organico prevede 245 unità, ma i dipendenti in servizio sono 110. Senza trasferimenti per il funzionamento e senza certezze sui tempi di rafforzamento, come può ATERP garantire manutenzioni, controlli, riscossioni e un patrimonio di quasi 381 milioni di euro?».

Per questo la consigliera ha depositato un'interrogazione: «Vogliamo sapere come la Regione intenda risolvere la grave e strutturale carenza dell'organico e ottenere dati chiari, distretto per distretto, su alloggi sfitti e occupati senza titolo. Ogni alloggio inutilizzato sottrae una risposta a una famiglia in graduatoria e priva l'ente di entrate: un danno sociale e finanziario che pagano i calabresi».

«Su un tema così delicato serve serietà - prosegue Scutellà - Chi ha perso la casa e occupa per vera necessità merita una risposta sociale. Chi approfitta del bisogno altrui e agisce nell'illegalità va fermato. L'Azienda deve essere messa in condizione di distinguere le due realtà: servono anagrafi e banche dati catastali aggiornate, controlli capillari e personale adeguato».

La Scutellà infine fa riferimento al Piano Casa del Governo che per il momento è ancora molto nebuloso. Sebbene sia entrato in vigore l’8 maggio scorso e abbia come obiettivo dichiarato rendere disponibili circa 100.000 alloggi in 10 anni, mobilitando oltre 10 miliardi di euro di risorse pubbliche e private, ancora non si sa come verranno ripartite le risorse e soprattutto quante ne toccheranno alla Calabria.