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25/02/2026 ore 15.26
Politica

Catanzaro, sfiducia fallita. Fiorita rilancia: «Ha perso la città, ma il centrosinistra deve essere più maturo e unito»

VIDEO | Il sindaco del capoluogo di regione commenta il tentativo non riuscito da parte delle opposizioni di chiudere anticipatamente la consiliatura. Focus anche sulle polemiche che stanno attraversando il centrosinistra nelle altre province calabresi

di Bruno Mirante

Non sono state raggiunte le firme necessarie per la mozione di sfiducia e l’amministrazione comunale del capoluogo di regione va avanti. Il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, commenta quanto accaduto nelle ultime ore, parlando di una città «divisa e lacerata», ma rilanciando sulle priorità amministrative e politiche dell’ultimo anno di consiliatura. Dalla riapertura di Palazzo Fazzari ai grandi dossier su porto, ospedale e commercio, fino alla tenuta del centrosinistra in vista delle prossime elezioni.

Sindaco Fiorita, i consiglieri comunali avevano tempo fino alla mezzanotte di ieri per firmare la sfiducia, ma le firme necessarie non sono state raggiunte. In un messaggio alla cittadinanza ha detto: «Non ha vinto nessuno, ha perso la città». Perché?
«Non considero quanto accaduto una mia vittoria. A perdere è stata la città di Catanzaro, che si presenta ancora una volta divisa, lacerata, ostaggio di logiche di potere e di chi vuole tornare indietro. I consiglieri comunali hanno sempre avuto la possibilità di dimettersi se ritenevano conclusa questa esperienza amministrativa. È una scelta legittima, ma deve essere chiaro che produce conseguenze politiche importanti: significa tradire il voto popolare e aprire una fase di commissariamento.
Anche questo tentativo, per come era stato costruito, è fallito. Ma resta il rammarico per un clima politico che rende più difficile, se non addirittura tenta di interrompere, un’azione amministrativa che punta alla crescita della città».

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Quanto accaduto apre comunque una nuova fase politica?
«Di fatto sì. Ci proietta verso l’ultima parte della consiliatura. Proprio ieri abbiamo riaperto Palazzo Fazzari: può sembrare un fatto secondario rispetto ai grandi destini della città, ma è un gesto altamente simbolico. È forse il palazzo più bello e ricco di storia di Catanzaro, rimasto chiuso per oltre dieci anni. Restituirlo alla città significa dare un segnale di attenzione al centro storico e alla sua valorizzazione.
Adesso ci attendono sfide decisive: la realizzazione delle opere già messe in cantiere, il rilancio della Catanzaro Servizi, un’accelerazione su alcune scelte strategiche, a partire dal commercio, che soffre moltissimo».

Quali sono i dossier più urgenti sul suo tavolo?
«C’è il tema dell’ospedale, su cui occorre chiarezza e decisione. C’è il sogno del porto a Catanzaro Lido: non deve essere solo un’opera pubblica, ma l’inizio di una stagione nuova per la città, legata al turismo e alla sua vocazione marinara. Stiamo lavorando anche su una strategia urbana innovativa, capace di dare uno “shock” positivo al sistema economico locale. Molte cose sono state avviate, altre devono essere consolidate in quest’ultimo anno».

Tra un anno si tornerà al voto. Negli ultimi trent’anni il centrosinistra a Catanzaro non è mai stato autosufficiente. Come si affronta questo nodo?
«Intanto ricordo che il centrosinistra ha vinto le ultime elezioni in modo straordinario, inaspettato, travolgente. È vero, la legge elettorale non garantiva automaticamente una maggioranza consiliare e abbiamo tentato di costruirla in modo lineare e trasparente. All’inizio c’era un alleato proveniente dal centrodestra che si era già manifestato durante la campagna elettorale (Antonello Talerico, ndr), poi abbiamo provato un coinvolgimento con Azione, durato però pochissimo. Alla fine abbiamo governato con una giunta interamente di centrosinistra, cercando in Consiglio i numeri necessari. Io credo che il centro-sinistra debba volersi un po’ più bene, soprattutto in realtà dove non è semplice vincere. Le vittorie vanno difese e rafforzate nel tempo».

Guardando anche a ciò che accade nelle altre città calabresi, che riflessione fa?
«Vedo le polemiche che stanno interessando Vibo, forse a Crotone si poteva fare diversamente, quelle che ci sono state a Cosenza e a Reggio Calabria. Il centrosinistra deve diventare maturo, capace di aggregarsi attorno a un progetto durante la campagna elettorale e poi di difenderlo e irrobustirlo negli anni di governo. L’amministrazione è fatta di successi, ma anche di difficoltà. Se crediamo davvero in un futuro progressista per Catanzaro, fondato sulla giustizia sociale, sulla centralità di scuole e asili, sulla trasparenza e sulla correttezza come prerequisiti dell’azione politica, allora questo percorso va sostenuto con convinzione. Bisogna crederci fino in fondo e rafforzarlo ogni giorno invece di provare a minarlo in continuazione».

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