Commissione antimafia, Santelli: «Indagare sui rapporti mafie-sanità»
La vicepresidente di Palazzo San Macuto sul programma del presidente Morra: «Necessario non perdere la bussola dell'orientamento condiviso del lavoro da svolgere»
di Redazione
«Ho letto con attenzione il programma che il presidente Morra proporrà alla Commissione Antimafia e ritengo necessarie alcune sottolineature per rendere chiaro il concetto delle finalità e degli scopi che bisogna perseguire». Lo afferma in una nota il vice presidente della commissione antimafia, Jole Santelli.
«Mi sembra di estremo interesse-dice Santelli- la necessità di indagare i rapporti fra mafie e sanità. Purtroppo –aggiunge l’esponente forzista - la sanità oggi è un coacervo di interessi in cui il bisogno primario, i diritti dei pazienti, non risulta preminente. Credo che compito essenziale della Commissione sia oggi cercare di comprendere i nuovi fenomeni criminali associativi tra cui la presenza della criminalità organizzata straniera ed i collegamenti con quella autoctona».
Altrettanto essenziale «è comprendere l’efficacia nei diversi distretti giudiziari delle strutture di contrasto alla criminalità organizzata tanto in relazione alle risorse umane e strumentali, quanto al delicato rapporto fra procure distrettuali e circondariali».
«Mi ha, infine, colpito- prosegue la neo vicepresidente antimafia - lo specifico riferimento del presidente Morra al cosiddetto ‘processo trattativa Stato-Mafia’ argomento che per delicatezza ed interesse ritengo non possa essere trattato che nella Commissione plenaria, come accade da sempre per tutti i temi di interesse generale. È necessario - conclude Santelli - non perdere di vista la bussola dell'orientamento condiviso del lavoro da svolgere, per evitare errori che minerebbero la credibilità dell'istituzione».