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09/10/2026 ore 06.15
Politica

Con la nuova legge elettorale la Calabria verso un deputato in meno, addio ai sette collegi uninominali. Ecco cosa cambia

Secondo il dossier parlamentare, con il censimento 2021 la regione passerebbe da 19 a 18 rappresentanti, con 12 deputati e 6 senatori. Scompaiono i sette collegi uninominali, mentre le cinque province confluiscono in un unico collegio plurinominale per ciascuna Camera. Tornano le preferenze, ma i capilista restano bloccati

di Redazione Politica
marco iacobucci

La nuova legge elettorale non cambia soltanto il sistema con cui gli italiani sceglieranno i prossimi rappresentanti in Parlamento, ma ridisegna anche gli equilibri territoriali di una Calabria che potrebbe ritrovarsi con un deputato in meno e una competizione politica estesa all’intera regione. L’approvazione definitiva della riforma, arrivata alla Camera con 227 voti favorevoli e 164 contrari, chiude la stagione del Rosatellum e cancella i collegi uninominali nei quali, fino alle elezioni del 2022, si sono confrontati direttamente i candidati delle diverse coalizioni.

A cambiare sarà soprattutto il rapporto tra rappresentanza territoriale e selezione delle candidature, perché Cosenza, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria non avranno più collegi uninominali autonomi per l’elezione dei parlamentari. Il voto confluirà in una competizione proporzionale su scala regionale, nella quale i partiti presenteranno liste con un capolista bloccato e altri candidati sottoposti al giudizio degli elettori attraverso le preferenze.

La Calabria potrebbe perdere un deputato: i numeri del dossier parlamentare

Il dato più significativo emerge dal dossier predisposto dal Servizio Studi della Camera sulla riforma. Utilizzando la popolazione del censimento 2021, pari a 1.855.454 residenti, la nuova ripartizione attribuirebbe alla Calabria 12 deputati e 6 senatori, per un totale di 18 parlamentari, contro i 19 assegnati in occasione delle elezioni politiche del 2022.

La possibile riduzione non deriva direttamente dall’abolizione dei collegi uninominali, ma dall’aggiornamento della distribuzione dei seggi sulla base della popolazione, considerato che il precedente riparto utilizzava ancora i dati del censimento 2011. Il numero indicato nel dossier rappresenta dunque una proiezione tecnica, destinata a essere formalizzata attraverso il decreto di assegnazione dei seggi previsto prima delle prossime elezioni.

Da Cosenza a Reggio Calabria, scompaiono sette collegi uninominali

Alle elezioni del 2022 la Calabria eleggeva alla Camera cinque deputati nei collegi uninominali di Corigliano-Rossano, Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, mentre gli altri otto seggi venivano distribuiti con il proporzionale nell’unico collegio regionale. Al Senato erano invece presenti due collegi uninominali, denominati Corigliano-Rossano e Reggio Calabria, ai quali si aggiungevano quattro seggi proporzionali.

La nuova legge elimina tutti e sette i collegi uninominali, conservando il perimetro regionale dei collegi plurinominali già individuati nel 2020. Non nasceranno dunque cinque nuovi collegi corrispondenti alle province calabresi: per la Camera e per il Senato l’intera Calabria costituirà un unico collegio plurinominale, all’interno del quale verranno distribuiti i seggi spettanti alle liste.

Il cambiamento avrà conseguenze soprattutto sul piano della competizione politica, perché un candidato radicato nel Cosentino non dovrà più misurarsi esclusivamente con gli elettori della propria area, ma potrà raccogliere preferenze anche nel Reggino, nel Catanzarese, nel Crotonese e nel Vibonese. Lo stesso principio varrà per tutti gli altri territori, trasformando il consenso personale e la capacità organizzativa dei partiti in elementi rilevanti nella selezione degli eletti.

Il premio di maggioranza e i seggi destinati alla Calabria

Il nuovo sistema prevede un premio di governabilità nazionale di 70 deputati e 35 senatori per la lista o coalizione che raggiunga almeno il 42 per cento dei voti in entrambe le Camere, nel rispetto dei limiti complessivi fissati dalla legge. Qualora le condizioni non vengano raggiunte, la distribuzione dei seggi avverrà con il sistema proporzionale senza attribuzione del premio.

Secondo le simulazioni contenute nel dossier parlamentare, alla Calabria sarebbero riservati due seggi del premio alla Camera e uno al Senato. Si tratta, tuttavia, di quote già comprese nella rappresentanza complessiva prevista per la regione: nell’ipotesi di attribuzione del premio, dieci deputati e cinque senatori verrebbero eletti attraverso il riparto proporzionale ordinario, mentre i restanti tre seggi rientrerebbero nel meccanismo premiale.

La distinzione è essenziale, perché il premio non porterebbe automaticamente il numero degli eletti calabresi oltre i diciotto indicati dalla simulazione. Cambierebbe invece la distribuzione dei posti tra le forze politiche, con conseguenze sulla composizione della rappresentanza parlamentare.

Capilista bloccati e preferenze: la nuova competizione tra i territori

La riforma reintroduce la possibilità per gli elettori di esprimere fino a tre preferenze, selezionando i candidati indicati sulla scheda elettorale, ma conserva una posizione sottratta a questo meccanismo: quella del capolista, che sarà individuato dal partito e avrà la precedenza nell’assegnazione del primo seggio conquistato dalla lista.

Per la Calabria il sistema apre una questione politica che riguarda direttamente il rapporto tra dirigenti nazionali, organizzazioni regionali e rappresentanza dei territori. Un partito che ottenesse un solo seggio attraverso la propria lista vedrebbe eletto il capolista, mentre le preferenze attribuite agli altri candidati potrebbero diventare decisive soltanto in presenza di ulteriori seggi da assegnare.

La dimensione regionale del collegio renderà inoltre particolarmente importante il confronto tra candidati provenienti da province differenti, con la possibilità che il peso delle rispettive organizzazioni locali e la distribuzione geografica del consenso incidano sulla graduatoria delle preferenze.

Il vero nodo politico: chi rappresenterà la Calabria

Dietro la nuova architettura elettorale emerge infine una questione destinata ad accompagnare la preparazione delle candidature: il rapporto tra rappresentanza regionale e rappresentanza delle singole province. L’abolizione dei collegi uninominali non impedirà ai partiti di candidare esponenti provenienti da altri territori italiani, così come il mantenimento dei capilista bloccati continuerà a riservare alle segreterie politiche un ruolo determinante nella selezione di una parte degli eletti.

Le prossime elezioni politiche si svolgeranno dunque con regole profondamente diverse rispetto al 2022 e con una geografia del voto che richiederà ai candidati di misurarsi con un elettorato distribuito sull’intera regione. Resta da verificare come i partiti comporranno le liste, quale spazio riserveranno alle diverse province e in che misura il ritorno delle preferenze riuscirà a incidere sulla rappresentanza parlamentare calabrese.