Stop alla proroga delle concessioni balneari in Calabria, la Lega non ci sta e il Sib critica la scelta: «Grave ingiustizia»
Il vice presidente della Giunta regionale Mancuso commenta il No del Senato all’emendamento che avrebbe prolungato i contratti fino al 2030: «Pronti a ricorrere alla Consulta». Giannotti: «Non ce lo aspettavamo, le motivazioni del Mef non reggono»
«È stato fatto di tutto per cercare di prorogarle anche perché siamo di fronte ad un problema reale provocato dai vari cicloni che si sono abbattuti sulla Calabria. La ritengo una richiesta giusta, è stata bocciata ma vedremo come affrontare la questione. In Consiglio regionale abbiamo presentato una proposta di legge che proroga le concessioni a prescindere da quello che poi avverrà a livello centrale». Lo ha detto all'Ansa il vicepresidente della Giunta regionale della Calabria, Filippo Mancuso, ed esponente della Lega, a Catanzaro a margine della presentazione del volume “Euripide al teatro greco di Siracusa”, riguardo la bocciatura della commissione Bilancio del Senato dell'emendamento volto alla proroga delle concessioni balneari per gli stabilimenti colpiti dal maltempo.
Balneari, lo stop del Mef alla proroga in Calabria preoccupa la Cgil: «La stagione estiva rischia di saltare»«Intendiamo andare avanti e, di fronte ad una eventuale bocciatura del Governo, proporre ricorso alla Corte costituzionale. Se ci sono gli elementi ricorreremo sicuramente anche alla Corte europea», ha aggiunto. «Ritengo sia un atto dovuto cercare di stare vicino a chi ha subito danni e si appresta ad affrontare la stagione balneare. Inoltre, il 4 maggio, sarà aperta la piattaforma di Fincalabra per liquidare i primi ristori alle imprese. Saranno soprattutto balneari», ha sottolineato Mancuso.
Giannotti (Sib Calabria): «No alla proroga ennesima ingiustizia»
Anche Antonio Giannotti, presidente del Sib Calabria critica la decisione di cassare l’emendamento della Lega che puntava alla proroga fino al 2030 per le aree colpite dai cicloni: «È stata una ennesima e grave ingiustizia, non ce lo aspettavamo. Una estensione di pochissimi anni, per dare la possibilità di riprendersi ad attività colpite duramente, è stata negata tirando in ballo la Bolkestein o, addirittura, per la copertura finanziaria e il rischio di procedura di infrazione. Ma in uno stato emergenziale non esiste nulla di tutto questo».
«È l'ennesimo colpo grave a questa categoria. Qualcosa che non capiamo. Le motivazioni che sono state portate dal Mef non reggono. Anche il Codice dei contratti prevede che, in un momento di difficoltà, si possa prorogare una concessione o un atto pubblico. Non c'è attenuante a un diniego così inaspettato», sottolinea Giannotti.