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04/02/2026 ore 18.33
Politica

Consiglio regionale, arrivano i “vitalizi” (tra 700 e 1500 euro) per sei non rieletti: ecco chi sono

La legge sulle indennità differite consente agli ex inquilini di Palazzo Campanella di coprire eventuali contributi non versati e ottenere la rendita: gli assegni per Comito, Iacucci, Gelardi, Graziano, Molinaro e Bevacqua

di Pablo Petrasso

Non sarà il vecchio vitalizio ma comunque torna comoda e poi è un ottimo investimento: l’indennità differita conviene. E gli assegni iniziano a partire per i primi consiglieri non rieletti che hanno chiuso le pratiche. Le cifre variano a secondo dell’anzianità maturata tra gli scranni di Palazzo Campanella ma la genesi è sempre la stessa: un versamento mensile modesto per un “vitalizio” che sarà anche molto meno vantaggioso rispetto ai vecchi standard ma è sempre molto più di quanto spetterebbe a un lavoratore “normale”.

La legge prevede che un consigliere regionale maturi in 5 anni una pensione di 980 euro al mese che potrà percepire a 65 anni, dai quali si scala un anno ogni 12 mesi di carica fino a un massimo di 10.

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Vale purché il politico abbia esercitato il suo mandato per almeno 5 anni, anche non consecutivi. Chi ha non raggiunto l’anzianità prevista può richiedere il rimborso dei contributi versati, oppure continuare a versarli fino a maturare un quinquennio di contributi. Scelgono praticamente tutti la seconda opzione perché si fa presto a recuperare l’investimento.

Indennità differenziata: chi sono i 6 consiglieri che la prenderanno

Nell’ultimo bollettino ufficiale compaiono i nomi di sei ex consiglieri che hanno deciso di passare all’incasso. Per alcuni – protagonisti soltanto nell’ultima legislatura chiusa in anticipo dallo strappo di Occhiuto – è stato in effetti necessario versare un annetto di contributi mancanti per portare a casa l’indennità.

È il caso dell’ex consigliere regionale di Forza Italia Michele Comito, medico vibonese che percepirà 719 euro lordi al mese: ha ricoperto la carica di consigliere regionale per 4 anni ed effettuato il pagamento dei contributi necessari per il versamento delle quote arretrate di contribuzione per maturare l’anzianità di carica di 5 anni.

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Stesso discorso per Franco Iacucci, ex consigliere del Pd nonché ex sindaco di Aiello Calabro, una delle figure centrali per i dem in provincia di Cosenza: la sua frequentazione dell’Aula si tradurrà in 889 euro lordi al mese. Anche per Giuseppe Gelardi (Lega) stesso percorso: versamento dei contributi per arrivare a 5 anni di anzianità e assegno da 808 euro lordi mensili.

Due euro in più al mese per Giuseppe Graziano, tra gli scranni con Azione nell’ultima tornata legislativa: per il generale dei carabinieri forestali 6 anni di militanza nell’Astronave.

Più ricca (ma comunque, ripetiamo, lontana dai fasti dei “veri” vitalizi) la rendita di Pietro Molinaro (in Consiglio prima con la Lega, poi con Fratelli d’Italia): 1.197 euro lordi al mese per una maturità complessiva arrotondata a 8 anni.

L’assegno più cospicui di questa tornata va a Domenico Bevacqua, già capogruppo del Pd e consigliere regionale di lungo corso: 10 anni e 10 mesi arrotondati a 11 secondo quanto consente la legge, qualche quota arretrata versata per una vecchia legislatura e indennità differita da 1.502 euro.

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