✕
Sezioni
Edizioni locali
05/10/2026 ore 18.55
Politica

Consiglio regionale Calabria, abrogata la norma dei sottosegretari e bloccata la consultazione popolare

L’opposizione critica la maggioranza ma vota favorevolmente «per responsabilità». Chiesti tempi certi per l’approvazione del provvedimento in seconda lettura

di Claudio Labate

Non appena si apre la seduta del Consiglio regionale Enzo Bruno (Tridico presidente) chiede l’inserimento della mozione, precedentemente annunciata nel corso della conferenza stampa che ha preceduto i lavori d’aula, che richiede l’adesione dei 2/3 dell’aula, ricevendo un immediato quanto prevedibile “mozione respinta” dal presidente Salvatore Cirillo che ha rapidamente passato in rassegna i primi punti all’ordine del giorno di natura squisitamente economico finanziario: sono approvati il Bilancio consolidato 2025 del Gruppo di Amministrazione Pubblica del Consiglio regionale, su iniziativa dell’Ufficio di Presidenza; il Rendiconto 2025 dell’Ente per i Parchi Marini Regionali, e il Rendiconto generale della Regione relativo all’esercizio finanziario 2025.

«Sui sottosegretari Occhiuto ha perso, non pensa alla Calabria ma a sé stesso»: l’opposizione non fa sconti al presidente

Addio referendum?

Una scelta politica dettata dal «rispetto delle risorse pubbliche» e per evitare una prova di forza dalle conseguenze incerte ed onerose. Su questi presupposti il Consiglio Regionale ha approvato la proposta di legge – firmata dai consiglieri Pierluigi Caputo, Angelo Brutto, Giuseppe Mattiani e Vito Pitaro – diretta ad abrogare integralmente la legge regionale 3 marzo 2026, n. 9, che aveva modificato lo Statuto dell'ente. Come si ricorderà al centro della questione normativo-istituzionale c'era l'introduzione dell'articolo 34-bis, la disposizione statutaria pensata per consentire la nomina di fino a due sottosegretari alla Presidenza della Giunta. Un intervento che la Regione riteneva un mero adeguamento organizzativo esente da consultazione popolare, ma che ha scatenato la reazione di sette consiglieri regionali di opposizione: il loro ricorso ha infatti incassato il via libera dell'Ufficio centrale presso la Corte d'Appello di Catanzaro, portando all'indizione del referendum confermativo fissato con decreto per il 29 novembre 2026. Di fronte al perdurare del contenzioso giudiziario tra la Regione e l'Ufficio per il Referendum e alla necessità di impegnare da subito un esborso stimato in ben 7 milioni di euro per la macchina elettorale, i firmatari hanno scelto la via del completo ripristino del quadro normativo antecedente. Una retromarcia clamorosa che prevede infatti la cancellazione dell'articolo 34-bis, il ripristino del testo originario dell'articolo 35, comma 3, dello Statuto e la salvaguardia degli effetti già prodotti e degli esiti dei contenziosi.

L’abrogazione dell’art.34 bis è accompagnato dalla proposta di legge “Disposizioni speciali in materia di referendum confermativo”, firmata dagli stessi consiglieri di centrodestra per fissare i termini per la gestione e il blocco della consultazione popolare. Infatti a seguito della prima approvazione della legge di abrogazione della L.R. n. 9/2026, viene sospesa di diritto l'efficacia del Decreto del Presidente della Giunta Regionale dell'11 agosto scorso, con cui era stato indetto il referendum confermativo. Qualora la legge abrogativa non dovesse ottenere la seconda approvazione prevista dallo Statuto, la sospensione cesserà e il decreto d'indizione riacquisterà piena efficacia, previo adeguamento della data del voto.

La Regione insomma approfitta di questo “ingorgo” creato dalla legge sui sottosegretari che ha provocato la reazione dell’opposizione con l’indizione del referendum per liberare queste risorse (7 mln) e destinarle alla crisi legata all'aumento del costo del carburante, fornendo immediato sostegno economico alle attività produttive regionali.

Sottosegretari, la strategia della maggioranza: cancellare la riforma (?) per disinnescare il referendum

Alecci, dai banchi dell’opposizione ripete sostanzialmente di non fidarsi dell’iter inaugurato dalla maggioranza, chiedendosi se si arriverà mai alla seconda lettura, nonostante le rassicurazioni arrivate dalla maggioranza con Caputo. In tal senso il capogruppo dem ritiene inutile continuare il contenzioso giudiziario in essere e chiede di rinunciarci proprio al presidente Occhiuto, al quale Scutellà rimprovera di pensare più alle sue ambizioni che dei problemi della Calabria. «Se non ci fosse stata questa opposizione unita – è il ragionamento della capogruppo cinquestelle – lei non sarebbe intervenuto». Insomma le argomentazioni dell’opposizione che pure annuncia il voto favorevole ricalcano le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa.

Dalla maggioranza che ha bocciato tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni, una difesa a spada tratta del provvedimento – Angelo Brutto (FdI) alla fine dichiarerà «clinicamente e politicamente morta» un’opposizione che «cavalca solo la protesta» -, arrivando all’obiettivo dichiarato: l’approvazione dei punti in questione, con il voto favorevole della minoranza, in prima lettura.