Consiglio regionale, salta l’informativa di Occhiuto sul dissesto idrogeologico. Rafforzato l’Osservatorio per i minori
Ampliate le competenze dell’organismo dedicato a infanzia e adolescenza e approvato il bilancio di previsione di Aterp. Il governatore non relaziona sulle conseguenze del ciclone Harry così come annunciato nei giorni scorsi
Consiglio regionale snello ed agile, a dispetto del numero dei punti all’ordine del giorno, quello celebrato all’ora di pranzo a Palazzo Campanella. Rispetto alla prima convocazione, così come annunciato nei giorni scorsi, è sparita la prevista informativa del presidente della giunta Roberto Occhiuto sulle azioni intraprese dall’Ente rispetto alle conseguenze del ciclone Harry e più in generale del dissesto idrogeologico, “rimpiazzata” dal riaccertamento dei residui attivi e passivi relativo al Bilancio del Consiglio regionale propedeutico al rendiconto di gestione 2026 di Palazzo Campanella che rappresenta anche una variazione al bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, del Consiglio regionale. L’aula approva il riaccertamento che fa segnare oltre 69 milioni di residui attivi, e oltre 24 di residui passivi.
Successivamente il Consiglio ha affrontato il punto all’ordine del giorno che prevede la modifica della deliberazione consiliare n. 409 del 18 gennaio 2000 relativa agli indirizzi e criteri di programmazione delle medie e grandi strutture di vendita. Il documento presentato in aula da Daniela Iiriti (FdI), è una proposta di provvedimento amministrativo licenziato dalla Quinta Commissione il 25 marzo scorso ed ha l’obiettivo di eliminare i vecchi limiti dimensionali rigidi, i contingenti e i controlli sul fabbisogno per l'apertura di medie e grandi strutture di vendita. D’altra parte la vecchia normativa del 2000 risultava superata e in contrasto con le leggi nazionali ed europee sulla concorrenza proponendo delle modifiche ai requisiti di compatibilità, disponendo che «l'apertura delle grandi strutture è vincolata solo alla tenuta della rete stradale, al rapporto tra verde e cemento e all'estetica vicino ai centri storici». Vengono quindi cancellati i vecchi tetti massimi di superficie e data preferenza ai progetti che recuperano aree dismesse ed edifici preesistenti senza consumare suolo agricolo, o che usano soluzioni eco-compatibili. Secondo la relazione l’intervento è a costo e in attesa dei nuovi piani comunali, dispone di disapplicare tutte le norme locali su distanze minime, limiti numerici o test economici.
Approvato anche il Bilancio di Previsione 2026-2028 dell'Azienda Territoriale Edilizia Residenziale Pubblica Calabria (Aterp) illustrato da Filippo Pietropaolo (FdI). A contestare l’impianto offerto all’aula la consigliera Filomena Greco (Casa Riformista) e Giuseppe Falcomatà (Pd) secondo cui «è evidente che sull’Aterp la Regione non ha voglia di investire per l’assenza colpevole di programmazione».
È ancora Luciana De Francesco a relazionare sul quarto punto all’ordine del giorno. L'atto dispone modifiche alla precedente legge regionale n. 2/2017, con l’obiettivo di aggiornare e ampliare le competenze dell'ex "Osservatorio regionale per i minori", trasformandolo in Osservatorio regionale per l'infanzia e l'adolescenza. La finalità è anche allineare la normativa calabrese a quella nazionale, passando da una logica di mera tutela del minore a una strategia integrata di sviluppo e partecipazione dei giovani. L'organismo opererà come ente pubblico di studio, analisi e monitoraggio ed avrà il compito di elaborare le informazioni sulle condizioni di vita dei ragazzi in Calabria; monitorare le politiche contro la povertà educativa e le disuguaglianze e dare supporto alla programmazione regionale, anche con la stesura di una relazione annuale entro il 31 dicembre, utile alla Giunta per emanare direttive agli enti locali.
Emanuela Ionà (Occhiuto presidente) illustra la proposta di modifica dell’articolo 11 della legge regionale 11 maggio 2007, n. 9 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2007) che amplia la tipologia di beni che le Aziende regionali per il diritto allo studio (Ardis), trasferiscono all'Università di Reggio Calabria, estendendo, inoltre, il tipo di destinazione di tali immobili. La modifica è finalizzata a ottimizzare l'uso del patrimonio immobiliare già destinato a favorire le condizioni che agevolino il diritto allo studio e a garantire una continuità più ampia ed efficace dei servizi essenziali a favore degli studenti. La modifica intende assicurare che tutti i beni immobili pertinenti all'Ardis, già soppressa, siano devoluti all'ente che ne prosegue le funzioni, nonché ampliare il vincolo di destinazione per permettere all'università di utilizzare i beni in modo flessibile per l'intera gamma dei servizi universitari essenziali, non limitandoli alla sola funzione di alloggi e mantenendo comunque la tutela di tali beni, attraverso il mantenimento della previsione del vincolo di destinazione esplicito e dell'obbligo di restituzione in caso di cessazione dello svolgimento delle funzioni da parte dell’università.
Subito dopo viene inserita la mozione proveniente dai banchi delle opposizioni sull’Attivazione degli strumenti europei e nazionali di sostegno per i territori calabresi colpiti dagli eventi calamitosi, compreso il Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea (FSUE). Sul punto ha relazionato Enzo Bruno (Tridico Presidente) ma è da Elisa Scutellà (M5s) che sono arrivate le maggiori bordate all’indirizzo del presidente Occhiuto, al quale le opposizioni chiedono con forza di riferire in aula su ciò che sta accadendo, ricevendo la risposta del vicepresidente Filippo Mancuso. Alla fine di un botta e risposta con Bruno la mozione viene bocciata dalla maggioranza e archiviata.