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27/09/2026 ore 14.42
Politica

Conte boccia il Ponte sullo Stretto: «Progetto senza senso. Risorse alla scuola per il futuro»

Il leader del M5S chiude i lavori formativi a Diamante rilanciando le emergenze reali del Mezzogiorno: dalle carenze infrastrutturali locali alla crisi del sistema sanitario, fino all'ascolto delle nuove generazioni

di Redazione Politica
Giuseppe Conte a Diamante

La discussione sulle grandi opere continua a dividere la politica italiana e il dibattito si accende ulteriormente nel cuore del Mezzogiorno. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha scelto la cornice di Diamante (centro di punta del Tirreno settentrionale cosentino) per lanciare un messaggio inequivocabile al Governo, ponendo al centro della sua riflessione una critica radicale al progetto del Ponte sullo Stretto. L'occasione è stata la chiusura della Summer school organizzata dal M5S, un evento che ha visto la partecipazione di circa cento ragazzi provenienti da tutta la penisola, pronti a confrontarsi sui grandi temi dell'attualità.

Il punto nevralgico dell'intervento dell'ex premier si è concentrato sulle priorità infrastrutturali del Paese, definendo la realizzazione del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia un errore strategico nelle attuali condizioni del Sud. Le sue parole non lasciano spazio a compromessi: «Il governo sbaglia ad andare avanti sul Ponte sullo Stretto - ha detto -. Sbaglia a insistere in un progetto che andava completamente ripensato, quantomeno. E in ogni caso è un progetto che in questo momento non ha alcun senso, viste le infrastrutture viarie e ferroviarie di Calabria e Sicilia che non sono ancora all'altezza di un Paese civile e moderno».

Secondo Conte, il vero deficit da colmare è l'enorme divario di servizi che penalizza il Meridione. Le risorse pubbliche, ha spiegato dal palco di Diamante, dovrebbero avere una destinazione diversa, orientata a costruire fondamenta solide per il domani dei ragazzi. «Quei soldi - ha aggiunto - andrebbero adesso assolutamente messi prioritariamente per creare un ponte sì, ma sul futuro dei nostri giovani e quindi sulla scuola. Immaginate scuole aperte, con laboratori informatici, linguistici, teatrali, impianti sportivi offerti ai nostri giovani. Investiamo nei nostri giovani, il capitale umano è la nostra scuola».

L'attenzione verso il territorio non si è limitata ai soli trasporti. L'ex presidente del Consiglio ha toccato il tasto dolente della salute pubblica, evidenziando le difficoltà quotidiane vissute dai cittadini. «Ho girato in lungo e in largo la Calabria molte volte - ha aggiunto -. Conosco bene la realtà anche sanitaria di questa regione. C'è ancora tanto da fare e c'è tanto da fare in tutta Italia perché le liste d'attesa sono ancora lunghissime. Noi per questo abbiamo proposto con Nova, con i cittadini che hanno partecipato, una nuova iniziativa rivoluzionaria: creiamo un fondo perequativo, lo istituiamo a livello nazionale perché le cliniche private, quindi la sanità privata che in questo momento si sta arricchendo, offra un contributo alla sanità pubblica per ridurre le liste d'attesa».

La giornate di Diamante sono state concepite dal M5S come uno spazio di ascolto attivo. Il coinvolgimento giovanile rappresenta infatti un pilastro della loro strategia politica: «I giovani hanno voglia di capire quello che sta succedendo in Italia e nel mondo. Sono tantissime sfide, vogliono parlare del loro presente e anche del loro futuro, quindi il confronto con loro è fondamentale e soprattutto non possiamo parlare loro dall'alto in basso. Dobbiamo coinvolgerli come abbiamo fatto a Nova dove li abbiamo lasciati discutere, dialogare e parlare e fare anche le loro proposte che porteremo al tavolo con le altre forze politiche».

L'evento conclusivo, organizzato da Asprom e fondato dall'europarlamentare Pasquale Tridico, ha fatto seguito all'appuntamento della vigilia. Proprio a Diamante, Conte ha presentato il suo libro "Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l'Italia" (Marsilio), dialogando con il giornalista Luca Telese. Un fine settimana denso in cui il “no al Ponte si è intrecciato indissolubilmente per l’ex premier con la necessità di ripartire dai veri pilastri dello Stato: istruzione e sanità.