Cooperazione internazionale, Montuoro: «Dalla Tunisia parte la nuova strategia della Calabria nel Mediterraneo»
VIDEO | L'assessore illustra la visione della Regione: rafforzare i rapporti per attrarre investimenti, valorizzare le competenze e favorire l'internazionalizzazione delle imprese
La cooperazione internazionale entra sempre più tra gli strumenti di sviluppo della Regione Calabria. Dopo l'approvazione da parte del Ministero degli Affari Esteri del progetto "Training Hub in Tunisia – Cooperazione paritaria", finanziato con oltre 7,4 milioni di euro dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), la Regione punta a rafforzare i rapporti con la Tunisia attraverso un hub permanente dedicato alla formazione professionale e universitaria. Un'iniziativa che guarda alla crescita delle competenze, all'internazionalizzazione delle imprese e all'incontro tra domanda e offerta di lavoro sulle due sponde del Mediterraneo. Ne abbiamo parlato con l'assessore regionale alla Cooperazione internazionale, Antonio Montuoro.
Assessore, è la prima volta che la Regione Calabria istituisce una delega specifica alla cooperazione internazionale. Da qui nasce anche il progetto con la Tunisia. Qual è la sua importanza?
«Intanto devo ringraziare il presidente Roberto Occhiuto per aver creduto in una materia che considero strategica e innovativa. Oggi il potenziale di una Regione non si misura soltanto dalla qualità delle infrastrutture o del sistema produttivo, ma anche dalla capacità di costruire relazioni internazionali in grado di creare nuove opportunità. Questo significa favorire l'internazionalizzazione delle imprese, ma anche rafforzare il ruolo della Calabria al di fuori dei propri confini».
Come si è arrivati all'approvazione del progetto?
«È un percorso iniziato già nella scorsa legislatura, quando da presidente della Seconda Commissione consiliare abbiamo avviato un lavoro sulla cooperazione internazionale. Un momento importante è stata l'audizione del viceministro Edmondo Cirielli, che illustrò le opportunità offerte dal Ministero degli Esteri alle Regioni. Da lì è partito un lavoro lungo e complesso, anche sotto il profilo amministrativo. Grazie all'impegno degli uffici regionali siamo riusciti a presentare un progetto che il Ministero ha approvato nel Comitato congiunto. Si tratta di un investimento di 7,4 milioni di euro per realizzare un hub formativo in Tunisia».
Come sarà strutturato questo Hub?
«La Tunisia rappresenta uno dei partner più strategici dell'Italia nel Mediterraneo. Il progetto avrà una durata di 36 mesi e coinvolgerà oltre 3.100 beneficiari. Si svilupperà lungo due direttrici principali. La prima riguarda la formazione professionale nei settori dell'agricoltura, dell'agroalimentare, delle costruzioni, dell'edilizia, del turismo e dell'ospitalità. La seconda è dedicata alla formazione universitaria, attraverso percorsi condivisi tra gli atenei calabresi e quelli tunisini, con particolare attenzione a ingegneria, agroalimentare, medicina e ad altri ambiti di interesse comune».
Quali soggetti saranno coinvolti?
«Lavoreremo insieme all'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, al Ministero degli Esteri e a tutti i partner istituzionali coinvolti. Adesso, dopo l'approvazione del progetto, entreremo nella fase operativa per trasformare queste risorse in interventi concreti».
L'obiettivo va oltre la formazione…
«Assolutamente sì. L'hub rappresenta il punto di partenza. L'obiettivo è costruire nel tempo una rete stabile di collaborazione che possa arrivare anche alla creazione di strutture assimilabili a centri per l'impiego nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo. Vorremmo replicare questo modello anche in altri Stati del Nord Africa, creando un collegamento stabile tra le due sponde e favorendo l'incontro tra competenze, formazione e mercato del lavoro».
Che ruolo può avere la Calabria in questo scenario?
«La Calabria rappresenta la porta dell'Europa sul Mediterraneo. La cooperazione non deve limitarsi a rapporti istituzionali formali, ma deve tradursi in collaborazioni concrete, durature ed efficaci, capaci di generare opportunità sia per il nostro territorio sia per i Paesi partner».
Questo progetto si inserisce in una strategia più ampia della Regione sulle politiche euro-mediterranee?
«Sì. La Calabria ha avuto un ruolo di primo piano anche attraverso la presidenza della Commissione Intermediterranea della Conferenza delle Regioni Marittime Periferiche d'Europa affidata al presidente Occhiuto. In quella sede abbiamo proposto la costruzione di una macroregione mediterranea che favorisca politiche condivise e una programmazione comune delle risorse europee. La nostra ambizione è quella di avere una Calabria aperta, capace di costruire relazioni solide con gli altri territori del Mediterraneo, rendendosi sempre più attrattiva e offrendo nuove opportunità al sistema produttivo, alle università e ai giovani».