Sezioni
Edizioni locali
21/07/2016 ore 19.34
Politica

Covelli (Pd): “Occhiuto tenta di fare la vittima ma è il vero carnefice”

Il consigliere del comune di Cosenza: “Sarebbe il caso che egli si riconducesse alla realtà e la smettesse di usare la cosa pubblica come se fosse roba di casa sua”

di Redazione

“E’ davvero singolare come Mario Occhiuto tenti ancora una volta di fare la vittima quando invece è il vero carnefice dei disastri gestionali e finanziari al Comune a alla Provincia di Cosenza. Spera che l’inganno possa ancora funzionare. Ora, però, la campagna elettorale è chiusa e invece di fare propaganda è costretto a cimentarsi nelle funzioni di amministratore”.

 

È quanto sostenuto dal consigliere del comune di Cosenza, Damiano Covelli che continua: “Invece di sbrogliare i nodi di una gestione amministrativa dissennata spera che, inventandosi una polemica dai toni scomposti e con argomenti inconsistenti nei confronti del Presidente della Regione, possa sottrarsi alle sue responsabilità. L’attività amministrativa comunale è fortemente paralizzata. Occhiuto dovrebbe informare la Città ed il Consiglio comunale sullo stato dei lavori di piazza Bilotti, del Ponte Calatrava e del Planetario. Si ha la sensazione che queste tre grandi opere di cui ha voluto prendersi impropriamente merito grazie a veri e propri imbrogli tecnico-amministrativi possano rimanere incompiute per lungo tempo.

 

Non ha ancora chiarito alla Città e al consiglio comunale la questione dei debiti. Innanzitutto, dovrebbe rendere ufficiale la dimensione dei debiti fuori bilancio e le finalità per cui sono stati contratti. Ma dovrà chiarire – continua - anche la relazione che intercorre tra i suoi debiti personali e le responsabilità che gravano sul Comune.

 

Ancora più assurdo rimane il teatrino che ha intentato sulla metrotranvia. Mentre dagli atti amministrativi ufficiali si evince che si è pronunciato a favore, nella propaganda quotidiana fa il gioco delle tre carte ed insiste in una polemica capziosa e strumentale.
Insomma, Mario Occhiuto dovrà pur convincersi che il governo della cosa pubblica non è cosa sua.
Sarebbe il caso che egli si riconducesse alla realtà e la smettesse di usare la cosa pubblica come se fosse roba di casa sua . Come possono i cosentini tollerare che egli abbia potuto trasferire l’intero organico del suo studio nei ruoli di consulenti, collaboratori e dirigenti al Comune ed alla Provincia.

 

La concezione privatistica e l’uso distorto del governo della cosa pubblica è così esasperata nella sua azione tanto che egli pensa di poter abusare fino al punto di esibirsi nel ruolo di usurpatore di una funzione pubblica: tenta di continuare ad occupare lo scranno di Presidente della Provincia nonostante sia manifestamente decaduto.


Ormai si configura una vera e propria questione democratica. Siamo ben oltre il limite di polemiche politiche. Sono tanto evidenti e molteplici le violazioni di cui è protagonista il Sindaco Mario Occhiuto da richiedere ormai – conclude Covelli - senza ulteriori indugi, l’intervento degli organi istituzionali ed extragiudiziali preposti per riportare il Comune e la Provincia nell’alveo della democrazia”.