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23/10/2026 ore 10.33
Politica

Crisi occupazionale a Crotone, il Consiglio comunale affronta le vertenze “Konecta” e “Chiama Roma”: attesa per i tavoli ministeriali

Seduta straordinaria dell'assemblea cittadina e documento d'indirizzo per tutelare i lavoratori. Ferrari indica il dopo 31 dicembre per possibili sviluppi su Konecta, mentre per Chiama Roma si apre la partita della clausola sociale

di Giuseppe Dell'Aquila

Il futuro occupazionale di centinaia di lavoratori crotonesi resta appeso alle decisioni delle istituzioni e alle prospettive industriali delle aziende coinvolte. Le vertenze Konecta R e Chiama Roma tornano al centro del dibattito pubblico, mentre cresce la preoccupazione tra le famiglie che attendono da mesi risposte concrete sulla continuità del proprio lavoro.

Il Consiglio comunale di Crotone, riunitosi giovedì 22 ottobre in seduta straordinaria e aperta, ha affrontato le due delicate crisi occupazionali, approvando un documento d'indirizzo finalizzato a rafforzare il confronto tra amministrazioni, aziende, organizzazioni sindacali e rappresentanti dei lavoratori.

Un appuntamento istituzionale particolarmente partecipato, che ha visto intervenire il presidente del Consiglio comunale Antonio Megna, il sindaco Vincenzo Voce, i consiglieri regionali Sergio Ferrari, Elisabetta Barbuto ed Ernesto Alecci, oltre ai rappresentanti sindacali e ai lavoratori direttamente interessati.

Konecta, Ferrari indica il dopo 31 dicembre come possibile svolta

Tra gli interventi più significativi quello del consigliere regionale Sergio Ferrari, che ha ribadito l'impegno della Regione Calabria e del presidente Roberto Occhiuto nella ricerca di una soluzione alla vertenza Konecta R.

Secondo quanto emerso durante il confronto, una possibile risposta strutturale potrebbe arrivare dopo il 31 dicembre 2026, data che coincide con la scadenza della cassa integrazione straordinaria attualmente prevista per una parte dei dipendenti.

Un'indicazione temporale che, pur lasciando intravedere la possibilità di ulteriori sviluppi, non scioglie gli interrogativi sulle prospettive occupazionali.

Per i lavoratori, infatti, il problema non riguarda soltanto la prosecuzione degli ammortizzatori sociali, ma soprattutto la disponibilità di nuove commesse, la sostenibilità dei progetti industriali e la possibilità di tornare a un'attività lavorativa stabile.

La Regione, attraverso l'impegno richiamato da Ferrari, continua a seguire una vicenda che affonda le radici nella precedente crisi di Abramo Customer Care e che coinvolge un comparto particolarmente importante per l'economia crotonese.

Dall'ex Abramo alla digitalizzazione: una vertenza ancora aperta

La situazione di Konecta R rappresenta uno dei capitoli più complessi della crisi occupazionale calabrese.

Nel dicembre 2024, nell'ambito del percorso avviato dopo la crisi di Abramo Customer Care, erano stati assunti 894 lavoratori nelle sedi di Crotone, Rende e Settingiano, con l'obiettivo di impiegarli nel progetto di digitalizzazione delle cartelle sanitarie regionali.

Un'iniziativa sostenuta economicamente dalla Regione Calabria, che aveva alimentato aspettative di rilancio occupazionale e di valorizzazione delle competenze professionali maturate dai dipendenti.

Con il passare dei mesi, tuttavia, il completamento delle attività e l'incertezza sulle successive commesse hanno riaperto gli interrogativi sulla tenuta del progetto.

L'accordo sottoscritto nell'aprile 2026 presso il Ministero del Lavoro ha previsto il ricorso alla cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre, per un massimo di 654 dipendenti su una platea di 839 lavoratori considerata nell'intesa.

Numeri che restituiscono la dimensione sociale della vertenza e la necessità di individuare soluzioni capaci di andare oltre la gestione temporanea dell'emergenza.

Il caso dei 74 lavoratori esclusi: serve un percorso autonomo

Particolare attenzione è stata dedicata ai 74 ex dipendenti Konecta i cui contratti a tempo determinato sono scaduti il 18 maggio 2026.

Per queste persone la situazione presenta caratteristiche differenti rispetto a quella dei colleghi attualmente interessati dagli ammortizzatori sociali.

Il documento approvato dal Consiglio comunale riconosce espressamente la necessità di affrontare la loro condizione attraverso un confronto specifico, volto a verificare concrete possibilità di reinserimento lavorativo.

L'obiettivo è evitare che eventuali nuovi progetti aziendali vengano considerati automaticamente risolutivi anche per chi ha già perso il proprio impiego.

Si tratta di una distinzione importante, che impone alle istituzioni e alle parti sociali di individuare percorsi differenziati, tenendo conto delle condizioni contrattuali e delle esigenze dei lavoratori coinvolti.

Il Consiglio comunale chiede un confronto permanente

Al termine della discussione, l'assemblea cittadina ha approvato un documento che impegna il sindaco e la Giunta comunale a mantenere aperta un'interlocuzione con Konecta, le organizzazioni sindacali e le rappresentanze dei dipendenti.

Tra gli obiettivi figurano il coinvolgimento della Regione Calabria e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la partecipazione degli enti territoriali ai tavoli istituzionali e la richiesta di aggiornamenti periodici sugli sviluppi della vertenza.

Il Consiglio ha inoltre sollecitato una verifica delle possibilità di ampliare le attività aziendali attraverso nuovi progetti di digitalizzazione, innovazione e formazione, chiarendone tempi, sostenibilità economica ed eventuali ricadute occupazionali.

L'intenzione è trasformare il confronto istituzionale in un percorso verificabile, nel quale gli impegni assunti possano essere accompagnati da risultati concreti.

Chiama Roma, attenzione al cambio di appalto e alla clausola sociale

Accanto alla situazione Konecta, il Consiglio comunale ha affrontato anche la vertenza Chiama Roma, caratterizzata da problematiche differenti ma ugualmente rilevanti per la tutela dell'occupazione.

Per questa realtà è stata confermata l'aggiudicazione della gara d'appalto alla società Concerto.

Il prossimo passaggio riguarderà l'apertura delle trattative per assicurare l'applicazione della clausola sociale, con particolare attenzione alla salvaguardia dei livelli occupazionali e al mantenimento delle attività sul territorio.

Il Comune di Crotone, insieme alle organizzazioni sindacali, seguirà le procedure legate ai cambi di appalto, affinché la transizione tra gli operatori non comprometta le garanzie previste per i lavoratori interessati.

Il 17 novembre il tavolo ministeriale: attese risposte concrete

La prossima data da segnare sul calendario è il 17 novembre 2026, quando è previsto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un nuovo tavolo di monitoraggio sulla vertenza.

Un appuntamento dal quale lavoratori e rappresentanze sindacali attendono elementi concreti sulle prospettive industriali, sulle nuove attività e sulla continuità occupazionale.

Intanto, anche sul piano regionale, la questione continua a essere oggetto di iniziative istituzionali, con richieste di chiarimento sullo stato di avanzamento del progetto di digitalizzazione, sulle risorse impiegate e sulla sostenibilità del piano di rilancio.

La vicenda Konecta, così come quella di Chiama Roma, evidenzia ancora una volta la fragilità del mercato del lavoro crotonese, dove le crisi aziendali finiscono per incidere profondamente non soltanto sui dipendenti, ma sull'intero tessuto economico e sociale.

La sfida, adesso, è passare dagli impegni istituzionali alle garanzie occupazionali. Perché dietro ogni contratto scaduto, ogni mese di cassa integrazione e ogni progetto ancora da definire ci sono persone, famiglie e professionalità che chiedono di poter programmare il proprio futuro.

E mentre la politica e le istituzioni cercano una soluzione, per centinaia di lavoratori crotonesi il tempo continua a scorrere, con una certezza: la salvaguardia del lavoro non può limitarsi a rinviare le scadenze, ma deve tradursi in prospettive stabili e verificabili.