Crotone, Voce doppia Trocino e si allarga: 21 consiglieri per una maggioranza che controllerà il Consiglio
Vittoria netta per il sindaco che si riprende la città con numeri ancora più ampi rispetto a 5 anni fa. I voti delle liste confermano un successo trainato dai movimenti civici. Centrosinistra sconfitto: il Pd resta seconda forza politica ma non riesce a competere
Una vittoria netta, costruita voto dopo voto fino a trasformarsi in un successo senza appello. Vincenzo Voce si riprende Crotone con numeri ancora più larghi rispetto a cinque anni fa e chiude la partita già al primo turno, consegnando alla sua coalizione una maggioranza ampia e politicamente compatta dentro il nuovo Consiglio comunale.
Lo scrutinio, concluso praticamente all’alba di martedì 26 maggio, certifica il trionfo del sindaco uscente, capace di raccogliere il 62,41% dei consensi e 18.874 voti validi. Un dato che supera di oltre duemila preferenze il risultato ottenuto al ballottaggio del 2020 e che fotografa una città che ha scelto la continuità amministrativa senza lasciare margini agli avversari.
Molto distante il principale sfidante Giuseppe Trocino, fermo al 34,68% con 10.488 voti. Più indietro i due candidati outsider: Fabrizio Meo ottiene l’1,85% con 559 preferenze, mentre Vito Barresi si ferma all’1,07% con 323 voti.
A Crotone Voce verso la riconferma con più della metà dei voti: «Vittoria netta che mi aspettavo, riconosciuto il lavoro fatto»Il dato politico più significativo emerge però dall’analisi delle liste. La coalizione che sosteneva Voce totalizza complessivamente 18.860 voti, praticamente in linea con quelli raccolti dal candidato sindaco, confermando una forte identificazione dell’elettorato con il progetto politico e con la squadra costruita attorno al primo cittadino rieletto. Tradotto in termini numerici: 21 seggi e controllo saldo dell’aula consiliare.
A trainare la maggioranza è la lista civica “Crescere”, che con 4.414 voti e il 15,05% diventa la prima forza politica della città conquistando cinque seggi. Seguono “Valorizziamo Crotone”, che ottiene 3.222 voti e quattro consiglieri, e “Progetto in Comune Kr”, che supera il 10% con 2.983 preferenze e porta a casa tre seggi.
Tre consiglieri ciascuno anche per Fratelli d’Italia, “Insieme” e Forza Italia. FdI chiude al 9,65% con 2.831 voti, la civica “Insieme” al 9,56% con 2.803 preferenze, mentre gli azzurri raccolgono 2.607 voti pari all’8,89%.
Sul fronte opposto, la coalizione guidata da Giuseppe Trocino raccoglie complessivamente 9.912 voti di lista e conquista dieci seggi all’opposizione. In questo caso il candidato sindaco ottiene più consensi delle liste che lo sostenevano, segnale di un consenso personale più forte rispetto alla capacità attrattiva della coalizione.
Il Partito Democratico si conferma comunque seconda forza politica cittadina con 3.248 voti e l’11,07%, conquistando tre seggi. Tre consiglieri anche per “Città Futura” e “Per la Nostra Crotone”, entrambe sopra il 9%. Più complicata la partita del Movimento 5 Stelle, che riesce a entrare in Consiglio soltanto sul filo della soglia di sbarramento: il 4,08% e 1.196 voti valgono un solo seggio ma evitano ai pentastellati l’esclusione dall’aula.
Restano invece fuori dal Consiglio le liste collegate ai candidati minori. “Diritti e Salute”, che sosteneva Fabrizio Meo, si ferma all’1,28%, mentre la lista di Vito Barresi raccoglie appena lo 0,63%. Numeri insufficienti per superare lo sbarramento del 4%, decisivo nella definizione finale della nuova geografia politica cittadina.
L’esito del voto restituisce così una fotografia precisa degli equilibri crotonesi: una maggioranza larga attorno a Vincenzo Voce, un centrosinistra che mantiene una presenza significativa ma distante dalla soglia competitiva e un quadro politico in cui le civiche continuano a rappresentare il motore principale del consenso elettorale.