Da Cariati a Potsdam, la sinistra progressista di Luigi Pantisano indica la rotta all'Europa: «La Calabria è un laboratorio»
Il neoeletto vertice della Linke incontra i rappresentanti regionali di Avs: focus su occupazione giovanile, riconversione ecologica e contrasto ai sovranismi rappresentati da Afd in Germania e Futuro Nazionale in Italia
Il ritorno di Luigi Pantisano a Cariati Marina non rappresenta soltanto il viaggio privato di un leader politico che ritrova le proprie radici familiari, ma costituisce un momento di profonda elaborazione per l’intera area progressista europea. Recentemente eletto co-presidente nazionale della Linke, lo storico partito della sinistra tedesca, con il 53% dei consensi al congresso di Potsdam, Pantisano incarna una storia emblematica di riscatto e militanza. Figlio di emigrati cariatesi partiti per la Germania negli anni Sessanta durante la stagione dei Gastarbeiter, il neoeletto leader ha mantenuto intatto un legame viscerale con la sua terra d’origine, dove ha trascorso l'infanzia accudito dai nonni.
Pantisano stesso aveva già richiamato con orgoglio queste origini durante il congresso: «Sono figlio di Gastarbeiter di una famiglia italiana. I miei genitori - disse - hanno lavorato duramente per il nostro futuro. Da loro ho imparato a combattere». Questo forte cordone ombelicale si è tradotto in un incontro operativo a Cariati con la segreteria regionale dell’Alleanza Verdi Sinistra (Avs) calabrese, rappresentata dai co-segretari Fernando Pignataro e Angelo Broccolo e dalla rappresentante di segreteria Maria Pia Funaro. All'elezione di Pantisano, anche tramite Giuseppe Liguori di Oriolo, militante in Germania, sono giunte le più vive congratulazioni dei progressisti calabresi.
Un legame viscerale: dalle radici a Cariati al vertice della Linke
L’incontro, fortemente voluto dai dirigenti di Avs, ha messo a fuoco la statura internazionale di Pantisano, la cui ascesa rappresenta un elemento di assoluta novità nel panorama politico europeo. Architetto e urbanista con esperienze di studio internazionali che lo hanno portato fino in Giappone, Pantisano ha iniziato a militare a soli 15 anni nel Pds, il partito erede della tradizione della sinistra dell’ex Germania Est. Negli anni successivi ha ricoperto incarichi nelle istituzioni locali di Stoccarda, fino alla candidatura a sindaco di Costanza nel 2020, dove ha sfiorato l'elezione.
Oggi guida una formazione politica in profonda trasformazione e forte crescita, capace di darsi una struttura altamente competitiva. Come evidenziato nell'incontro, la forza della Linke si fonda in particolare sulla straordinaria attrazione esercitata verso le donne e i giovani: in un partito in cui i giovani sono la maggioranza assoluta e l’età media è stabilmente sotto i 30 anni, il co-presidente si trova ironicamente a essere uno dei membri più anziani a 44 anni. Per rilanciare l'azione politica del partito, Pantisano ha ribadito l'imperativo di rimettere i lavoratori al centro, denunciando lo sfruttamento e la distanza dai territori: «Mettiamo i temi dei lavoratori al centro del nostro programma». Un focus emerso anche raccontando gli incontri avuti con gli operai di Bremerhaven, i quali «non hanno tempo di vedere i loro figli se non nel weekend».
Il contrasto all'estrema destra in Germania e in Italia
Al centro del dibattito svoltosi a Cariati vi è stata la necessità di costruire una risposta coordinata e transnazionale all’avanzata delle destre estreme e razziste che minacciano la tenuta democratica sia in Germania che in Italia. In Germania, la crescita dell'estrema destra di AfD, che sfiora il 30% nei sondaggi, propone tesi inquietanti che richiamano derive discriminatorie. Pantisano è stato netto su questo punto: «È spaventoso che Afd sfiori il 30%. Ma noi possiamo fermarli e li fermeremo».
A queste derive risponde anche la forte denuncia del segretario regionale di Avs, Fernando Pignataro, il quale ha messo in guardia contro la pericolosità dei nuovi populismi: «c'è una destra forte che avanza su parole d'ordine che sono vecchie, razziste, pericolose per la tenuta della democrazia sia in Germania che in Italia». Pignataro ha poi rincarato la dose analizzando i programmi xenofobi d'oltralpe: «La destra più estrema della Germania sembra che abbia lo stesso progetto probabilmente anche prima del nostro Vannacci in cui ci sono le classi separate per i ragazzi meno ambienti e che hanno difficoltà o sono portatori di difficoltà come quello della remigrazione, siamo ritornati quasi al neonazismo della purezza della razza per molti aspetti quando in Germania si propone che quelli che non sono figli di generazioni di tedeschi possano essere pure messi in discussione alla loro presenza in Germania, insomma siamo alla follia pura a cui bisogna rispondere però con un progetto serio».
Politiche sociali contro l'oligarchia: la sfida a Friedrich Merz
A questa "follia pura", i progressisti rispondono rimettendo al centro la questione sociale e la centralità del lavoro. La Linke sta portando avanti una dura opposizione alle riforme neoliberiste promosse dall'opposizione conservatrice tedesca guidata da Friedrich Merz. Pantisano ha espresso critiche severissime verso l'agenda di Merz: «Vuole solo rendere ancora più ricchi i suoi amici ricchi. E i socialdemocratici non fanno altro che collaborare». Il leader ha inoltre attaccato frontalmente le proposte sull'orario di lavoro e pensioni avanzate dalla destra: «Merz dice che dobbiamo lavorare 13 ore invece di 8, e che dobbiamo continuare fino a 70 anni».
Per contrastare queste politiche retrograde, Pantisano ha illustrato le metodologie di mobilitazione della Linke, basate su campagne capillari "porta a porta" per ascoltare direttamente i bisogni dei cittadini, e sulla nuova iniziativa di presidiare fisicamente i luoghi di lavoro. Si tratta di un approccio che si integra perfettamente con la campagna di ascolto e programma partecipato "Decidiamo", avviata da Avs nelle piazze e nei comuni della Calabria per riconnettersi con il tessuto sociale.
Giustizia ambientale e transizione ecologica per i territori
Un altro tema cruciale affrontato nell’incontro è stato quello della transizione ecologica e della giustizia ambientale, introdotto da Maria Pia Funaro della segreteria regionale. Funaro ha tenuto fermo il punto programmatico con parole inequivocabili: «Non esiste transizione ecologica senza giustizia sociale. Le destre negazioniste vogliono far pagare il conto della crisi climatica ai ceti popolari, mentre i grandi gruppi industriali continuano a speculare. In Calabria come in Germania, diciamo stop alle grandi opere inutili e devastanti per i territori e diciamo sì a un piano straordinario di conversione ecologica, pubblico e partecipato. La difesa dell'ambiente, della nostra terra e della salute dei cittadini non è un lusso per pochi, ma la priorità strategica per garantire un futuro ai giovani e fermare lo spopolamento delle nostre comunità».
In Calabria come in Germania, la ricetta progressista prevede dunque di legare la tutela dell'ecosistema alla creazione di occupazione stabile e sicura, difendendo le comunità locali dalla speculazione e dallo spopolamento.
Ripudio della guerra ed esportazione della pace
L’Europa che Pantisano e i dirigenti di Avs vogliono costruire è un’unione fondata sulla pace, sulla cooperazione e sulla solidarietà internazionale. Di fronte al riarmo generalizzato e alle guerre che insanguinano il mondo, il leader della Linke ha espresso un fermo ripudio del conflitto, ricollegandolo alle lezioni del passato: «Il riarmo in Europa, le guerre che stanno coinvolgendo tante parti del mondo, le tensioni tra le grandi potenze stanno portando a una forte insicurezza in tutto il mondo, a una forte crisi tra tanti governi europei e mondiali. La soluzione europea dovrebbe essere sempre, soprattutto per quello che abbiamo imparato noi dopo le grandi guerre europee, la Prima e la Seconda guerra mondiale, che la sicurezza, la stabilità, lo stare bene dei lavoratori nel Mondo vengono con la pace e con la diplomazia».
Il no alle armi di Pantisano è una difesa diretta dei diritti delle classi popolari, che pagano il prezzo più alto di ogni scontro bellico: «Non dobbiamo esportare armi, ma dobbiamo esportare la pace, perché non dobbiamo mai dimenticare che dietro ogni arma che viene esportata nel mondo c’è un giovane lavoratore che deve impugnare quell’arma, andare alla frontiera, combattere e alla fine morire. Noi come Sinistra ripudiamo la guerra».
Cooperazione e politiche migratorie solidali
Questa solidarietà deve tradursi anche in una gestione comune e umana dei flussi migratori tra Italia e Germania, superando le tensioni storiche a favore di vie di migrazione legali e sicure. Pantisano ha evidenziato come l’Europa debba cambiare rotta: «L’Italia e la Germania dovrebbero cooperare sulla migrazione in Europa. Mi ha sempre disturbato, da italo-tedesco, che tra l’Italia e la Germania ci siano da decenni delle tensioni su questo tema. Anni fa i migranti arrivavano in Italia e la Germania non voleva assumersi la responsabilità di accogliere migranti anche in Germania. Adesso che il numero dei migranti in Germania è altissimo, si cerca di avere una politica migratoria più solidale in Europa, mentre l’Italia ha una politica restrittiva. La via giusta sarebbe una via solidale Europea, con vie di migrazione sicure, che non portino a far morire i migranti nel Mediterraneo, che è diventato uno dei più grandi cimiteri del mondo. Ci vogliono delle vie legali attraverso le quali i migranti possano arrivare in Europa».
Un laboratorio progressista per la rinascita della Calabria
La Calabria, con le sue straordinarie potenzialità inespresse, può diventare un laboratorio di questa nuova visione progressista che unisce il riscatto sociale a quello territoriale. Come rimarcato da Pantisano, per salvare la regione servono investimenti strutturali e politiche attive contro la piaga dell'emigrazione: «Diciamo che ci sono tante potenzialità in Calabria che ancora non sono state scoperte e non vengono valorizzate dalla politica nazionale per riqualificare la regione, per dare stabilità e lavoro ai giovani per il futuro. Perché non dimentichiamoci che l’Italia è una delle nazioni con il più alto numero di persone emigrate all’estero, proprio per questo problema del lavoro. Per di più, c’è anche il problema della sicurezza, che è necessaria per costruire un futuro e lavorare sicuri per la gente che vive qui».
L'incontro di Cariati rappresenta il primo tassello di un percorso comune: i segretari nazionali di Sinistra Italiana e della Linke si incontreranno a settembre per programmare un vertice a Berlino. L'obiettivo è definire una proposta politica alternativa per costruire un’Europa fondata sull'uguaglianza, sui diritti, sulla pace e sulla difesa intransigente della democrazia.