Dal porto al turismo, il Pd prova a cambiare rotta a Gioia Tauro: «Costruita un’alternativa»
Sul lungomare cittadino si è svolta l’iniziativa promossa dal Circolo politico locale guidato da Andrea Macino. Intervenuto anche il segretario regionale Nicola Irto: «Territorio che ha bisogno di riscattarsi». La delegazione ha fatto visita al Porto dove si sono affrontate questioni strategiche che riguardano il futuro dello scalo
Porto, agricoltura, turismo e cultura: il PD di Gioia Tauro ha lanciato un manifesto di idee e di sviluppo per la città e la Piana. Un nuovo sguardo sul futuro per costruire sviluppo, creare lavoro e contrastare povertà, marginalizzazione e spopolamento. È questo l’obiettivo presentato ieri sul lungomare cittadino nel corso dell’iniziativa promossa dal Circolo politico guidato da Andrea Macino. Un primo momento di confronto e di proposta che ha messo al centro alcune delle principali vocazioni del territorio e, soprattutto, la necessità di trasformarle in una strategia concreta di sviluppo, capace di guardare alle trasformazioni in corso in Europa e alle nuove opportunità per il Mezzogiorno. Particolarmente significativa la presenza del capodelegazione del Partito Democratico al Parlamento Europeo Nicola Zingaretti e del segretario regionale del PD Nicola Irto.
«Questa sera un gruppo di giovani calabresi lancia un manifesto per il futuro di questa terra ed è la cosa più bella- ha dichiarato Zingaretti - non solo per chiedere di poter restare, ma ad indicare com'è possibile poter restare, se si investe sul lavoro, sulla legalità, contro coloro che con il potere criminale negano la possibilità di fare impresa a tante persone perbene. L'opportunità i calabresi ce l'hanno, quello che manca è un buon governo per trasformare quest'opportunità in concretezza. La destra italiana governa da 4 anni, è giusto giudicarla, ed è un disastro, perché in Italia la benzina costa come non mai, il lavoro non c'è, il potere d'acquisto dei salari è fermo e la gente non ce la fa ad arrivare a fine mese, la produzione industriale non cresce anzi cala. Rispetto ai disastri della destra abbiamo costruito un'alternativa. Finalmente uniti, per dire che non ci facciamo prendere in giro».
Soddisfazione per l’iniziativa è stata espressa anche da Nicola Irto, segretario regionale PD: «Un incontro importante quello voluto dal Partito Democratico di Gioia Tauro per parlare del territorio, dello sviluppo, delle possibilità di riscatto di questa terra, attraverso un manifesto di idee concrete. Un territorio che ha bisogno di riscattarsi, di togliersi di dosso il dramma della criminalità organizzata. C'è un programma, una proposta politica ampia».
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Il Porto al centro: più autonomia, investimenti e una stagione per la Zes
Prima dell’incontro sul lungomare, la delegazione ha fatto visita al Porto di Gioia Tauro, dove è stata accolta dal segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Pasquale Faraone, e ha ricevuto il saluto del presidente dell’Autorità, Paolo Piacenza. La visita ha consentito di affrontare direttamente alcune delle questioni strategiche che riguardano il futuro dello scalo e dell’intero sistema portuale e logistico. Tra queste, particolare attenzione è stata dedicata alla riforma delle Autorità di Sistema Portuale, che rischia di ridurne l’autonomia e la capacità finanziaria.
«Per il Partito Democratico è necessario evitare che un sistema che a Gioia Tauro ha dimostrato di essere virtuoso venga indebolito o smantellato – evidenzia in una nota il circolo locale guidato dal segretario Andrea Macino -. Al contrario, l’Autorità di Sistema Portuale deve essere messa nelle condizioni di continuare a programmare, investire e governare il processo di crescita del porto, valorizzandone pienamente il ruolo strategico nel Mediterraneo».
Nel corso della visita e del successivo confronto sono state inoltre affrontate le principali sfide infrastrutturali che attendono il porto, a partire dalla elettrificazione delle banchine e dalla realizzazione dell’interporto, insieme alla necessità di migliorare infrastrutture e collegamenti e di rafforzare e diversificare l’offerta logistica. Ma il tema centrale è stato anche quello di come fare in modo che la straordinaria posizione strategica di Gioia Tauro possa tradursi in nuovi investimenti, occupazione e ricadute economiche per il territorio.
In questo quadro, il Manifesto ha posto una particolare attenzione alla ZES, «i cui attuali strumenti fiscali e amministrativi, pur rappresentando un’opportunità, non sembrano essere sufficienti a garantire da soli l’arrivo di nuovi investimenti e una crescita strutturale dell’area». Da qui una delle proposte politiche più importanti emerse durante l’iniziativa: l’istituzione di un’area franca a Gioia Tauro. Il segretario regionale del PD, Nicola Irto, ha annunciato di essere al lavoro su un disegno di legge per l’istituzione dell’area franca, che sarà depositato entro la fine della legislatura. Una proposta che nasce dalla necessità di costruire per Gioia Tauro strumenti realmente competitivi, capaci di accompagnare la funzione internazionale del porto e di generare nuove opportunità economiche e occupazionali. «Il Porto non può essere considerato una realtà separata dalla città e dalla Piana – sottolinea la sezione del PD gioiese- deve diventare sempre più il motore di un sistema territoriale integrato, attraverso infrastrutture, collegamenti efficienti, logistica avanzata, intermodalità e nuove attività produttive».
Agricoltura: competenze, valore delle produzioni e sostenibilità
Un altro asse fondamentale del Manifesto è stato rappresentato dall’agricoltura, una delle principali vocazioni economiche e identitarie della Piana.
«Occorre investire sulle competenze e sulle professionalità necessarie ad accompagnare le trasformazioni del settore, valorizzare le produzioni locali e costruire nuove opportunità soprattutto per le piccole aziende agricole – afferma il PD di Gioia Tauro - La transizione ambientale e la sostenibilità devono essere considerate non soltanto come un obbligo, ma come una leva di innovazione, occupazione e competitività, capace di rafforzare il settore e renderlo più moderno e resiliente».
Cultura e turismo per creare lavoro e fermare la marginalizzazione
Il Manifesto ha individuato poi nella cultura e nel turismo due ulteriori settori strategici per costruire un modello di sviluppo capace di offrire nuove prospettive soprattutto alle giovani generazioni.
«Il patrimonio storico, culturale, paesaggistico e identitario di Gioia Tauro e della Piana deve diventare una concreta occasione di lavoro e di impresa- specifica il Pd- Per farlo è necessario puntare sulla riqualificazione delle aree di maggiore valore storico e turistico, sulla loro promozione e valorizzazione e sulla costruzione di forme innovative di collaborazione e gestione tra pubblico e privato. L’obiettivo è creare le condizioni affinché i giovani non siano costretti ad andare via per costruire il proprio futuro, ma possano trovare nel territorio opportunità, lavoro e spazi per fare impresa».
Nel corso dell’iniziativa è stata inoltre espressa vicinanza a Patrizia Rodi Morabito, per i gravi attacchi di cui è stata oggetto la sua impresa agricola. Un segnale di attenzione e di sostegno nei confronti di chi, con il proprio lavoro, contribuisce allo sviluppo economico e produttivo del territorio. Infine, solidarietà è stata ribadita agli amministratori di Gioia Tauro e della Piana che, in questi giorni, sono stati destinatari di gravi atti intimidatori: il sindaco di Gioia Tauro Simona Scarcella, l’ex sindaco Aldo Alessio e la consigliera del PD di Oppido Mamertina, Margherita Mazzeo.