Dl Giustizia e immigrazione, Gentile (FI) «Riforme concrete e non rinviabili»
Il deputato di Forza Italia sostiene il ritorno delle due prove scritte per l'esame da avvocato, il potenziamento degli uffici giudiziari e un approccio all'immigrazione basato su «legalità e rispetto della persona»
Per l’esame di Stato per l'accesso alla professione di avvocato, «il ritorno alle due prove scritte e alla prova orale è una scelta che condividiamo. L'accesso alla professione deve essere serio, selettivo e fondato sulla preparazione». Così Andrea Gentile, deputato di Forza Italia e membro della commissione Affari Costituzionali, intervenendo in dichiarazione di voto sul dl Giustizia-migranti.
«Riteniamo altresì necessarie – ha proseguito - le disposizioni dirette ad assicurare la funzionalità degli uffici giudiziari, la continuità dei servizi, il rafforzamento della digitalizzazione e una migliore utilizzazione del personale amministrativo e degli addetti all'ufficio per il processo. Non basta annunciare processi più rapidi se gli uffici non dispongono delle risorse per celebrarli. Per questo guardiamo con attenzione alle misure sull'ufficio per il processo, sull'impiego del personale stabilizzato e sul supporto agli organi della giurisdizione ordinaria, minorile e di sorveglianza».
Sull’immigrazione, «Forza Italia sostiene la necessità di adeguare tempestivamente il nostro ordinamento al nuovo quadro europeo. Sostenere la legalità delle frontiere non significa negare la dignità delle persone. Al contrario, soltanto le procedure ordinare, controlli efficaci e decisioni tempestive consentono di proteggere realmente chi fugge da persecuzioni, guerre e violenze, separandolo da chi utilizza impropriamente i canali della protezione internazionale. Forza Italia, anche su questo terreno, rivendica una posizione equilibrata: fermezza nella legalità e al contempo rispetto della persona», ha concluso, annunciando il voto favorevole del gruppo Forza Italia.