FdI oltre il 30%, in Italia Giorgia Meloni continua a dominare e tiene unito il centrodestra. L’opposizione? Debole
Secondo un sondaggio di Repubblica, Fratelli d’Italia resta primo partito sopra il 30% grazie alla leadership della premier. Pd e M5S faticano a trovare un progetto comune, mentre Lega e FI calano e aumentano le tensioni interne al governo: Salvini sempre più critico verso l’establishment
Fratelli d’Italia si mantiene stabilmente oltre il 30% e si conferma primo partito nelle intenzioni di voto, attestandosi sopra il 31%. Un consenso che appare blindato, nonostante le difficoltà di governo, un’economia che fatica a decollare e le gravi crisi internazionali in corso.
Tra i leader, al secondo posto c’è Antonio Tajani, con il 39,1%, mentre Giuseppe Conte si conferma il leader dell’opposizione più forte e apprezzato, con il 31%, oltre che essere il più riconoscibile. Elly Schlein fa fatica ad affermarsi leader dell’opposizione, restando sotto il 29%, mentre il Partito Democratico sale al 21,6%. Il Pd rimane comunque distante oltre dieci punti da Fratelli d’Italia, e il divario con Meloni resta ampio anche sul piano del consenso personale. Sono dati che al momento sembrano pesare molto negativamente sul futuro del Pd e sugli equilibri interni.
Il Movimento 5 Stelle è stabile al 12,3%. Un risultato ben lontano dai tempi d’oro dei grillini. Senza il fondatore ed ‘Elevato’ il M5S non cresce.
Continua invece il trend negativo di Lega e Forza Italia, entrambi in flessione. Dal sondaggio emergono segnali sempre più evidenti delle difficoltà interne alla coalizione di governo, con il Carroccio che perde ancora terreno soprattutto nel Nord. Un bel problema che non si risolve facilmente, stante le divisioni interne.
«Non è solo stabilità: è la forza personale di Meloni che tiene tutto insieme», spiega l’analista politico Marco Valbruzzi. Ed è proprio così. I numeri parlano chiaro: la premier traina da sola il suo partito e l’intera maggioranza. Senza di lei, il centrodestra rischierebbe l’implosione.
Male l’opposizione, che paga l’assenza di un leader forte e condiviso, capace di sfidare Meloni e di contendere Palazzo Chigi. Il 46,8% della premier è il dato più alto degli ultimi due anni, segnale di un elettorato che continua a premiare l’azione di governo, nonostante le tensioni internazionali e le difficoltà interne, aggravate dalle continue prese di distanza di Matteo Salvini, che quotidianamente si distingue dalle scelte della presidente del Consiglio.
Lo stallo del centrosinistra non accenna a diminuire. Pd e M5S restano lontani (21,6% contro 12,3%) ma, senza una sintesi politica, non riescono a impensierire il centrodestra. Conte mantiene una buona popolarità personale e un appeal trasversale, soprattutto al Sud, ma non sembra in grado di decollare né di contendere realmente la guida del governo.
Schlein, invece, soffre una percezione diffusa di debolezza e insicurezza: pochi la immaginano come leader di una coalizione di governo.
In definitiva, centrosinistra e M5S non convincono ancora gli italiani come alternativa credibile. Senza una vera unione, il rischio concreto è l’irrilevanza anche in vista delle Europee del 2029.
Il quadro appare dunque fermo: maggioranza solida ma con prime incrinature, opposizioni frammentate e poco incisive. Meloni può guardare avanti con relativa serenità, ma i prossimi mesi saranno decisivi. Il vero elemento di instabilità? Matteo Salvini, che negli ultimi giorni ha riaperto il dialogo con Conte, soprattutto sui temi di politica internazionale: rapporti con la Russia, riarmo e relazioni con l’Europa.