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28/01/2026 ore 12.45
Politica

«Fico pensa al salario minimo, Occhiuto alle poltrone»: Scutellà (M5S) boccia le priorità del governatore della Calabria

La consigliera regionale evidenzia la distanza tra il governatore campano e quello calabrese: «Qui i bisogni dei cittadini sono trascurati per giochi di potere nel centrodestra»-

di Redazione Politica

Roberto Fico ha pensato al salario minimo, Antonio De Caro all’abbattimento delle liste d’attesa, Roberto Occhiuto invece si è concentrato sulle poltrone. Brutale quanto si vuole: è la valutazione dei primi tre atti di tre governatori meridionali. Elisa Scutellà, consigliera regionale del M5S, valorizza la differenza tra il presidente della Campania e quello della Calabria. E il suo giudizio, tenero con il collega campano, stronca il presidente calabrese: «Dopo che la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso presentato dal governo Meloni contro la delibera sul salario minimo della Regione Puglia, apprendo con soddisfazione che anche la Campania ha scelto di muoversi con decisione in questa direzione, mettendo al centro il lavoro e la dignità delle persone».

Per Scutellà «è evidente come, a differenza di quanto avviene in Calabria, in Campania la priorità politica sia stata individuata nel contrasto al lavoro povero e nella tutela dei salari. Qui, invece, mentre altre Regioni affrontano le emergenze sociali, il presidente Occhiuto ha concentrato la propria azione su modifiche statutarie finalizzate alla redistribuzione delle postazioni e al rafforzamento di logiche di potere, aumentando le poltrone invece di occuparsi dei bisogni reali dei cittadini».

«La Calabria – continua la consigliera regionale – è la regione con i salari più bassi d’Europa e registra livelli altissimi di povertà ed esclusione sociale. È questa l’emergenza su cui bisognerebbe intervenire con urgenza, perché il lavoro povero continua a spingere migliaia di calabresi ad andare via per poter vivere dignitosamente. Il salario minimo, a partire da una retribuzione oraria di almeno 9 euro negli appalti regionali, rappresenta una battaglia di civiltà che la Regione dovrebbe avere il coraggio di assumere come propria».

E invece «nell’ultima seduta del Consiglio regionale abbiamo assistito, ancora una volta, all’arroganza con cui la maggioranza di Occhiuto gestisce decisioni che incidono sulla vita dei cittadini, mortificando il ruolo delle commissioni e impedendo alla minoranza di offrire un contributo serio e costruttivo».

Non finisce qui. Scutellà chiarisce che «sul salario minimo il nostro contributo sarà costante e determinato: incalzeremo la maggioranza dentro e fuori l’Aula affinché questa battaglia sia al centro del dibattito politico, perché le priorità della Calabria non sono le poltrone, ma il lavoro dignitoso e il futuro delle persone».

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