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28/10/2026 ore 09.13
Politica

Flavio Stasi, dalle battaglie per la legalità all’arresto shock: la parabola del sindaco di Corigliano Rossano

Attivismo civico, proteste per il Tribunale di Rossano, battaglie ambientali e due vittorie elettorali: il percorso del primo cittadino movimentista ai domiciliari con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso. L’inchiesta riapre una ferita nella Sibaritide

di Redazione Politica
Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano

L’arresto di Flavio Stasi è uno shock per Corigliano Rossano: riapre vecchie ferite (uno scioglimento – della sola Corigliano in epoca pre-fusione) e proietta un’ombra su una figura pubblica che ha sempre fatto della legalità una bandiera. Saranno gli accertamenti giudiziari a chiarire meglio il quadro che parla di un’accusa di scambio elettorale politico-mafioso. Per ora resta lo sconcerto per un giovane sindaco – 42 anni – arrivato dal movimentismo universitario (è laureato in Ingegneria informatica all’Unical) che ha costruito la propria identità pubblica lontano dai tradizionali apparati di partito. Prima di entrare in politica, il suo impegno è stato quello dei comitati civici, delle mobilitazioni ambientaliste e delle vertenze sui servizi pubblici. Un percorso che lo ha portato a diventare il primo sindaco della città nata dalla fusione di Corigliano Calabro e Rossano e, successivamente, a consolidare il proprio consenso.

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Dalle battaglie civiche all’ingresso in politica

La sua formazione politica matura negli anni universitari, in una stagione segnata in Calabria dalle mobilitazioni contro la criminalità organizzata, le emergenze ambientali e l’indebolimento dei servizi pubblici. Nel settembre 2010 partecipa alla manifestazione “No ’ndrangheta” organizzata dopo le intimidazioni contro la magistratura reggina, intervenendo sul palco in rappresentanza di una generazione di attivisti impegnata a rivendicare diritti e futuro per il territorio.

Nel 2011 viene aggredito da più persone e finisce in ospedale. Alcune settimane dopo racconta pubblicamente l’accaduto in una lettera intitolata “Armato di Parola”, pubblicata sul Quotidiano della Calabria. L’episodio entra nella narrazione pubblica del suo percorso da attivista.

L’anno successivo è tra i fondatori dell’associazione Terra e Popolo, impegnata sui temi dello sviluppo del Mezzogiorno, della tutela ambientale e dei diritti sociali. Tra le questioni affrontate in quegli anni figurano l’inquinamento del fiume Oliva, le bonifiche dei siti industriali, l’emergenza rifiuti e la difesa delle infrastrutture ferroviarie e sanitarie.

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Il Tribunale, la sanità e le ferrovie: le vertenze che lo portano alla ribalta

Tra le battaglie che contribuiscono maggiormente a renderlo riconoscibile nella Sibaritide c’è quella contro la soppressione del Tribunale di Rossano. Nell’estate del 2013 Stasi partecipa alle proteste e ricorre anche allo sciopero della fame, chiedendo che il territorio non venga privato di un presidio fondamentale dello Stato.

La sua attività si concentra inoltre sulle discariche di Bucita e Scala Coeli, sui collegamenti ferroviari lungo la costa ionica e sul rischio di depotenziamento degli ospedali. Sono vertenze che gli permettono di costruire una presenza pubblica fondata su questioni concrete e su una critica alla gestione politica tradizionale del territorio.

Nel 2016 prova per la prima volta a conquistare la guida del Comune di Rossano. Sostenuto da liste civiche, ottiene circa il 18% dei voti e non accede al ballottaggio, entrando però in consiglio comunale. Da consigliere continua a occuparsi di gestione delle risorse pubbliche, servizi e trasparenza amministrativa.

Il 2019: il primo sindaco della città nata dalla fusione

La svolta arriva nel 2019, quando Corigliano Calabro e Rossano hanno ormai dato vita al nuovo Comune unico. Stasi si presenta con una coalizione civica e supera al ballottaggio Giuseppe Graziano, ottenendo il 72,56% dei voti. Diventa così il primo sindaco della nuova città, una realtà destinata a essere uno dei principali centri urbani della Calabria.

La sua campagna elettorale insiste sulla necessità di un cambio di metodo, sulla difesa del territorio e sulla distanza dai vecchi equilibri politici. Il suo consenso si consolida attorno a un profilo di amministratore civico, pur collocato nell’area del centrosinistra.

Il risultato viene confermato alle amministrative dell’8 e 9 giugno 2024: Stasi viene rieletto con oltre il 64% dei voti, battendo la candidata del centrodestra Pasqualina Straface, ferma al 35,2%. La nuova vittoria rafforza il suo peso nella politica calabrese e la sua capacità di aggregare forze civiche e partiti progressisti.

La legalità come tema politico

Nel percorso politico di Stasi la legalità è stata presentata non soltanto come contrasto alla criminalità organizzata, ma anche come principio che dovrebbe regolare gli appalti, le scelte urbanistiche, gli investimenti e l’accesso ai servizi pubblici. Lo scarto tra le posizioni pubbliche e la decisione del gip distrettuale di Catanzaro è forse alla radice dello sconcerto che questa mattina attraversa la città e la politica regionale, nel cui perimetro Stati ha guadagnato spazio nel corso degli anni.

L’arresto del 28 ottobre: la frattura con il percorso pubblico

Il blitz scattato questa mattina nella Sibaritide racconta gli esiti di un pezzo di indagine partito nel 2024 e punta l’obiettivo su un presunto patto per alcuni posti di lavoro. Promesse di assunzioni in cambio di sostegno elettorale con un presunto intermediario – Vincenzo Curia – a curare, secondo l’accusa, gli interessi del sindaco. L’ordinanza del gip di Catanzaro, richiesta dalla Direzione distrettuale antimafia, riguarda 41 persone: 24 destinatarie della custodia cautelare in carcere e 17 degli arresti domiciliari.

Un amministratore arrivato alla guida della città attraverso le mobilitazioni civiche, che ha fatto della difesa dei servizi pubblici, della trasparenza e del rispetto delle regole una parte riconoscibile della propria identità, si trova ora coinvolto in un’inchiesta che investe proprio il rapporto tra consenso elettorale e criminalità organizzata. Il lavoro della magistratura chiarirà meglio i contorni della vicenda.