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10/02/2026 ore 13.00
Politica

Forza Italia, da Marina Berlusconi nuovo stop al tentativo di scalata di Occhiuto: al partito non servono scossoni

In un intervista al Corriere della Sera definisce importante il contributo di idee di tutti (non solo dei politici) e blinda Tajani fino alle Politiche del 2027. Poi potrebbe succedere di tutto, anche una discesa in campo di Piersilvio. Anche Zangrillo frena il governatore

di Massimo Clausi

Marina Berlusconi non ha alcun ruolo politico, ma da azionista di maggioranza di Forza Italia è lei (insieme al fratello Piersilvio) a dettare la linea del partito. Lo fa con interviste sui grandi media, tutte molto mirate a dare la rotta a Tajani e ai suoi.

In quella al CorSera, Marina esprime il suo favore a quella che può essere considerata la madre di tutte le battaglie degli Azzurri, quella della riforma della Giustizia. Dice però anche una serie di cose interessanti sul futuro del partito che parte da Arcore e arriva fino a Catanzaro.

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Ci riferiamo ovviamente al tentativo del presidente della giunta regionale della Calabria, Roberto Occhiuto, di scalare Forza Italia e diventare segretario nazionale. Marina, nell’intervista, sembra dare uno stop a questo tentativo che, ad onor del vero, dopo un inizio scoppiettante è andato via via scemando. La figlia del Cavaliere, ad esplicita domanda di Occhiuto, risponde che «Bisogna allargare, aprire Penso che Forza Italia abbia da guadagnare dalla circolazione delle idee. Di Occhiuto e anche di altri, non solo politici». Non solo aggiunge che «L’unità è fondamentale, non solo per Forza Italia, ma per tutto il centrodestra».

Per gli analisti politici non si tratta certo di una novità. È chiaro da qualche tempo che Antonio Tajani manterrà la leadership fino alle Politiche del 2027. Poi tutto può succedere, anche la discesa in campo diretta di PierSilvio che metterebbe a tacere ogni velleità di altri. D’altra parte qualche settimana fa “Domani” scrivendo di spifferi che arrivavano da Cologno monzese, ribadiva che Marina per ora non vuole scossoni. La diaspora che Vannacci può aprire nella Lega, rischia di far salire nei consensi Forza Italia. Bisogna quindi evitare mosse suicida.

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Ma che l’aria intorno al tentativo di Occhiuto fosse questa lo dimostra non solo il silenzio caduto intorno al tentativo, ma anche un intervista che il ministro della Pubblica Istruzione, Paolo Zangrillo, ha rilasciato al Foglio, quotidiano molto vicino alla famiglia Berlusconi. Si tratta di una voce autorevole visto che è fratello del più noto Alberto, per anni medico di Silvio Berlusconi. Non solo. Un altro fratello è manager della Fininvest.

Alla domanda centrale sul futuro segretario di Forza Italia, Zangrillo risponde presente, ma solo dopo che Tajani verrà eletto Presidente della Repubblica. Caustico invece il ministro su Occhiuto. «Anche io pranzo con Marina - ha detto - c’è chi corre a farlo sapere. Occhiuto? Un politico navigato - ha aggiunto - ma non credo nella possibilità che faccia il segretario di Forza Italia. Tajani è la nostra guida e sarebbe un ottimo Presidente della Repubblica». Dietro il politichese, smontata quindi ogni velleità. Il Ministro definisce Occhiuto politico navigato proprio per rimarcare come non possa interpretare il nuovo. Almeno per il momento, dicevamo, che dopo le Politiche la partita si potrebbe riaprire, ma va ricordato come Tajani abbia saldamente in mano il gruppo dirigente del partito.

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Tornando a Marina Berlusconi l’intervista non è passata inosservata ad Occhiuto che ha provato a commentarla buttando però la palla in tribuna. Nel suo commento non si parla infatti delle vicissitudini interne al partito, come se fosse qualcosa di già archiviato. «Le lucide riflessioni di Marina Berlusconi sulla riforma della giustizia richiamano con chiarezza e incisività un punto essenziale: senza equilibrio tra i poteri, senza garanzie e senza certezza del diritto non c’è libertà, non c’è sviluppo e non c’è fiducia nello Stato.La riforma della giustizia non è una battaglia ideologica, ma il fondamento di un metodo liberale e riformista che deve rafforzarsi in Forza Italia e nel centrodestra. Radicare questo metodo significa costruire una destra di governo, responsabile, capace di riformare senza dividere e di tenere insieme libertà individuali, istituzioni forti e crescita economica. È questa la tradizione del liberalismo europeo e l’unica risposta credibile alle derive che accendono populismi ma non risolvono problemi e non costruiscono futuro. Una destra che si affida a slogan identitari o a radicalizzazioni, tanto in Europa quanto in Italia, può intercettare consenso emotivo, ma rischia di allontanarsi da una cultura di governo fondata sulla responsabilità e sulle riforme. Solo un’impostazione marcatamente liberale e riformista, invece, può consentire al centrodestra di dare risposte serie ai cittadini e di costruire una prospettiva solida per il futuro del Paese. Continuerò a lavorare per questo, dentro il partito e dentro la coalizione». Così parlò Occhiuto. Solo un inciso finale alle dinamiche interne del partito. Se ne riparlerà dopo le Politiche, anzi forse dopo le Europee.

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