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21/01/2026 ore 20.09
Politica

Forza Italia, Occhiuto dalla scalata alla ritirata: «Non mi candiderò al congresso, Tajani va benissimo»

Il presidente della Regione Calabria esclude di scendere in campo e ribadisce la volontà di evitare divisioni interne. Ma chiede di recuperare il pensiero riformista e liberale di Silvio Berlusconi, dalla politica economica ai diritti civili

di Redazione Politica

«Non mi candiderò al congresso nazionale, c'è Tajani e va benissimo». Lo ha detto – ricalibrando l’ultima uscita in cui non escludeva di candidarsi – il presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto, a margine della presentazione del libro «L'antidoto» di Claudio Cerasa. «L'ultimo dei miei pensieri è dividere Forza Italia o far battaglie all'interno del partito. Pongo delle questioni di merito sulla necessità di rafforzare il centrodestra a partire da Fi attraverso il recupero di un pensiero riformista e liberista che in questo paese non è pienamente rappresentato. C'è una domanda riformista e liberista però non c'è una offerta corrispondente. Non sono interessato a guerre da svolgere nei congressi di partito», ha ribadito.

Il recupero del pensiero riformista e liberale di Berlusconi

«Io chiedo che si recuperi il pensiero di Berlusconi nella politica economica, nella politica estera, nei diritti civili – Berlusconi ci lasciava sempre libertà di scelta nei diritti civili – e quando dico che va recuperato questo pensiero va recuperato anche in ordine al modo di rapportarsi all'interno di un partito. Berlusconi ci ha sempre richiamato a trovare le ragioni di unità, di convergenza, all'interno del partito, invece che di divisione e allora il pensiero di Berlusconi va recuperato in tutto il suo complesso», ha continuato.

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Esperienza personale e valore del confronto democratico

«Ho visto molte persone nella mia vita che hanno avuto grandi maestri eppure non hanno fatto nulla di buono. Non basta avere grandi maestri, bisogna poi avere la capacità di realizzare gli insegnamenti ricevuti da quei maestri e uno come me ha esperienza, coraggio, ma credo anche equilibrio sufficiente per sapere che la cosa più sbagliata sarebbe dividere il partito e fare un congresso dove ci sono posizioni contrapposte. Il confronto è l'anima della democrazia, soprattutto in un partito liberale, ma quello che io ho cercato di fare dando una scossa al centrodestra, attraverso la scossa Forza Italia, è ben più ambizioso di un congresso», ha proseguito.

Il rapporto con la famiglia Berlusconi e il futuro di Forza Italia

«La famiglia Berlusconi – ha precisato – la sento di tanto in tanto. So che incontrano moltissimi dirigenti di Forza Italia, non solo me. Guardano a Forza Italia come la creatura che il loro papà ha creato con grande amore. Vorrebbero che Forza Italia restasse il partito innovativo che Berlusconi creò. Oggi forse quella innovazione andrebbe resa più attuale, e io credo che l'interesse della famiglia sia unicamente questo. Non hanno nessun interesse a sposare l'una o l'altra causa perché non ci sono contrapposizioni dentro Forza Italia».

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Il sostegno ad Antonio Tajani e l'obiettivo di crescita del partito

Quanto ad Antonio Tajani, Occhiuto ha escluso contrapposizioni: «Ha fatto un lavoro straordinario, è una persona dotata di grande saggezza, di grande equilibrio. Lui stesso si è proposto come obiettivo quello di far diventare Forza Italia un partito del 20%. Io vorrei lavorare insieme a lui per realizzare questo suo, questo nostro obiettivo. Se non si è ancora realizzato la responsabilità non è di Tajani che anzi ha fatto sopravvivere Forza Italia quando nessuno avrebbe pensato alla sopravvivenza di Forza Italia come una cosa possibile».

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