Forza Italia, Tajani flirta con Calenda e sorpassa al centro Occhiuto: il governatore ai margini del partito
A Milano grandi celebrazioni per i 32 anni dalla discesa in campo del Cavaliere con figure di primo piano da Paolo Berlusconi a Fedele Confalonieri. Ospite d'eccezione il leader di Azione che è in procinto di siglare un accordo con Fi che renderebbe marginale il tentativo politico del presidente della giunta
Mentre Roberto Occhiuto era impegnato nella conta dei danni del ciclone Harry sulla costa jonica reggina, insieme al ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, 1200 chilometri più in là si teneva la grande kermesse di Forza Italia.
A Milano, al teatro Manzoni di proprietà della famiglia Berlusconi, andavano in scena le celebrazioni per i 32 anni dalla discesa in campo del fondatore degli azzurri. Le cronache riportano la presenza di tutto il gotha del partito, da Tajani a Letizia Moratti che ha organizzato l'evento, e poi ministri e parlamentari, i vice segretari Alberto Cirio e Stefano Benigni, il fratello del Cavaliere Paolo e l'ultima compagna di Berlusconi, Marta Fascina, scortata dal sottosegretario Tullio Ferrante e poi amici e collaboratori storici del Cavaliere come Fedele Confalonieri. Insomma il vero zoccolo duro di Forza Italia.
Occhiuto assente giustificato si potrebbe dire, anche se nella locandina dell'evento preparata mesi fa il suo nome non compariva. Così come non compare nell'altra kermesse fissata da Tajani a Roma.
Ma non è questo il segnale brutto per il presidente della giunta regionale della Calabria. Piuttosto il colpo arriva dal senso politico della manifestazione che ha visto come ospite d'eccezione il leader di Azione, Carlo Calenda. Ultimo atto di un percorso di avvicinamento politico sempre più concreto per rafforzare l'area moderata e liberale del centrodestra e parlare finalmente ad un elettorato produttivo ed europeista che mostra da tempo una maggiore freddezza verso una destra troppo radicale . Un esperimento politico che può partire dalle amministrative di Milano (dove Azione ha mostrato un certo consenso) e Roma e alle Politiche.
Forza Italia, la delusione dei parlamentari vicini a Occhiuto: «Ci siamo esposti e ci lascia da soli»A mettere il sigillo su quest'operazione non è stata solo la presenza di Calenda che ha detto che la battaglia per il Sì al referendum sulla giustizia da tempo è nel programma del suo partito, ma soprattutto la benedizione di Paolo Berlusconi, il fratello del Cavaliere, che si dice «concorde con gli auspici di Marina e di Piersilvio» per allargare il partito, e sul segretario di Azione è più che esplicito, «è un ottimo politico, speriamo che faccia parte anche lui della coalizione».
Insomma aprire il partito al centro e rinnovare il dna liberale di Forza Italia si può fare anche senza Occhiuto, la cui battaglia dopo ieri rischia di essere sempre più marginale nel partito. Lo dice abbastanza esplicitamente, considerato il personaggio, Antonio Tajani che Occhiuto non cita ma è come se lo facesse. «Io non temo nulla, il primo a parlare di liberalizzazione di Mps sono stato io, non sto con le braccia conserte, i risultati elettorali lo dimostrano», dice a Repubblica. Una risposta indiretta appunto ad Occhiuto che dalle colonne del quotidiano romano aveva usato proprio questa espressione. «Così come nel centrodestra molti fanno l'errore di stare a braccia conserte perché pensano che basti un bravo premier come Giorgia Meloni - aveva detto Occhiuto - non vorrei che anche in Forza Italia si stia a braccia conserte pensando che sia sufficiente Tajani. FI è nata per interpretare il pensiero di quanti volevano una rivoluzione liberale. Sulle mie idee non cederò di un millimetro». Il vice premier, però, di restare immobile non sembra ne voglia sapere.
Il problema è che l'apertura a Calenda è ormai cosa quasi fatta, complice anche la nuova legge elettorale che vuole portare la soglia di sbarramento dei partiti al 4%, muro invalicabile per Azione che dovrà decidere da che parte stare. Una mossa che rischia di marginalizzare ancora di più Roberto Occhiuto nel partito.
Vedremo. Il nostro Governatore non rinuncia però al suo percorso. Ha già annunciato una nuova iniziativa, dopo quella di Palazzo Grazioli, a Milano «per animare una discussione con chi vorrebbe un Paese più liberale». L'obiettivo della kermesse rischia però di essere sempre meno politicamente rilevante.