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24/01/2026 ore 15.30
Politica

Fratelli d’Italia primo partito ma in flessione: cala anche la fiducia in Meloni, governo sotto osservazione

Il sondaggio di Termometro Politico registra un calo per Fratelli d’Italia, mentre il 60% degli italiani si fidano sempre meno della premier. Sul fronte maggioranza emergono segnali di maggiore fragilità, come testimoniano le frizioni con Matteo Salvini. In leggera risalita il Pd

di Redazione

Fratelli d’Italia resta il primo partito ma perde smalto. L’ultimo sondaggio di Termometro Politico registra un calo dello 0,4%, che porta il partito guidato da Giorgia Meloni al 30,0% delle intenzioni di voto.

La rilevazione fotografa un quadro politico in lieve movimento, con alcune variazioni nei consensi dei principali partiti e un arretramento importante della fiducia nei confronti della presidente del Consiglio. Secondo il sondaggio settimanale, FdI rimane saldamente in testa, ma è l’unico grande partito a perdere terreno in questa tornata. Un segnale che, pur non rappresentando un crollo, non passa inosservato.

Questo arretramento sembra riflettere le difficoltà della fase di governo: le tensioni interne alla maggioranza, il confronto complesso sulla legge di bilancio 2026, le polemiche su alcune nomine, ma un quadro internazionale sempre più instabile, nel quale l’esecutivo appare spesso diviso, soprattutto sul fronte della politica estera, dove la premier appare sempre più impacciata e incapace di prendere una posizione netta e chiara. Mentre le frizioni con la Lega di Matteo Salvini si fanno sempre più forti ed evidenti. Il dato comunque conferma una tendenza già emersa nelle settimane precedenti.

A preoccupare Palazzo Chigi è anche il calo della fiducia personale in Giorgia Meloni, che scende al 38%, perdendo 1,5 punti rispetto al 39,5% della settimana scorsa. Ancora più significativo il dato secondo cui oltre il 60% degli italiani dichiara di avere poca o nessuna fiducia nella premier. Un campanello d’allarme che rafforza la lettura di una fase più complessa per la leadership del governo.

Sul fronte delle opposizioni, il Partito Democratico registra un lieve recupero, salendo al 22,1% (+0,2%). Non si tratta di un balzo significativo, ma potrebbe rappresentare l’inizio di una fase di assestamento, anche se restano evidenti le difficoltà interne al partito e l’assenza di una coalizione realmente competitiva. Il Movimento 5 Stelle si mantiene stabile al 12,3%, così come Alleanza Verdi e Sinistra al 6,7%.

Nel centrodestra, dopo FdI, la situazione resta immutata: Forza Italia è all’8,5%, seguita a brevissima distanza dalla Lega all’8,4%. Nessuna variazione significativa, segno di un equilibrio ormai consolidato tra i due alleati di governo.

Tra i partiti minori, Azione si attesta al 3,1%, Italia Viva al 2,5% e +Europa all’1,7%. Anche in quest’area il quadro appare fermo, con forze politiche incapaci di costruire una proposta comune che possa ambire a un peso elettorale più rilevante.

Il dato più sensibile resta dunque quello sulla premier: la flessione della fiducia personale, unita al calo – seppur contenuto – di Fratelli d’Italia, mette il governo sotto osservazione. Il quadro complessivo rimane sostanzialmente stabile, ma segnala un elettorato meno compatto e potenzialmente più volatile rispetto ai mesi precedenti.

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