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02/10/2026 ore 08.49
Politica

Fratelli d’Italia resta primo partito, Vannacci rallenta mentre il Pd scende al 20,4%: gli ultimi sondaggi

La Supermedia YouTrend del 1° ottobre fotografa un quadro in evoluzione: FdI in testa al 26,8%, mentre Futuro Nazionale si stabilizza al 7,7% e il Partito democratico scende al 20,4%, minimo dalle Europee 2024. Cresce l’attesa per la riforma elettorale e la possibilità di elezioni anticipate

di Redazione Politica

La Supermedia YouTrend fotografa un quadro politico in movimento: Fratelli d’Italia al 26,8%, Futuro Nazionale stabile al 7,7%. Il centrodestra risale al 41,1%, mentre il campo largo è al 43,4%. Intanto la maggioranza affronta il passaggio decisivo della nuova legge elettorale.

Fratelli d’Italia resta saldamente il primo partito italiano, ma il quadro politico continua a cambiare. La nuova Supermedia YouTrend, pubblicata il 1° ottobre, registra il rallentamento della crescita di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci e una nuova flessione del Partito democratico di Elly Schlein.

Il partito della premier Giorgia Meloni sale al 26,8%, guadagnando 0,2 punti rispetto alla rilevazione precedente. Forza Italia rimane stabile al 7,4%, mentre la Lega cresce leggermente al 5,7%.

Il dato più significativo riguarda il Pd, che perde 0,7 punti e scende al 20,4%, il livello più basso dalle elezioni europee del 2024. Il Movimento 5 Stelle recupera invece terreno, salendo al 12,8%. Alleanza Verdi e Sinistra si attesta al 6,3%.

Futuro Nazionale, dopo una fase di forte espansione, si stabilizza al 7,7%. Un dato che arriva dopo il risultato delle elezioni suppletive di Reggio Calabria, dove il candidato sostenuto da Vannacci ha sfiorato l’11%.

Il confronto tra le coalizioni

Nella simulazione delle coalizioni, il campo largo raggiunge il 43,4%, con una flessione di mezzo punto, mentre il centrodestra sale al 41,1%.

Futuro Nazionale viene conteggiato separatamente, al 7,7%. Il dato evidenzia il peso potenziale del nuovo soggetto politico negli equilibri del centrodestra, ma non rappresenta una previsione del risultato elettorale.

La Supermedia comprende rilevazioni effettuate tra il 17 e il 30 settembre da otto istituti demoscopici.

Legge elettorale, il passaggio decisivo alla Camera

Intanto la partita politica si intreccia con quella della nuova legge elettorale, ribattezzata Melonellum o Stabilicum.

Il provvedimento, già modificato dal Senato, è tornato alla Camera per l’approvazione definitiva. Il 1° ottobre la maggioranza ha superato il primo passaggio parlamentare: le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni sono state respinte con 229 voti contrari e 151 favorevoli.

La riforma prevede un sistema proporzionale accompagnato da un premio di maggioranza. La coalizione che raggiunge il 42% in entrambe le Camere otterrebbe un bonus di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, entro i limiti stabiliti dal testo.

Sono inoltre previste modifiche alle preferenze, alle circoscrizioni estere e al numero di firme necessarie per presentare le liste.

Il calendario parlamentare prevede tre voti di fiducia sugli articoli modificati e il voto finale, atteso per giovedì 8 ottobre.

Elezioni anticipate: ipotesi aperta, ma nessuna data

La riforma elettorale riporta inevitabilmente al centro del dibattito anche la possibilità di elezioni anticipate.

La legislatura, salvo scioglimento anticipato delle Camere, arriva alla sua scadenza naturale nell’autunno del 2027. La data del voto dipenderà dagli sviluppi politici e istituzionali. Difficilmente Mattarella accetterà di sciogliere le camere in anticipo se la situazione internazionale dovesse aggravarsi.

Il governo punta a portare a termine la riforma, considerata dalla maggioranza uno strumento per assicurare governabilità e rendere più chiara la scelta degli elettori. Le opposizioni contestano invece l’impianto della proposta e le modalità con cui viene condotto l’iter parlamentare.

Il voto dell’8 ottobre rappresenta dunque un passaggio importante per la tenuta della maggioranza. Un eventuale incidente parlamentare potrebbe aprire una fase di incertezza, ma non comporterebbe automaticamente lo scioglimento delle Camere.

Le elezioni anticipate restano una possibilità politica, non una decisione già assunta. Il prossimo appuntamento parlamentare chiarirà soprattutto la capacità della coalizione di governo di mantenere compattezza su una riforma considerata strategica.

Nel frattempo, i sondaggi restituiscono un quadro articolato: FdI conserva la leadership, il Pd arretra, il M5S recupera e Vannacci consolida una presenza significativa, pur interrompendo la sua corsa. Una fotografia destinata a pesare sul confronto politico dei prossimi mesi.