Sezioni
Edizioni locali
16/03/2026 ore 06.15
Politica

Il Consorzio di bonifica ente autonomo, la proposta di legge: «Eliminiamo ogni dubbio di influenza dominante della Regione»

Il testo è stato depositato alla sesta commissione di Palazzo Campanella. Sparirebbe in questo modo la funzione di vigilanza e controllo sugli atti e la quota politica nominata in seno al consiglio dei delegati

di Luana Costa

Il Consorzio di Bonifica della Calabria si appresta a recidere gli ultimi legami che la tenevano ancora vincolata alla Cittadella per assurgere ad ente pubblico economico autonomo. Via, con un colpo di bianchetto, la funzione sinora esercitata dalla Regione di vigilanza e controllo sui principali atti adottati dal consorzio ed eliminata anche la quota politica in seno al consiglio dei delegati.

Si appresta, infatti, a sparire la componente nominata dal Consiglio regionale e dal presidente della giunta; così come la nomina del direttore generale sarà unicamente appannaggio del presidente dell’ente consortile senza previa intesa con il governatore della Calabria. Una nuova, l’ennesima, modifica alla legge regionale costitutiva del consorzio di bonifica si avvia alla discussione della sesta commissione consiliare.

La proposta di legge, approdata a Palazzo Campanella, è di iniziativa della Giunta e si prefigge, appunto, l’intento di eliminare l’influenza della Cittadella nella gestione dell’ente. Lo si legge a chiare lettere nella relazione d’accompagnamento al testo emendativo: lo scopo è annullare ogni dubbio «circa la potenziale influenza dominante della Regione rispetto alle funzioni del consorzio, con il rischio di minare la natura di ente autonomo».

Oltre a ciò la legge intende intervenire per modificare l’organizzazione e il funzionamento dell’ente in una logica di «semplificazione dei processi e il rafforzamento dell’efficacia dell’autonoma attività di gestione». Non sarà più, dunque, la Regione, ad esempio, ad approvare i piani di classifica e di riparto delle spese ai consorziati; il piano triennale delle opere di bonifica e di irrigazione e così via ma lo stesso ente consortile in maniera autonoma e senza più il preventivo controllo della Cittadella.

Dalla modifica legislativa derivano, inoltre, maggiori responsabilità in capo al Consorzio che acquisisce la gestione diretta delle opere pubbliche di bonifica e di irrigazione e le opere idrauliche – prima appartenenti al demanio regionale – e se «ne assume il rischio operativo». Tra le attività di competenza si aggiungono adesso anche le «azioni di mitigazione del rischio idrogeologico» affidate «al Consorzio dallo Stato, dalla Regione o dai Comuni» e quelle di polizia idraulica.

Tra le uniche funzioni rimaste in capo alla Regione vi è la prerogativa di scioglimento dell’ente consortile nel solo caso, a differenza di quanto previsto in precedenza, della dichiarata impossibilità di funzionamento degli organi e non più invece in casi di irregolarità amministrative e gravi violazioni di legge.

Nel frattempo, resta ancora aperta la partita della liquidazione degli undici vecchi consorzi di bonifica. A gennaio il presidente della Regione ha nuovamente rinnovato gli incarichi ai commissari liquidatori, per la terza volta. Possibilità consentita grazie ad una precedente modifica apportata alla legge costitutiva del consorzio unico. Inizialmente gli incarichi assegnati della durata di 12 mesi, potevano essere rinnovati per ulteriori 12, estesi poi a 24. Nei decreti di conferma si legge infatti che «la struttura dipartimentale di vigilanza sui Consorzi ha evidenziato che l’attività posta in essere necessita di ulteriore sviluppo, data la complessità dell’incarico». Un altro anno di tempo, dunque. Il 19 marzo, intanto, la proposta di legge inizierà l’iter nella sesta commissione di Palazzo Campanella. (Continua)