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07/02/2026 ore 18.33
Politica

Il generale Vannacci in Calabria non sfonda, anche Orlandino Greco giura fedeltà a Matteo Salvini

Il deputato Furgiuele ha detto no, dal consiglio regionale tutto tace in attesa dell’allargamento della giunta a nove, IdM si presenta come alleato strategico nel Meridione per portare avanti l’idea del Capitano di consolidare la Lega come partito nazionale

di Massimo Clausi

Continua a riscuotere poco successo il generale Vannacci in Calabria, anche se il suo movimento “Futuro nazionale” è dato nei sondaggi al 4%. Nonostante la fascinazione per il tema della remigrazione il deputato Domenico Furgiuele ha detto che resterà fedele a Matteo Salvini.

Nessuna notizia si ha dal consiglio regionale, complice anche il recente cambio di Statuto regionale che permetterà di allargare la giunta a nove assessori. Roberto Occhiuto è stato chiarissimo fin dall’inizio: una delle due nuove postazioni andrà alla Lega. Meglio non muoversi per il momento.

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Allargando lo spazio sul territorio c’è da registrare anche il movimento IdM di Orlandino Greco che ha bocciato sonoramente la mossa di Vannacci. In una nota il consigliere regionale Greco scrive che «il cosiddetto “effetto Vannacci” non è un episodio isolato, né una semplice provocazione mediatica. È piuttosto il segnale di una trasformazione profonda e inquietante della politica contemporanea: il passaggio dalla politica come luogo di formazione, confronto e visione collettiva, alla politica come esibizione individuale, costruita su slogan, polarizzazione e semplificazione estrema».

«Vannacci - scrive Greco- è l’esempio più concreto di chi non rispetta i partiti, ma li utilizza come taxi per raggiungere un obiettivo personale. Un uso strumentale che prescinde completamente dal valore politico e umano che un partito dovrebbe rappresentare. Perché la costruzione di una comunità politica non è un’operazione tattica né un esercizio di visibilità: è un travaglio profondo, fatto di idee, di sogni, di speranze, di confronto e di responsabilità collettiva. Si pensa di poter aggirare tutto questo, di poter fondare un nuovo soggetto politico non su una visione condivisa, ma esclusivamente su una figura individuale. Un partito ridotto a estensione del proprio ego, privo di radici, di elaborazione, di progetto. È anche questo il segno della crisi che attraversa la politica: quando l’“io” pretende di sostituirsi al “noi”, e l’ambizione personale prende il posto del percorso collettivo».

Insomma per IdM Futuro nazionale non ha alcun substrato politico ma è solo uno strumento personale nelle mani del Generale. Una presa di posizione che ha un grande rilievo politico perchè la fuoriuscita di Vannacci dal Carroccio pone un problema interno alla Lega che è quello del posizionamento politico.

Da un lato c’è chi spinge per un ritorno alle origini del movimento abbracciando le vecchie istanze delle partite Iva del Nord. Dall’altro c’è chi sostiene che la strada di trasformare la Lega in un partito nazionale e di governo è quella giusta.

I dati, per il momento, sembrano dare ragione alla seconda linea visto che la Lega nei sondaggi è data ad un 8% che raramente ha raggiunto come movimento territoriale. Il problema è come declinare l’azione politica nel Mezzogiorno che non può limitarsi solo all’ipotesi del Ponte sullo Stretto. Sotto questo aspetto l’alleanza strategica con IdM si presenta particolarmente funzionale a Salvini. Non solo perchè il movimento di Orlandino Greco si presenta come partner affidabile, ma perchè può contribuire all’elaborazione di una serie di misure e strategie politiche per eliminare i divari territoriali oggi presenti in Italia.

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