«Il Ponte sullo Stretto è morto e lo dice il Governo»: Nicita (Pd) suona il de profundis per la mega opera
Il senatore evidenzia che l’inizio dei lavori è stato spostato nella seconda parte della magistratura e critica la maggioranza per lo spostamento dei fondi europei riservati a Calabria e Sicilia
«Do una notizia all'aula e ai relatori: il Ponte sullo stretto è morto. Lo piangono i cittadini che per mesi, per anni, hanno ascoltato l'idea di un'opera finanziata, di progetti sottomessi, di pareri acquisiti, di pietre posate. Il Ponte non è morto solo per due rilievi fondamentali insuperati, uno dell'Antitrust sugli aiuti di Stato e uno dell'Anac sul fatto che serve una nuova gara. E' morto perché all'articolo 1 comma 8 è scritto che i lavori del Ponte inizieranno nella seconda parte della legislatura, non di questa ma della prossima, nella quale auguro a tutti di esser presenti». Lo ha detto il senatore Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo del Pd, nel suo intervento nell'Aula del Senato.
Società Stretto di Messina, Ciucci confermato amministratore delegato mentre Basile è il nuovo presidente«Nel frattempo - ha continuato Nicita - si definanziano 2,8 mld dal Ponte per ripianare i debiti Rfi, e si trasferiscono 2,1 mld al patrimonio destinato di Cassa Depositi e prestiti, del quale nulla si sa. Più di 5 miliardi, che lo ricordo provenivano dai Fondi di sviluppo e coesione di Sicilia e Calabria destinati a finanziare infrastrutture già pronte come Siracusa-Gela, vengono sottratti al Ponte. Tutto questo è propaganda dell'arroganza. Oggi con questo decreto si realizza la verità».