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04/11/2026 ore 12.48
Politica

Il possibile rinvio a giudizio di Roma potrebbe spingere Roberto Occhiuto a candidarsi alle Politiche: ecco perché

In un primo momento non ci saranno conseguenze politiche rilevanti dopo l’indiscrezione del “Fatto Quotidiano” rilanciate dallo stesso Occhiuto. Riflessi anche sulla corsa verso la segreteria nazionale di Forza Italia

di Massimo Clausi

«Chi pensa di fermarmi così, ha sbagliato persona». È netto il presidente della giunta regionale Roberto Occhiuto nel suo reel notturno con il quale informa i calabresi della richiesta di rinvio a giudizio che starebbe per presentare la Procura di Roma nei suoi confronti. L’accusa è quella di truffa aggravata per aver goduto contemporaneamente di un auto a noleggio e di un rimborso carburante forfettario, del valore di 3893 euro mensili, per i suoi spostamenti istituzionali. Ha ragione il presidente, in uno stato di diritto vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, figuriamoci per una richiesta di rinvio a giudizio non ancora notificata, ma annunciata da “Il Fatto Quotidiano”.

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Allora questa vicenda nell’immediato non avrà alcuna conseguenza politica rilevante. D’altronde lo stesso Occhiuto, due estati fa, dopo l’avviso di garanzia ricevuto dalla procura di Catanzaro, aveva detto chiaramente che non si sarebbe dimesso nemmeno in caso di rinvio a giudizio. Aveva anche detto di dimettersi per ricandidarsi perché i dirigenti regionali non firmavano più le carte e si era quindi creato un immobilismo burocratico. Rieletto, però, non ci risulta che abbia sostituito alcun dirigente.

Conseguenze politiche però potrebbero arrivare in una seconda fase. Ovviamente siamo sempre nel campo delle ipotesi, in sede di udienza preliminare la posizione di Occhiuto potrebbe benissimo essere archiviata. Occhiuto ha infatti chiesto al consiglio regionale il rimborso forfettario di carburante per motivi istituzionali, nello stesso tempo veniva avanzata richiesta agli uffici della giunta regionale di avere un auto a noleggio a disposizione, sempre per gli spostamenti istituzionali. Il presidente dice che tutta questa storia, che definisce “piccinerie” in confronto alla mole di investimenti che ha gestito in questi anni, è frutto di una mancata comunicazione fra gli uffici della Regione. Fatto sta che le due cose non sono cumulabili.

Una circostanza questa che spinge molti retroscenisti a dire che la vicenda potrebbe convincere Occhiuto a candidarsi alle Politiche  perché da parlamentare una eventuale sospensione dalla carica  avverrebbe solo a sentenza definitiva.

L’altro elemento riguarda la corsa verso la segreteria nazionale di Forza Italia. E’ vero che i congressi di partito non si sono più celebrati e tutto è stato rinviato a dopo le Politiche, ma il dibattito nel partito è vivissimo. Con la spada di Damocle di questo possibile rinvio a giudizio, la corsa di Occhiuto potrebbe indebolirsi. A tacere del fatto che la terza proroga indagini chiesta dalla Procura di Catanzaro per l’altro filone di indagine, concorso in corruzione, sta per scadere. A breve quindi Occhiuto potrebbe incassare un’archiviazione, un'altra richiesta di rinvio a giudizio se non una misura. Negli ultimi due casi la situazione politica si ingarbuglierebbe e non poco. Ancora una volta, quindi, sarebbe meglio gestirla nelle vesti di parlamentare.