Il ritorno dei sottosegretari in Regione, il centrosinistra non ci sta: «Nuove poltrone mentre i calabresi soffrono»
Protestano il segretario Pd Irto e il sindaco di Corigliano Rossano Stasi, che va oltre e parla di un centrodestra in preda alla bramosia di potere al punto che «un direttore sanitario si è dimesso per le continue pressioni politiche». Critiche anche dalla Cgil: «Crisi economica e sanità che non dà risposte ma loro pensano ad altro»
Il centrodestra di Giuseppe Scopelliti li aveva aboliti, in nome del taglio dei costi alla politica. Il centrodestra di Roberto Occhiuto li reintroduce in nome non si bene di cosa. La minoranza ha provato ad opporsi al progetto, ma senza successo. Allora ha provato a ridurre i danni, o meglio i costi. Il progetto di legge presentato da tutti i capigruppo regionale del centrodestra prevede per i sottosegretari una indennità pari all'84% di quella di un assessore nonostante il loro compito sia di semplice supporto tecnico al Presidente. Senza responsabilità dirette, insomma. L'ingegnosa idea del centrosinistra era ridurre l’indennità fino a portarla a qualcosa come 3300 euro al mese. La Prima commissione, presieduta da Orlandino Greco, ha respinto l'emendamento. I sottosegretari ci costeranno quindi 14mila euro al mese e il progetto di legge è stato portato subito in Consiglio.
Il centrodestra non arretra, ai nuovi sottosegretari 14mila euro al mese e una superstruttura: ecco quanto costerà«L'introduzione dei sottosegretari nella Regione Calabria è una scelta sbagliata e del tutto fuori tempo - dice il senatore Nicola Irto, segretario regionale del Pd -. Il centrodestra ha moltiplicato le postazioni di comando ei costi di palazzo, senza aggiungere un solo servizio per i cittadini. È l’ennesima riprova della loro concezione del potere, che privilegia incarichi, gerarchie e prebende, invece di risolvere i problemi reali delle persone».
Irto sottolinea come anche la tempistica sia sbagliata vista l'attuale congiuntura economica. «In pieno aumento della benzina, dei costi energetici e degli altri beni essenziali, mentre le famiglie e le imprese chiedono risposte su sanità, economia e ambiente, come sulla ricostruzione dopo i recenti cicloni che hanno devastato il nostro territorio, il centrodestra ha dato un ulteriore segnale di distanza e perfino di arroganza. La comunità calabrese aspettava sobrietà, serietà istituzionale, capacità e prontezza di intervento a partire dalle liste di attesa nella sanità, sempre nel in un mare di problemi e commissariata. È invece arrivata una pura distribuzione di poltrone, l'ennesima del governo Occhiuto», conclude Irto.
Anche il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, contesta fortemente la scelta del centrodestra. «La giunta regionale, mentre in 5 anni non ha risolto uno solo dei problemi dei calabresi, dalla Sanità alle infrastrutture passando per i costi esorbitanti dei servizi come rifiuti e trasporti, continua ad essere interessata esclusivamente ad una famelica spartizione del potere, che per altro in questi giorni ha ormai travalicato gli ambiti istituzionali emergere delle vere e proprie guerre interne».
«Uno spettacolo osceno - commenta Stasi - che, per esempio in un campo delicato come la sanità, è scaturito persino nelle dimissioni di un direttore sanitario, evidentemente causato dalle continue pressioni politiche e contraddittorie provenienti dallo stesso schieramento di governo regionale . L'istituzione di questo monumento all'inutilità, i "sottosegretari regionali" deve essere letta esattamente in questa ottica: un ennesimo, inutile ed ignobile poltronificio pagato con i soldi ed il sangue dei calabresi, sempre più poveri, con meno servizi e meno rappresentati».
Ma non è solo la politica a contestare la scelta della maggioranza Occhiuto. Critiche anche le forze sociali. «In una regione in cui ogni giorno, ogni ora c'è chi fa i conti con il lavoro precario, lavoro nero, con un salario che non gli permette di arrivare dignitosamente a fine mese; con una sanità che non dà risposte al bisogno di cura dei calabresi; una regione che paga un costo altissimo alla mancata manutenzione del territorio; al rincaro dei costi del carburante, dell'energia, delle materia prime, aggravando una situazione già drammatica… di fronte a questo stato di cose la politica, la maggioranza che guida la Regione Calabria, in tempi brevi si dota di ulteriori figure quali i sottosegretari con un aumento dei costi. Sorge spontanea una domanda: a cosa serve tutto ciò? A nostro avviso le priorità sono altre ed ogni risorsa disponibile ed impegno andrebbe indirizzata verso la soluzione dei problemi reali e quotidiani con cui i calabresi fanno i conti». Questa la posizione del segretario regionale della Cgil, Gianfranco Trotta.
Poi c'è chi ha scoperchiato il vaso di Pandora ovvero Vincenzo Bruno, capogruppo regionale di Tridico Presidente, l'autore dei quattro emendamenti respinti in prima commissione che miravano almeno a ridurre i costi. Bruno ha definito la misura «un aggiustamento tutto interno agli equilibri della maggioranza, che non affronta in alcun modo i problemi reali della Calabria» , sottolineando come scelte di questo tipo rischino di alimentare ulteriormente il distacco tra cittadini e istituzioni.
«Queste operazioni contribuiscono ad accrescere l'antipolitica – ha affermato –. Noi lo diciamo con grande serenità, esercitando il nostro ruolo di opposizione: in questo momento i calabresi hanno bisogno di risposte concrete, non di nuove figure prive di reale rilievo istituzionale. Abbiamo votato contro l'istituzione dei sottosegretari, ma, preso atto della volontà della maggioranza, abbiamo proposto modifiche per ridurre sensibilmente i costi e limitare l'impatto di questa scelta». Gli emendamenti puntano, in particolare, alla riduzione delle indennità fino al 50%, all'eliminazione delle spese accessorie e delle strutture dedicate e all'utilizzo esclusivo di personale interno all'amministrazione regionale, evitando nuovi incarichi esterni.
«Non c'è alcuna ragione – ha aggiunto – per dotare queste figure di apparati simili a quelli degli assessori. Si tratta di collaboratori e, come tali, devono essere considerati anche sotto il profilo organizzativo ed economico. In una Calabria che vive ancora forti criticità, dalla sanità al dissesto idrogeologico, non possiamo permetterci di dare all'opinione pubblica il segnale di una politica concentrata su poltrone e spese. Servono invece responsabilità, sobrietà e capacità di intervenire sui problemi reali».
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