Il ritorno di Minniti: il governo si rivolge all’ex ministro calabrese dell’Interno per risolvere il rebus del Medioriente
Il capo della Fondazione Med-Or di Leonardo ed ex vertice degli 007 con Renzi e Letta incontrerà le principali aziende italiane e il sottosegretario Mantovano. La sua esperienza nelle crisi internazionali è tenuta in conto dal governo a trazione Fratelli d’Italia
Marco Minniti, gli amministratori delegati delle principali aziende italiane e Alfredo Mantovano, braccio destro di Giorgia Meloni, l’uomo ai vertici dell’intelligence italiana. È il grande ritorno strategico, se così si può dire, dell’ex ministro dell’Interno: il politico di centrosinistra preferito dal governo a trazione Fratelli d’Italia che – per pragmatismo più che per ideologia – si trova a condividere alcune linee guida del centrodestra. Appuntamento fissato per martedì mattina a pochi metri di distanza dalla premier. L’agenza dice “riunione del comitato strategico della Fondazione “Med-Or” ma il retrogusto è (molto) politico. Perché mentre il mondo è in fiamme o quasi, esposto alle decisioni erratiche di Donald Trump, e la guerra è alle porte dell’Europa, Palazzo Chigi si rivolge anche a Minniti per un parere a porte chiuse sulla sicurezza nazionale. Ci saranno tutti, secondo quanto riporta il Messaggero: i capi di Gabinetto di Farnesina, Viminale e Difesa, i vertici delle principali imprese italiane (Eni, Enel, Terna, Snam, Poste), Mantovano. Con loro anche Minniti, che non è soltanto l’ex ministro dell’Interno ma anche ex capo degli 007 con i governi Letta e Renzi.
Il parere di Minniti, oltre che autorevole, è molto tenuto da conto, poco importa che sia cresciuto nel grembo del Partito comunista: da due anni gestisce la fondazione di Leonardo che è diventa punto di riferimento per diplomazia e investimenti oltreconfine. Soprattutto nel Medioriente che rischia di finire al centro di un’escalation militare, finora soltanto annunciata da Trump. Il momento è delicato: l’Italia sta valutando l’ingresso nel “Board della pace per Gaza” e guarda con preoccupazione a un eventuale intervento americano in Iran. Minniti è tra i più profondi conoscitori dell’area e il suo approccio iper-pragmatico alle crisi internazionali potrà tornare utile al governo di centrodestra. Un ritorno off the records ma a un passo dalla prima linea diplomatica e istituzionale.