Impedirono la conferenza stampa di CasaPound, 32 parlamentari sospesi: tra loro anche i calabresi Stumpo e Orrico
Il deputato del Pd parla di una scelta politica «chi si dichiara fascista è fuori dalla Costituzione e non può presentare proposte in Parlamento». Furgiuele parla di doppiopesimo della sinistra: «la libertà di espressione è sacra, non si può impedire a nessuno di parlare»
È finita con una sospensione per 32 parlamentari la movimentata (e mancata) conferenza stampa di CasaPound alla Camera. Una storia che ha molto di calabrese perché i movimenti di ultradestra erano stati invitati a Montecitorio dal deputato calabrese della Lega, Domenico Furgiuele. Lo scopo era quello di presentare la proposta di legge, di iniziativa popolare sulla remigrazione. La proposta mira all’espulsione di tutte le persone immigrate la cui presenza è ritenuta problematica per qualche ragione, pur in presenza di regolare permesso di soggiorno. Il presidente del comitato “Remigrazione e riconquista” è il portavoce di CasaPound Luca Marsella e i soci fondatori del comitato, oltre a CasaPound, sono realtà quali Rete dei Patrioti, VFS e Brescia ai Bresciani.
CasaPound in Parlamento con Furgiuele: polemiche e accuse di razzismo per la conferenza su “remigrazione e riconquista”Proprio questi sigle erano state invitate da Furgiuele a presentare in conferenza stampa la proposta. La conferenza stampa però non si è mai tenuta per l’opposizione pacifica di 32 parlamentari, di cui 22 del Pd. I parlamentari avevano occupato la sala cantando “Bella Ciao” e sventolando dietro le spalle di Furgiuele copie della Costituzione. Gianni Cuperlo, intanto, leggeva ad alta voce la 12esima disposizione della Costituzione che vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista. A questo punto il presidente della Camera, Fontana, annulla tutto per motivi di ordine pubblico.
La vicenda non è finita qui perché ieri sono arrivate le sanzioni dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati. Le sanzioni consistono in una sospensione di cinque o di quattro giorni per chi ha partecipato alla protesta. Fra questi la deputata del M5s, Anna Laura Orrico (sospesa quattro giorni) e il deputato del Pd Nico Stumpo (sospeso invece per cinque).
«Fuori i nazisti dalla Camera», caos per il convegno con CasaPound ma Furgiuele non si arrende: «Ci riproverò»«Quanto fatto dall’Ufficio di Presidenza della Camera è un provvedimento sbagliato e in contrasto con la Costituzione - ci dice al telefono l’onorevole Stumpo - Tutti i 32 parlamentari hanno protestato non a titolo personale ma come scelta politica di fondo perchè coloro che sono fuori dalla Costituzione e si definiscono fascisti non possono entrare in Parlamento a presentare proposte. Il Questore di Fratelli d’Italia ha voluto una rivalsa forse per senso di appartenenza forse per l’esito del referendum. Sia nel primo sia nel secondo caso questa decisione non gli fa onore così come non fa onore agli altri colleghi della maggioranza che per me avranno quest’onta nella loro carriera parlamentare».
Stumpo parla poi del clima che si respira nel Paese. «Sicuramente - dice - c’è una deriva securitaria che fa parte della cultura della destra e che scorgiamo sia nei vari decreti sicurezza sia nelle repressione del diritto a manifestare non solo contro il governo, ma a protestare in generale. Non so se il provvedimento sia ascrivibile a questa tendenza, ma sono convinto che questo sia il brodo di coltura della destra di questo Paese che si richiama non tanto al ventennio ma alla cultura nera degli anni ‘70, delle violenze di piazza e dello stragismo. Questo ci deve dare maggiore forza per arrivare il prima possibile alle elezioni e sconfiggere questa destra».
Furgiuele dal canto suo nega di aver sollecitato i provvedimenti. «Non ho mai fatto polemica quando sono stato sospeso. Non mi sono lamentato, non ho cercato scorciatoie -scrive sui social - Ma oggi questo provvedimento ristabilisce un principio semplice, la libertà di espressione vale per tutti. Quella giornata ha mostrato un doppio pesismo evidente, con una conferenza stampa bloccata e un confronto impedito. Non ho chiesto sanzioni, ma è giusto che venga riconosciuto ciò che è accaduto. Perché in democrazia si può non essere d’accordo, ma non si può impedire agli altri di parlare».