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09/03/2026 ore 12.38
Politica

Irto, Tridico e gli altri “federatori” specializzati in sconfitte: il centrosinistra ha un (grosso) problema di leadership

Franz Caruso ha spinto legittimamente, da sindaco della città capoluogo, per la sua candidatura, ma la sconfitta alla Provincia di Cosenza mette in discussione tutti i vertici dei partiti. Dal Pd al M5S: cosa c’è all’orizzonte 

di Antonio Clausi

Ci saranno conseguenze nel centrosinistra ed è inevitabile che i risvolti interessino quanti si sono spesi in prima persona per sbloccare l’impasse che si era creato intorno alla candidatura di Franz Caruso alla Provincia di Cosenza. La resa dei conti sarà interna non tanto al centrosinistra, ma al Partito Democratico dove la faida cosentina rischia di abbracciare anche il regionale. Nicola Irto si è speso in prima persona per dare l’input definitivo sul sindaco di Cosenza.

E da ieri sera raccoglie i cocci frantumati dai franchi tiratori. Altro che candidatura unitaria del campo largo: gli esisti sono stati gli stessi delle regionali dove Pasquale Tridico non ha federato nulla. Anche il pubblico endorsement del parlamentare europeo non ha spostato una virgola: resta fuori dal consiglio perfino la candidata che aveva chiesto di sostenere, Bianca Rende.

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Il problema, a questo punto, è di leadership, perché se le indicazioni dei vertici dei partiti non vengono rispettate, a Houston c’è un bel problema. Nessuno è esente, nemmeno Avs dove se da un lato è arrivato il veto su Caruso, dall’altro il promesso sposo Flavio Stasi ha fatto campagna elettorale attivamente. Stesso discorsi nel PSI con il regionale che frenava e col provinciale che convergeva.

La Federazione bruzia del Pd, dove il segretario Matteo Lettieri ha rinviato due volte l’assemblea in cui sarebbe stato sfiduciato, inoltre si trascina da mesi. Agonizzante. L’ultimo slittamento era stato giustificato con l’imminenza del voto di ieri sera e del referendum sulla Giustizia del 22-23 marzo. Altre due settimane tossiche prima di una certa resa dei conti qualora non rassegni le dimissioni.

Al tavolo delle trattative, è stato uno sponsor importante di Franz Caruso, che dal canto suo ha fatto il possibile per giocarsi una doppia partita. Lo ha fatto in maniera legittima e da primo cittadino del comune capoluogo. Non solo l’Ente di secondo livello, ma soprattutto la possibilità di ricandidarsi tra un anno alla guida di Palazzo dei Bruzi. La battuta d’arresto, con o senza l’apporto di Francesco De Cicco e dei suoi Progressisti Democratici Meridionalisti, pone un punto di domanda sul futuro e apre una discussione.

Tornando al centrosinistra, ci sono partite interne campali destinate a giocarsi nei prossimi mesi. Riguardano le segreterie provinciali. Non solo quella del Pd dove una serie di giovani amministratori rampanti come Salvatore Monaco (Spezzano della Sila), Paolo Pappaterra (Mormanno), Francesca Pisani (Casali del Manco) non hanno goduto della considerazione adeguata ai loro risultati sul campo, ma anche il Movimento 5 Stelle sceglierà i suoi nuovi rappresentanti.

Anna Laura Orrico e Giuseppe Giorno (futuro candidato a sindaco di Luzzi) viaggiano verso la riconferma dei coordinamenti del regionale e del provinciale forti di relazioni positive e del numero di Gruppi territoriali creati sul territorio. Ma c’è chi non direbbe di no. Magari la consigliera regionale Elisa Scutellà o la consigliera comunale di Corigliano Rossano Livia Sciarrotta.