La grande battaglia di Reggio Calabria: centrosinistra alle primarie, centrodestra senza nome. La partita è apertissima
Il network LaC apre la lunga corsa verso le Comunali del 24 e 25 maggio. Sfida tra Nicola Irto e Francesco Cannizzaro a Perfidia. A Buongiorno in Calabria Mimmo Battaglia definisce il voto un test politico per i due poli nazionali
Il 24 e 25 maggio in Calabria si voterà in 76 comuni. Il centro più importante chiamato al voto è certamente Reggio Calabria, la più grande città della nostra regione che in queste settimane è in pieno fermento politico. Da un lato c’è il centrosinistra che ha rispolverato le vecchie primarie per scegliere il successore di Giuseppe Falcomatà; dall’altro c’è un centrodestra a trazione Cannizzaro che continua a riunirsi ma che ancora non ha svelato il nome del candidato.
Il nostro network sta seguendo con la necessaria attenzione la disfida di Reggio Calabria che in questo weekend è stata al centro dei suoi programmi di approfondimento. La nostra Antonella Grippo a “Perfidia” ha intervistato due dei protagonisti della sfida elettorale: Nicola Irto, senatore e segretario regionale del Pd e Francesco Cannizzaro, deputato e coordinatore regionale di Forza Italia. Ospite invece di “Buongiorno in Calabria”, condotto ogni sabato dal sottoscritto e Giada Carino, è stato Domenico Battaglia, sindaco facente funzione e candidato alle primarie del centrosinistra per la scelta del sindaco di Reggio.
Il duello a distanza fra Irto e Cannizzaro è stato molto godibile, complice anche la consueta irriverenza della Grippo e le sortite di Gennaro Calabrese, magistrale nella maschera di Roberto Occhiuto. La domanda centrale posta dalla giornalista è una sola: Reggio se la prenderà Cannizzaro?
Irto ha detto che Reggio non sarà mai di nessuno se non dei reggini e che spera proprio che il centrodestra non torni al potere a devastare i conti comunali come fatto in passato. «Io c’ero nel 2012 quando in Comune arrivavano gli ufficiali giudiziari a pignorare anche le lampadine». Per il senatore l’esperienza Falcomatà potrà anche aver avuto qualche pecca, ma ha un merito indiscutibile ovvero quello di aver governato con rigore e aver messo in sicurezza i conti del Comune. Irto dice che quella classe dirigente è stata talmente brava che il centrodestra ha nelle sue liste «almeno quindici ex consiglieri o ex assessori di Falcomatà, di certo quindi non possono parlare di discontinuità». La puntura è arrivata però dal comico Calabrese secondo il quale il Pd ha scelto di ricorrere alle primarie perchè così è sicuro che almeno uno di loro vince. Irto ha sorriso ma poi ha ricordato che le primarie sono un grande strumento di partecipazione sperimentato con successo dal centrosinistra già nel 2014. Nel finale, il segretario regionale, ha negato eventuali dualismi con Falcomatà e parlato di sane discussioni interne che spesso sono gonfiate dal voyeurismo dei giornalisti che «quando non sanno cosa scrivere, scrivono del Pd».
Una difesa simile a quella di Cannizzaro alla domanda del dualismo fra Occhiuto e Tajani. Anche in questo caso non esiste, ma è solo frutto della morbosità giornalistica. Tornando al tema Reggio, Cannizzaro ha detto che la coalizione è coesa e compatta, sta lavorando all’elaborazione del programma e a breve sceglierà il candidato che sarà condiviso. Scopelliti?, incalza la Grippo. Cannizzaro svicola, salvo poi lanciare la bomba per ovviare alla domanda. «Non escludo di essere io, da tempo dico che sono a disposizione della coalizione se dovesse servire»
«Forza Italia ha aperto un po' la sua idea programmatica, la visione della città e la mette al cospetto di Reggio – ha detto il deputato - Saranno tanti appuntamenti dove approfondiremo dettaglio per dettaglio perché ogni cittadino si deve innamorare di questo progetto che è visionario».
«Reggio è già risorta - ha commentato a distanza Mimmo Battaglia dai microfoni di Buongiorno in Calabria - grazie al centro-sinistra che in questi dodici anni di governo della città l’ha risollevata dalle macerie lasciate dal centro destra con un epilogo tristissimo dell’arrivo di una commissione prefettizia».
«Reggio oggi è a pieno titolo sui tavoli di tutta Italia come credibile - ha continuato - perché l'operazione che è stata fatta non è soltanto di opere pubbliche di soldi spesi benissimo primo target forse nazionale con i fondi del Pnrr, abbiamo rinnovato la flotta Atam abbiamo fatto un sacco di opere pubbliche come il waterfront e andiamo acceleratissimi sul museo del mare ma il lascito maggiore di questa maggioranza di centro-sinistra sono i conti a posto Non c'era certezza di nulla, non veniva pagato nessuno, le partecipate senza stipendio oggi i professionisti e le imprese che lavorano con il Comune che io ripeto sempre è l'azionista di maggioranza del tessuto economico della città, hanno certezza di pagamento»
A proposito di candidati Battaglia dice che forse è il centrodestra ad avere qualche problema nella scelta. «Noi ci siamo - ribadisce -siamo in sella al Comune, faremo le primarie per rafforzare la scelta del candidato e arricchire il dibattito. Dall’altra parte è da San Valentino che aspettiamo un nome che evidentemente non c’è».
Per Battaglia, poi, la sfida di Reggio va oltre i confini comunali. Alle prossime amministrative saranno pochi i grandi centri in Italia chiamati al voto, fra questi appunto la città dello Stretto che si presenta quindi come un test politico importante per il Governo. Battaglia si dice fiducioso del grande lavoro che sta svolgendo il partito sul territorio con l’aiuto della segreteria nazionale. Primarie fissate per il 15 marzo, quindi, con l’obbligo per tutti i contendenti di sostenere, con una lista o la propria candidatura, il vincitore. «E’ quello che feci io nel 2014 - ricorda Battaglia - quando dopo aver perso le Primarie feci una lista a supporto di Falcomatà e stravincemmo»