La premier Meloni sempre più sola: l’Italia fuori dai tavoli che contano
Nelle grandi crisi internazionali Roma pesa sempre meno e viene sempre più spesso esclusa dai luoghi dove si decide davvero. Così mentre gli altri costruiscono alleanze, l’Italia resta a guardare
Giorgia Meloni continua a rivendicare un ruolo centrale per l’Italia, ma la realtà racconta altro: nelle grandi crisi internazionali Roma pesa sempre meno ed è sempre più spesso esclusa dai luoghi dove si decide davvero.
L’asse tra Francia, Germania e Regno Unito ne è l’ennesima conferma. L’Italia non guida, non media, non orienta. Viene informata, quando va bene. E non è un caso che Meloni abbia disertato l’ultimo vertice dei tre paesi: i partner europei mostrano da tempo una crescente diffidenza verso il suo governo. Lei ha capito benissimo che avrebbe giocato una parte aggiuntiva e ha preferito rimanere a Reggio Calabria.
Del resto se per quattro anni hai sostenuto i governi e i partiti più estremisti dell’Europa; se hai immediatamente e acriticamente scelto Trump per esaltarlo nella sua funzione antieuropeista, non ti puoi aspettare altro che diventare marginale all’interno dei grandi d’Europa.
I problemi sono anche interni. La situazione economica del paese è drammatica, le famiglie e le imprese non vedono più un futuro. Da presidente del consiglio ha dimostrato tutti i suoi limiti. Per anni Palazzo Chigi ha difeso ministri discussi, protagonisti di polemiche, inchieste giudiziarie e gaffe che hanno danneggiato l’immagine del Paese. La credibilità internazionale si costruisce con serietà, competenza e affidabilità. Non con la propaganda.
Il terremoto che arriva dalla Calabria: Meloni blinda Occhiuto mentre la Lega affronta l’offensiva di VannacciIl risultato è sotto gli occhi di tutti: mentre altri decidono, l’Italia osserva. Mentre altri costruiscono alleanze, Roma resta ai margini.
La vera domanda è semplice: a cosa serve una lunga permanenza al governo se il Paese perde peso, influenza e autorevolezza? Perché quando non sei nella stanza dove si decide, non conti. E oggi l’Italia, purtroppo, conta molto meno di quanto potrebbe.